Gironacci fonda “Viviamo Civitanova”.
«La città è calata molto negli ultimi anni,
ma i problemi non vengono affrontati»

ASSOCIAZIONE - L'ex assessora estromessa da Ciarapica ha dato vita a una nuova realtà che raccoglie diversi operatori del commercio e del turismo. Ne fanno parte Chiara Marchionni, Barbara Bastianelli, Luciana Pennesi, Manuela Flamini, Mauro Raschia, Elisa Tidei, Brando Saltari e Aldo Ascani. «Vogliamo essere coinvolti come organismo consultivo, non chiederemo contributi, segnaleremo ciò che non va»

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I componenti dell’associazione

di Laura Boccanera

C’è una nuova associazione in città: raccoglie commercianti, residenti e operatori della ristorazione. Si chiama “Viviamo Civitanova” e a fondarla è stata l’ex assessora Manola Gironacci, estromessa dalla giunta dal sindaco Fabrizio Ciarapica.

L’obiettivo è quello di condividere progetti concreti per il rilancio di turismo e commercio. Presidente è appunto Gironacci e ne fanno parte commercianti storici del centro, tra questi Chiara Marchionni (che ricopre la carica di vicepresidente), Barbara Bastianelli, Luciana Pennesi, Manuela Flamini, Mauro Raschia de La Romana, Elisa Tidei, Brando Saltari. Del direttivo fa parte anche Aldo Ascani.

Un’associazione ulteriore rispetto a Centriamo ma non in contrapposizione come spiega Gironacci: «Non è assolutamente in contrapposizione perché la nostra riunisce varie anime, ci siamo accorti che i problemi sono comuni e vogliamo essere coloro che fanno da sprone all’amministrazione a risolverli e che non nasconde la polvere sotto al tappeto.

Ci siamo accorti che Civitanova è calata molto negli ultimi anni, ma i problemi non vengono affrontati, in primis il problema parcheggi e il calo di turismo umbro che quest’anno è letteralmente fuggito via per altri lidi. Siamo un’associazione che vuole essere coinvolta come organismo consultivo, non chiederemo contributi, vogliamo segnalare ciò che non va».

Gironacci, che aveva ingaggiato anche una battaglia legale per rientrare in giunta e che recentemente aveva proposto di regolamentare le nuove attività in centro per non vedere il proliferare di attività etniche,  è stata in passato anche presidente dell’associazione Acc (Associazione commercianti civitanovesi), una delle prima realtà associative che cercava di unire le esigenze di tutto il comparto del centro.

«L’associazione – aggiunge – nasce per un bisogno che unisce tante categorie di dare slancio e progettualità alla nostra amata Civitanova. Ne fanno parte commercianti, residenti, stabilimenti balneari, ristoratori e bar perché dal confronto abbiamo capito che il “divide et impera” non porta risultati su nessun fronte, anzi le esigenze di chi vive e lavora a Civitanova sono le stesse. Il punto principale che ci accomuna è il bisogno di accoglienza da dare ai turisti e quindi vivere meglio anche noi in una città pulita, sicura e viva».

Tra le prime richieste dell’associazione quella di istituire un tavolo tecnico con operatori dei vari settori: «Sentiamo il bisogno di porre la massima attenzione al decoro dei borghi e dei quartieri per la dignità di chi li abita e per il desiderio di trasmettere stupore per chi li visita.

Si sente un urgente bisogno di mantenere in vita il centro del commercio di vicinato fatto di negozi di qualità e di forte identità marinara. Siamo attenti a salvaguardare una sostenibilità cittadina nella giusta proporzione tra residenti, forza lavoro, commercio, turismo con piste ciclabili, parcheggi, e strutture di accoglienza.

Pensare a prestazioni di assistenza al turista, consulenza informatica turistica, organizzazione e realizzazione manifestazioni e rassegne. Una certezza che condividiamo nel nostro gruppo è la voglia di dire la verità, il bisogno di dichiarare le cose come effettivamente sono senza timore reverenziale ma sempre con il solo scopo di migliorare la nostra vita cittadina».

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