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«Sequestrata e costretta ad avere rapporti,
poi stalking anche dal carcere»
L’ex finisce sotto accusa

IN AULA - Oggi è stata sentita la donna nel corso del processo in cui è imputato un 35enne e che ha confermato le accuse. L'avvocato difensore, Sandro Pugliese: «Ha ritrattato parecchio quello che aveva denunciato. Il sequestro non c’è stato»

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tribunale-macerata-1-650x488di Gianluca Ginella

Accusato di aver costretto la fidanzata ad avere rapporti sessuali e di averla sequestrata costringendola a stare in alcune abitazioni, sotto accusa un 35enne del Pakistan che è imputato al tribunale di Macerata per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, sequestro di persona, stalking e violenza privata. Oggi è stata sentita la ex fidanzata dell’imputato.

Nel corso del suo racconto, la donna ha detto che lei era innamorata e per questo aveva sopportato le presunte violenze. Ha confermato le accuse, ha detto che lui l’avrebbe portata in una casa di campagna con la minaccia di un coltello. La difesa (l’uomo è assistito dall’avvocato Sandro Pugliese) sulla testimonianza dice «la ricostruzione dei fatti non è andata per come sono stati denunciati, li ha confermati, ritrattandoli parecchio. Sul sequestro, lei aveva le chiavi delle case e riteniamo che non ci sia stata segregazione ma poteva uscire».

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L’avvocato Sandro Pugliese

Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, per circa 4 mesi il 35enne avrebbe costretto la donna ad un tenore di vita fatto di privazioni con continui maltrattamenti e percosse, con cadenza giornaliera, che l’avrebbero costretta a cedere alle richieste di rapporti sessuali fatte dall’uomo (l’accusa parla anche di minacce col coltello).

Sempre secondo l’accusa la donna sarebbe stata privata della libertà, portata in un casolare nella zona di Loreto sotto la minaccia di un coltello. Lì l’avrebbe picchiata tutti i giorni, impedendole la fuga. Non solo, sempre secondo l’accusa l’avrebbe portata con la forza in un appartamento di Civitanova e successivamente in un’abitazione di Recanati. Per l’accusa l’avrebbe privata sempre della libertà personale e picchiata giornalmente. I fatti sarebbero avvenuti dal febbraio 2022 al 16 luglio 2022. Inoltre, continua l’accusa, quando la donna era riuscita a scappare dall’abitazione di Recanati, ed era andata alla Guardia di finanza per denunciare quello che le sarebbe accaduto, l’uomo l’avrebbe minacciata al telefono dicendo di non fare denuncia altrimenti l’avrebbe ammazzata. Su questo punto la difesa contesta che all’epoca l’uomo era in carcere (era stato arrestato per spaccio di droga). E proprio dal carcere l’uomo avrebbe fatto stalking alla donna. Le avrebbe fatto chiamate e mandato messaggi minacciandola per farla testimoniare in suo favore. Le avrebbe fatto telefonate per chiederlo di aiutarlo, le avrebbe inviato lettere per chiedere di riscuotere del denaro per suo conto, le avrebbe chiesto di trovare una casa a Macerata perché lui sarebbe uscito. Le avrebbe intimato di rispondere, minacciandola altrimenti di ritorsioni. Inoltre con uno stratagemma sarebbe riuscito a farle chiamate e videochiamate via Whatsapp dal carcere. A causa di questi comportamenti, continua l’accusa, la donna era stata ricoverata in una struttura protetta. Questi ultimi fatti sarebbero avvenuti tra il 19 settembre 2022 e il 29 gennaio 2023.


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