Un pasticciere offre la nuova sede
al Centro Studi Giovanni Carnevale:
proseguono le ricerche su Carlo Magno
CORRIDONIA - Il gruppo di studiosi ha trovato alloggio al secondo piano dello stabile dove risiede la pasticceria "I fabbricanti d'arte", nella zona industriale. Il commerciante Riccardo Meschini: «Non potevo restare indifferente, è un beneficio per tutta la città»

Il pasticcere Riccardo Meschini
di Marco Ribechi
Carlo Magno a San Claudio, nuova sede per il centro studi. Sembra giunta a una conclusione, almeno parziale, la querelle causata dal re carolingio. Dopo la cacciata del Centro Studi Giovanni Carnevale dal piano superiore dell’Abbazia di San Claudio, gli studiosi impegnati a seguire il solco tracciato dal professor Giovanni Carnevale possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. A mettere a posto le cose infatti è arrivato un commerciante di Corridonia, Riccardo Meschini, che ha messo a disposizione il piano superiore della sua pasticceria in via Valadier 15, nella zona industriale.
Da un secondo piano all’altro quindi, con il gruppo che continuerà a gravitare attorno ai luoghi identificati come cruciali per la storia medioevale non solo delle Marche, ma dell’intera Europa. Almeno questo è quanto sostengono gli iscritti al Centro Studi. «Ritengo che la ricerca su Carlo Magno portata avanti per tanti anni da Giovanni Carnevale non debba essere lasciata inascoltata – spiega Riccardo Meschini, titolare del bar pasticceria “I fabbricanti d’arte” – dal mio punto di vista devono poter continuare il proprio lavoro di indagine. Le ricerche su Carlo Magno possono portare una grande ricchezza al nostro territorio, e lo penso non solo come cittadino ma anche come esercente».

La nuova sede sopra i locali della pasticceria
A colpire maggiormente Meschini è stato l’afflusso di visitatori: «Anni di cura e custodia di un monumento nazionale come l’Abbazia di San Claudio – continua l’esercente – hanno portato tanti turisti che arrivavano e quindi, dopo il benservito, ho voluto manifestare la mia solidarietà. Ho investito a Corridonia perché ho visto le potenzialità che offre, benché finora non siano ancora espresse totalmente. È fondamentale per tutti attrarre un turismo che sia di qualità: la cultura è importante per crescere, anche economicamente. Più turisti, più risorse, più attività al pubblico, più benessere per i cittadini. E’ molto semplice. Sono davvero contento che Domenico Antognozzi abbia accolto con tanto calore la mia proposta, e sono convinto che il mio locale beneficerà della presenza del Centro Studi. Ho già alcune idee per il futuro, in questo senso, e non vedo l’ora di iniziare questa collaborazione».

La stretta di mano a sancire l’accordo
Il presidente del Centro Studi, Domenico Antognozzi, accompagnato da alcuni soci e da Silvia Grassetti, presidentessa di “Terra d’Armonie” che ha sposato la causa a favore dei carnevaliani, ha accolto con grande riconoscenza l’aiuto che gli è stato offerto e lo scorso 25 settembre, con una stretta di mano, ha suggellato l’accordo: riunioni, convegni e iniziative culturali, espulse dalla chiesa superiore di San Claudio, potranno riprendere nella nuova sede. «Ho conosciuto Riccardo Meschini la scorsa estate durante una riunione conviviale organizzata dall’Associazione “Terra d’Armonie” – dice Antognozzi – Sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’interesse che ha mostrato per i nostri studi, poter ripartire senza interruzioni è una grande opportunità. Adesso saremo ancor più liberi nelle nostre iniziative e avremo modo di trattare anche argomenti finora poco conosciuti». Il riferimento è alle future conferenze che avranno come tema l’approfondimento di alcune personalità storiche e religiose che all’epoca hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo del territorio.

Da sinistra: Domenico Antognozzi, Silvia Grassetti e Riccardo Meschini
«Sono felicissima della scelta di Riccardo Meschini – spiega Silvia Grassetti, anello di congiunzione per “il patto” – Ancora una volta, sono i privati cittadini ad interessarsi a quelle iniziative che dovrebbero competere alle amministrazioni pubbliche. Il Comune di Corridonia non ha preso posizione a favore del Centro Studi, limitandosi a dire che non era di sua competenza intervenire. Ma se questo è pur vero in quanto l’Abbazia di San Claudio e il territorio circostante fanno capo alla Diocesi, il silenzio dell’Assessore alla cultura è preoccupante. Stiamo parlando di una città dove sono attive decine di associazioni, e praticamente nessuna di queste ha una sede. Non mi pare ci siano stati sforzi per aiutare i volontari (di ogni settore) a proseguire nelle loro attività, nonostante siano proprio loro a portare “vita” a Corridonia con le loro iniziative. Mi riferisco, ad esempio, alle manifestazioni organizzate dalle associazioni sportive, così come da quelle rionali: feste, convegni, sagre, serate danzanti, tutte iniziative svolte grazie al lavoro dei volontari. A volte ricevono un contributo spese ma di solito si devono arrangiare come possono, non avendo una sede per l’organizzazione dei loro progetti, dei quali comunque beneficia sia il Comune sia tutti i cittadini».
Dalle dichiarazioni di Silvia Grassetti emerge un altro particolare: «Ho contattato l’assessore Cesca e gli ho sottoposto la mia idea di creare una rete di associazioni che possano condividere una sede affidata loro dal Comune. Confido che questa sede possa essere individuata nell’infopoint di prossima apertura, proprio a San Claudio. L’assessore ha accolto la prospettiva molto positivamente».
Scacco matto a Carlo Magno, Centro studi espulso da San Claudio: «Il vescovo si confronti con noi»
da ora verrò sempre in questa pasticceria
Hanno suggellato l’accordo con una stretta di mano? Non credo che sia così semplice, visti gli aspetti fiscali di un immobile dato in comodato d’uso e l’aspetto della sicurezza contro gli infortuni di chi frequenta il Centro, peraltro benemerito.
Era meglio un macellaio perché l’imperatore fu poderoso
carnivoro
https://www.georgofili.info/contenuti/carlo-magno-anche-a-tavola/13566
Chi può guardare due volte
le scarpe di una creatura
qualunque
senza mettersi a piangere?
Dio, col suo sguardo
infinitamente abbattuto
che non si stacca mai
dalle scarpe degli uomini.
Pastarelle e vin cotto…Con grande soddisfazione del “generoso” gestore. Buon appetito.
Per me non sarebbe una novità andare nel locale di Riccardo “Fabbricante di d’Arte”, dato che è d’obbligo per Serena e per me fare tappa da Riccardo, al ritorno dell’approvvigionamento di mangimi per le nostre colonie feline, per un cappuccino e per la migliore “pasta alla crema” del territorio (a detta di Serena, che ha fatto la cuoca in gioventù).
Se questo sarà un luogo dei nostri simposi va benissimo: abbiamo pure la possibilità di fare una “apericena”, o di cena medievale carolingia. E con le nostre insegne: Il Cristo Trionfante dell’epoca carolingia e l’Orifiamma, ossia la bandiera di combattimento di Carlo Magno.
Oltre a continuare a portare avanti la battaglia di don Carnevale, potremo espanderci nella Francia Picena, ossia nella terra dei Franchi, nella identificazione dei luoghi frequentati da Carlo Magno, che attraversava le “Alpi” (questo è il nome con cui venivano chiamati gli attuali Appennini), per incontrare il Papa. Che viveva spesso da queste parti. E piuttosto vicino alla “Nuova Roma” costruita da Carlo Magno, dove è oggi Urbisaglia. Ne tengano conto gli esperti archeologi dell’Università di Macerata, quando andranno a fare gli scavi in quella che considerano una città romana. Oltre a ciò, vorrei che ci interessassimo della zona più esoterica dal mondo. Ossia della Valnerina. Dove è vissuta e morta la Maria Maddalena. Che i Francesi si sono fregati. Come hanno fatto i Tedeschi con Carlo Magno.
Aspettatevi una petizione dalla santa sede perché non potete provare con certezza se le paste sono fresche tutte le mattine.
Quello sguardo, Pavoni, è infinitamente abbattuto, per aver visto più suole d’uno scarparo marchigiano.
Le inattaccabili teorie carnevaliane autorizzano l’ipotesi che anche la vera Tarascona del Tartarino di Alphonse Daudet non fosse in realtà in Provenza ma da qualche parte nella nostra provincia, fateci sognare.
Chissà cosa si inventeranno ora le “comari del paesino” per infangare anche questa pasticceria .
Gente povera ed ottusa ……
Caro Carlo, Magno. E con la pasticceria al piano di sotto magno pure bene!
Sono contento per il lieto fine: tra favorevoli e contrari, l’unico rovello che mi anima è “chi ha paura della libera ricerca?”. Pasticcere illuminato, bravo.
È vero che la competenza sul Centro Studi non era dell’amministrazione comunale, ma un commento sull’accaduto sarebbe stato, se non necessario, molto opportuno.
Il silenzio a volte è assordante…
Per Pavoni. FRIEDRICH HOELDERLIN, nella traduzione di CRISTINA CAMPO.
None, Iacobini, trattasi di Hector Murena, leggi meglio:
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/weil/campotraduce.htm