Dal 118 all’assistenza primaria:
altri tre medici lasciano l’Ast
SANITA' - Hanno presentato le dimissioni all'Azienda sanitaria di Macerata Diego Menotti di Medicina transfusionale, Loredana Rivosecchi del Servizio emergenza e Filippo Capparuccini a Civitanova
Altri medici in uscita dal rapporto di lavoro con la Ast di Macerata. Varia la provenienza professionale dei medici al centro delle determine appena apparse all’albo pretorio della Ast Macerata diretta da Marco Ricci. Si parte con la presa d’atto delle dimissioni di Diego Menotti, dipendente a tempo determinato della Ast in qualità di dirigente medico nella disciplina di Medicina trasfusionale: chiusura del rapporto di lavoro a decorrere dal 16 maggio prossimo, quindi domani ultimo giorno lavorativo. Altro camice bianco in uscita: si tratta della dottoressa Loredana Rivosecchi , titolare all’Ast di Macerata di un incarico per 38 ore settimanali nell’ambito del Servizio di Emergenza sanitaria territoriale (118).
Con il preavviso dovuto, la dottoressa Rivosecchi ha comunicato la volontà di cessare il rapporto convenzionale con l’Ast di Macerata, con decorrenza il prossimo primo luglio. Sempre con decorrenza primo luglio l’uscita di scena di un altro medico, stavolta dal settore dell’assistenza primaria. Pubblicata infatti all’albo pretorio della Ast la determina di accettazione della cessazione dal servizio del dottor Filippo Capparuccini, titolare con l’Ast di Macerata di un rapporto convenzionale a tempo indeterminato, nel ruolo unico di assistenza primaria con attività a ciclo di scelta ubicata nel territorio comunale di Civitanova.
(l. pat.)



















A questo punto ha più senso la sanità pubblica? Le tasse che paghiamo per la sanità a cosa servirebbero oramai, solo a mantenere tutto il carrozzone, pagare stipendi a dirigenti, impiegati e a costruire nuovi ospedali con tanto di attrezzature all’avanguardia ma senza medici. I nostri governanti, ministri,dirigenti e politici ancora non si sono accorti del problema?
Uno dei medici non ha nemmeno dato i quindici giorni d’avviso per intero perdendone così 5 di stipendio. Ecco, se si potesse sapere il perché uno potrebbe anche cominciare a capire, anche fosse solo una piccola motivazione del perché questa sanità sta sfracellando. Non possiamo continuare a sentire i politici attualmente al comando che loro non fanno altro che mettere soldi nella sanità e milioni di persone che neanche cercano più di curarsi. C’è tra le altre motivazioni chi da la colpa ai medici di base che segnano troppi esami e vorrei vedere come non farlo visto che viaggiano sui 1500 e anche più pazienti da seguire. Ci sarebbero delle proposte che da anni si fanno e che poi rimangono lettera morta. Adesso di chi era la colpa di questo accanimento sulla sanità lo sappiamo sia a livello nazionale che regionale. Il Pd purtroppo ha dato delle mazzate da cui non sarà facile riprendersi anzi possiamo quasi dire con sicurezza che il Sistema Sanitario Nazionale con quelli che comandano adesso più di un Requiem non può aspettarsi. Almeno la scelta non la decidessero loro che neanche in questo sarebbero capaci.Io opterei per quello di Mozart o quello scritto da Verdi per la morte di Manzoni. Certo ce ne sono altri di molto belli. Loro più che ” È morto Bischero, mapì mapò, all’ospedale, mapì mapò, aveva un male ad un coyon”non saprebbero tirar fuori.
E mentre il Titanic affonda l’orchestra suona, forse la gente si svegliera’ quando sara’ troppo tardi. Per completare il pensiero di Sauro Micucci il Pd ha dato delle mazzate ma la destra la sta affondando a suon di cannonate
come non lodare degli amministratori che stanno riducendo notevolmente i costi della sanità pubblica ?
E poi basta lamentarsi, tanto alle prossime elezioni a chi ci li ha messi gli ridiamo lo stesso il voto !
Non si fanno più i concorsi per i medici di fresca laurea? D’altronde il fatto che un medico va in pensione di norma è noto con molto anticipo (anni, anzi decenni), non occorre un astrologo per prevederlo. La Regione non lo sa?