«Rissa in corso Garibaldi
con il Donoma chiuso:
nessuna protesta dei residenti?»

CIVITANOVA - Stefano Salvucci, preposto del titolare Daniele Maria Angelini, che si occupa della sicurezza del locale, commenta l’episodio di cronaca che ha visto coinvolte quattro ragazze: «Se la discoteca fosse stata aperta sarebbe stato attribuito a noi, purtroppo c'è malafede nei nostri confronti. Dopo quanto accaduto non ho visto nessuna manifestazione in Comune, nessuna raccolta firme»

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Daniele Maria Angelini e Stefano Salvucci

«Col Donoma chiuso vedo che la situazione in corso Garibaldi non è cambiata, però stavolta nonostante il grave episodio di violenza non ho assistito a polemiche, prese di posizione dei residenti e lamentele».

Usa il sarcasmo Stefano Salvucci, preposto del titolare del Donoma Daniele Maria Angelini e che si occupa della sicurezza del locale, per commentare l’episodio di cronaca avvenuto l’altra notte in corso Garibaldi dove tre ragazze marocchine hanno aggredito una connazionale che è poi uscita in strada ricoperta di sangue e anche un passante che era intervenuto in soccorso (leggi l’articolo).

Salvucci sottolinea come le critiche nei confronti del locale siano ingenerose: «Abbiamo avuto nonostante il dialogo sempre molte difficoltà con i residenti che dopo serate nel locale arrivavano in ufficio lamentandosi per schiamazzi, grida e danneggiamenti, spesso anche per episodi in cui il Donoma non c’entrava nulla e a locale ormai chiuso. Ma fatti come quello accaduto l’altra mattina dimostrano che il Donoma non c’entra nulla visto che il locale è chiuso, ma lì la situazione non è cambiata».

Salvucci imputa i problemi di ordine pubblico ad una crescita esponenziale della città: «Civitanova per fortuna è cresciuta molto, ma questo implica come controparte che ci si porti dietro anche gli aspetti negativi della crescita. E tuttavia dopo aver letto l’episodio della rissa che ha visto coinvolte le quattro ragazze non ho visto nessuna manifestazione o protesta in Comune, nessuna raccolta firme. Sicuramente se il Donoma fosse stato aperto sarebbe stato attribuito a noi, purtroppo c’è malafede nei nostri confronti».

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