Casa di riposo Porcelli, un altro scossone:
si dimette dal cda anche Stefano Fede
«La maggioranza è in profonda crisi»

TOLENTINO - Era stato nominato dal sindaco, in quota Tolentino civica solidale, dopo le dimissioni in blocco del precedente consiglio d'amministrazione. Anche lui ora ha deciso di lasciare. Sulla sfondo gli attriti tra le varie componenti che sostengono l'amministrazione. Duro l'affondo di Civico 22: «Un quadro estremamente preoccupante e desolante, perché ne va del futuro della città»

- caricamento letture
casa-riposo-tolentino-porcelli

La casa di riposo di Tolentino

di Francesca Marsili

Sembra non trovare pace la casa di riposo Porcelli di Tolentino. Dopo le dimissioni in blocco del precedente consiglio di amministrazione, anche il nuovo cda da poco nominato dal sindaco Mauro Sclavi subisce uno scossone: si dimette Stefano Fede. Assieme ad Alessandra Aramini e Marco Attili, Fede faceva parte del neonominato cda dall’Asp Porcelli dal primo cittadino, tutti espressione delle tre liste che sostengono la maggioranza Sclavi: Aramini per Tolentino Popolare, Attili per i Riformisti Tolentino e Fede per Tolentino Civica e Solidale, la lista del sindaco.

Ed è qui che si inserisce il commento del gruppo di opposizione Civico22: «Non si tratta d’una replica del grave incidente tecnico in cui Sclavi incappò a suo tempo affidando la presidenza della Assm all’incompatibile Stefano Servili (anche lui di Tolentino Civica e Solidale) che di conseguenza si ritrovò non solo senza poltrona, ma pure fuori dal Consiglio comunale. Qui la questione è tutta politica ed è la prova tangibile della profonda crisi che sta squassando la maggioranza», afferma il coordinatore Paolo Dignani con una nota.

«Perché tutti capiscano, ricordiamo che Fede è in quota alla componente pentastellata di Tolentino Civica e Solidale, la stessa da cui – guarda caso proprio in concomitanza con l’avviso di garanzia a Pezzanesi (leggi l’articolo) – è recentemente arrivata una bordata su Facebook contro quella parte dell’attuale maggioranza che in passato era a fianco dello stesso ex sindaco, rea – questa è l’accusa – di averne supinamente avallato ogni scelta, compresa quella del villaggio container».

Il riferimento di Civico 22 è ad Alessandro Massi e Alessia Pupo. Insomma, la mossa della componente pentastellata di puntare il dito contro gli ex componenti della precedente amministrazione, avrebbe minato i già fragili equilibri della maggioranza.

L’ipotesi di Civico 22 è quindi che tali dimissioni possano essere il sintomo di una frattura interna al governo cittadino. Il gruppo parte da questo per mettere in controluce la situazione del governo Sclavi e che restituisce l’idea di un clima poco disteso tra le forze di maggioranza. «Che sia incandescente è confermato dagli stracci volati l’altro giorno in Consiglio comunale, apertosi con urla ed invettive fra il presidente Alessandro Massi e gli ex sodali della destra di opposizione (leggi l’articolo), accompagnati da significativi mugugni provenienti da alcune poltrone del banco della giunta. E’ palese – sostiene Civico 22 – sia in atto un tentativo di screditare la figura istituzionale di Massi, e non solo da parte dell’opposizione guidata dalla Luconi, ma anche da elementi della maggioranza, peraltro magistralmente eterodiretti dall’esterno».

Questo l’attuale quadro che incornicia la maggioranza per il gruppo di opposizione di centrosinistra, definito «estremamente preoccupante e desolante, perché ne va del futuro della città. Un futuro messo in pericolo da persone che, a partire da Sclavi, hanno palesato evidenti limiti in termini di preparazione ed attitudine alla guida politica, quindi a nostro avviso non all’altezza di ricoprire ruoli di così grande responsabilità – affonda senza mezzi termini -. Eppure l’avevamo detto: una coalizione così non poteva avere vita lunga e comunque non poteva essere all’altezza del ruolo. Non può avere basi solide una alleanza così raccogliticcia che, salve alcune rare eccezioni – concludono – è fatta di persone la cui ambizione non fa affatto il paio con una capacità ed una visione politica adeguate».

Tornando alle dimissioni di Stefano Fede, a breve il sindaco nominerà il sostituto. Secondo indiscrezioni, stavolta, sarebbe un professionista non candidato alle ultime elezioni cittadine, «una persona di alto profilo e di fiducia», sussurrano alcuni esponenti della maggioranza.

Dai turni pesanti a ferie e precariato, i nodi alla casa di riposo Porcelli: «A vuoto l’ennesimo tentativo di accordo»

Cda della casa di riposo «La destra avvelena i pozzi, nessun confronto possibile con loro»

Cda dell’Asp Porcelli, Sclavi accerchiato: «Deve chiarire sulle nuove nomine»

«Casa di riposo in crisi, i dipendenti si pagano divise e calzari»

Civica assistenza Tolentino, il presidente Sbaraglia si dimette «Decisione presa a malincuore»

All’Asp di Tolentino tempo di contrattazione: «Gestione di turni, ferie e permessi»

Asp Civica assistenza, dimissioni in blocco: decade il cda


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X