Via dei Velini, Cicarè: «Buttati 4 milioni».
Marchiori: «Ecco i vantaggi dei lavori»
MACERATA - Il consigliere d’opposizione: «Soldi spesi per marciapiedi ma in altre zone dove ci sono pedoni che passano in continuazione non ci sono». L’assessore: «Sono fondi destinati a quella zona, se non li avessimo usati sarebbero tornati allo Stato. Il primo obiettivo è ovviare al dissesto idrogeologico e il secondo rendere la strada più sicura»

Il cantiere
di Luca Patrassi
Via dei Velini, galleria delle Fonti: chiusura temporanea in vista per i lavori e partono le polemiche. La prima segnalazione è legata al fatto che lungo via dei Velini la cartellonistica stradale indica che i lavori inieranno lunedì prossimo mentre l’ordinanza della polizia municipale indica la data del 17 giugno. La data giusta è quella del 17 giugno, la cartellonistica (che indica il 10) è stata realizzata a cura dell’impresa appaltatrice che aveva programmato di aprire il cantiere lunedì prossimo ma, per una serie di ragioni, il Comune ha optato per il 17 giugno. Detto questo, la polemica invece è incandescente sull’utilità delle opere in via dei Velini.

Alberto Cicarè, consigliere comunale di opposizione
Ad andare all’attacco è il consigliere comunale di Strada Comune Alberto Cicarè: «Dal 17 giugno – scrive Cicarè sulla sua pagina social – chiuderà al traffico via dei Velini, nel tratto vicino Villa Potenza. Per fare i lavori di ampliamento della carreggiata, come da delibera di Giunta, finanziati dal Pnrr, missione 2, Rivoluzione verde e transizione ecologica. Importo: 3 milioni e 828mila euro. Poi uno va a vedere il progetto esecutivo e scopre che la carreggiata non verrà ampliata, perché attualmente è di 8 metri, poi risulteranno due corsie da 3,5 metri ciascuna, con allargamenti sui tornanti. Ma verranno realizzati due marciapiedi larghi 1,5 metri ciascuno, uno a destra scendendo da Macerata per tutto il tratto fino alla fine della strada di scorrimento, uno a sinistra più corto. E verranno fatte opere di consolidamento della carreggiata. La storia di questa opera è molto particolare: l’amministrazione precedente aveva deliberato di fare una terza corsia, tipo quella che viene da Piediripa. Poi questi di adesso hanno detto che quel progetto non era necessario, perché ci penserà la Regione a fare la strada che planerà dalla fine della strada di scorrimento fino a Villa Potenza, con pendenze da salto con gli sci. Allora loro, visto che il portafoglio di babbo Pnrr copre tutto, hanno deciso di fare i marciapiedi. Che non stanno in tante vie della città dove passano continuamente pedoni, ma lì erano talmente importanti da spenderci quasi 4 milioni».

Il progetto di cui parla Cicarè
L’accusa: «Allora io non ho visto mai, da e per Villa Potenza, code chilometriche o traffico particolarmente congestionato. Come strada per i mezzi pesanti c’è Via Ghino Valenti. Anche la terza corsia non sarebbe stata un’opera di prima necessità. Ma buttare (letteralmente) 4 milioni in questo modo, sperando poi che la Regione intervenga per fare un’altra strada, di cui non si vede al momento il finanziamento, ma soprattutto la fattibilità ingegneristica, è da matti.Soprattutto se poi si vanno a vedere le esigenze reali della città». Il confronto con la situazione in altre zone della città: «Mentre facciamo con la rivoluzione verde del Pnrr – ironizza Cicarè – i marciapiedi in via dei Velini, in via Mattei la strada sta per venire giù. E il Comune ha stanziato 170mila euro, con mutuo, per sostenere la carreggiata. Una cifra che evidentemente non può coprire i problemi strutturali di quella strada, fondamentale per lo scorrimento del traffico in città, e che se Dio vuole verrà raggiunta dall’intervalliva La Pieve-Mattei, la vera svolta per raggiungere la città (e che renderà il sottopasso di via Roma una struttura di quartiere, ma questa è un’altra storia). La storia è sempre la stessa: siccome non sono soldi loro, li spendono senza un progetto né una visione. L’insostenibile leggerezza di chi amministra denari pubblici senza doverne rendere conto, almeno fino a che la città non si sveglia».

L’assessore ai Lavori pubblici Andrea Marchiori ribatte immediatamente e i toni non sono esattamente concilianti, attacco frontale all’opposizione e a quanti governavano la città prima del 2020. Sostiene Marchiori: «L’opera di via dei Velini non concerne la costruzione della terza corsia, è un intervento che ha diversi obiettivi. Il primo è ovviare al dissesto idrogeologico e dunque mettere in sicurezza la strada nei tratti in cui ci sono cedimenti strutturali: passandoci in questa settimana in cui la strada non è stata oggetto dei lavori si può verificarne le condizioni. Il secondo obiettivo è quello di renderla più sicura, e quindi illuminazione, marciapiedi e aree di sosta per i bus che garantiscono più sicurezza per i pedoni, per chi abita in quella zona e per chi vi transita con i veicoli. Altro obiettivo importante è la questione idrica: il tratto verà dotato di un sistema di deflusso delle acque con caditoie dedicate e vasche di contenimento in modo che non si formino fuoriuscite di acqua anche nei fenomeni alluvionali».

L’assessore Andrea Marchiori
Secondo l’assessore quello di via dei Velini è un lavoro “obbligato”: «si commette l’errore – osserva Andrea Marchiori – di pensare che quelli utilizzati siano fondi caduti a pioggia dal Pnrr e che con questi avremmo potuto fare chissà quali altre cose: che lo dica il primo che passa può essere tollerato ma che lo sostenga chi ha amministrato o sta amministrando è o incosciente oppure un populista. Quelli di via dei Velini sono soldi che spettano a Macerata da destinare in quella specifica zona del territorio con la legge del 1953 sulla ricostruzione postbellica aggiornata nel ’93 con le opere residue. Ad oggi di quelle opere è stata “fatta” l’incompiuta Longarini e la galleria Fontescodella inaugurata nel 2008 e oggetto di infiltrazioni nel 2009». Marchiori affonda il colpo sull’amministrazione passata: «Nei dieci anni di amministrazione comunale Carancini – osserva l’assessore ai Lavori Pubblici – sono state realizzate zero opere e questo sarebbe nulla, la cosa vergognosa è che nel 2017 questa di via dei Velini è stata inserita nel triennale delle opere pubbliche e nel 2019 avrebbe dovuto essere completata. La giunta Carancini il 16 settembre del 2020, tre giorni prima delle elezioni, a Consiglio comunale sciolto, ha approvato il progetto, assente l’assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta. Questo è portare in giro i maceratesi. Nel 2024 invece o facevamo l’opera o i 4 milioni dei maceratesi sarebbero tornati a Roma: abbiano scelto di governare e non di portare in giro i maceratesi». Infine la tempistica e l’apertura di diversi cantieri in contemporanea: «Si chiama capacità di programmazione: stante la chiusura di via dei Velini, la galleria delle Fonti diventa “inutile” e così si è deciso di porre mano anche ai lavori di sistemazione del percorso pedonale e alla riqualificazione energetica della Galleria delle Fonti».
Via dei Velini, i lavori entrano nel vivo: dal 17 giugno rivoluzione viabilità






































E basta a contestare sempre tutto, c’è modo e modo.
Programmazione dei lavori…questa è BELLA veramente..!!
Macerata oggi sembra una città che è stata oggetto di bombardamenti di guerra e che adesso deve essere completamente ricostruita..
Tranne le strade naturalmente…
Forse l’errore è stato nel manico, ossia nel destinare quei fondi a quella zona. No?
Ma basta contestatori da strapazzo forse tra venti anni ritornerete a governare poi vediamo quello che sapete fare….somari.
Più noioso dell’usato
Leggere il solito commento ..ti porta a consigliargli di non uscire quando piove che gli si potrebbe bagnare la segatura…
Carissimi oppositori ancora state insultando gli avversari, in questi 20°anni di governo alla citta’ non avete nulla x cambiare il “volto” della citta’, dovete ringraziare quest’amministrazione che sta’ facendo il massimo x cambiare il “volto” della citta’ e voi ancora insultate?
Sig. Bartoloni, quali vantaggi trae dal parlare sempre bene del governo locale? Può anche rispondere ‘sono cavoli miei’!
In pratica dopo 10 anni di Carancini e 5 anni di Parcaroli la povera Macerata continua col mal di amministrazione. Vedremo alle prossime elezioni se si andrà verso la guarigione oppure la rovina totale.
Signor Iacobini le rispondo molto volentieri perché e’ una persona seria, a Macerata negli ultimi venti anni ha governato la sinistra in uno status quo cioè in un immobilismo completo la città e’ regredita non al passo dei tempi adesso vedono che l’Ammistrazione attuale ha messo in piedi una serie di lavori anche impattanti che daranno i loro frutti magari tra un anno e mezzo ed ecco che la sinistra cittadina e’ rimasta spiazzata non possono pensare che Macerata in tempi medio brevi sarà una città al passo dei tempi un piccolo gioiellino e questo non lo sopportano perché non lo hanno realizzato loro.
Premesso che in generale sono favorevole, a prescindere, da qualsiasi lavoro pubblico che possa migliorare anche solo esteticamente la nostra città, ovviamente avendo i fondi necessari. Discorso che vale anche per questi sulla “corta”.
La motivazione addotta, però, non mi piace.
Se non li facevamo i 4 milioni ritornavano allo stato, almeno dal mio punto di vista, non se pole sentì.
Magari tutti soldi spesi dai comuni, province e regioni, per opere inutili, l’Italia è piena, fossero ritornati, invece, allo stato.
Lo Stato, quissi, cossora, statri, soggetti indefiniti che non meritano nulla, meglio che li sordi li buttiamo noi che lo stato li utilizzi, magari per i poveri.
Se non ci riconosciamo nello Stato neanche quando siamo amministratori del bene comune e addirittura dello stesso colore politico di chi governa, appunto lo Stato, la guerra non la vinciamo.
Non ci credo, stiamo spendendo ancora i soldi della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale! Possiamo fidarci di questa P.A.?