Post su Facebook, Buldorini sotto accusa.
«Nessun intento diffamatorio,
segnalavo la mancata ricostruzione dell’Inrca»
APPIGNANO - Il candidato sindaco e vicepresidente della Provincia era stato denunciato da un consigliere comunale. Il giudice ha mandato gli atti al presidente della sezione penale per chiedere la riunione con un altro processo, già in corso, in cui era stato denunciato dall'ex primo cittadino Osvaldo Messi. Lui si difende: «Chiedevo risposte ad un inspiegabile ritardo nell'esecuzione di un’opera strategica»

Luca Buldorini con l’avvocato Paolo Giustozzi (a destra)
di Gianluca Ginella
Accusato di diffamazione a un consigliere comunale di Appignano, imputato il vicepresidente della Provincia, Luca Buldorini, candidato sindaco di Appignano e segretario provinciale della Lega. Oggi il giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata ha trasmesso gli atti al presidente della sezione penale per chiedere di riunire il procedimento con un altro, già aperto in tribunale, in cui Buldorini è sempre accusato di diffamazione, in quel caso verso l’ex sindaco di Appignano, Osvaldo Messi. Nel procedimento di oggi l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, contesta a Buldorini di aver offeso il consigliere comunale Danilo Monticelli, che all’epoca dei fatti era direttore dell’Ufficio postale di Appignano. Per l’accusa avrebbe pubblicato sulla sua pagina Facebook la foto dell’immagine del querelante con un’auto della polizia ed un uomo che mima il gesto di apporre le manette. I fatti risalgono al 31 dicembre 2021. Oggi Monticelli si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Laura Bozzi. Il giudice ha poi trasmesso gli atti al presidente della sezione penale per chiedere la riunione con un altro procedimento, sempre legato ad un post pubblicato su Facebook. In quel caso il processo era iniziato lo scorso anno. Buldorini, che è anche consigliere comunale di minoranza ad Appignano, aveva pubblicato un post con scritto «Dimettetevi bugiardi» e una foto di una persona che mimava le manette ai polsi. A denunciarlo per diffamazione era stato l’ex sindaco Osvaldo Messi, che al processo si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Vando Scheggia.
L’esponente della Lega, assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi, sulla vicenda dice: «Sono stato querelato non una, ma due volte, per un articolo, a mio giudizio privo di qualsiasi intento polemico o diffamatorio, nel quale segnalavo il grave scandalo per la comunità appignanese, connesso alla mancata ricostruzione della Inrca di Appignano ed alle incongruenze amministrative di questa incresciosa vicenda. Osvaldo Messi e il consigliere con delega all’ente Falconi Danilo Monticelli si sono sentiti chiamati in causa dal post nel quale constatavo il mancato mantenimento di una promessa fatta dagli stessi pubblicamente. Dopo quasi 20 anni, nonostante i proclami di politici locali che hanno gestito la vicenda, non è stata ancora costruita la nuova casa di riposo di Appignano, ed al suo posto seguita ad esserci un enorme buco in un terreno in stato di abbandono, nonostante le rassicurazioni fatte all’apertura del cantiere nel febbraio 2019, secondo cui l’opera doveva essere terminata e riconsegnata alla comunità entro ottobre 2021. Trovo davvero singolare che, chi come l’ex sindaco è espressione di una fazione politica che grida ai bavagli alla informazione, presenti due querele a chi, da politico e da cittadino, chiede risposte ad un inspiegabile ritardo nella esecuzione di un’opera strategica per collettività di Appignano. E’ anche grave che chi si è sentito leso, abbia omesso di ricordare che a momento del passaggio di proprietà dell’immobile non vennero apposti termini per l’esecuzione dell’opera, che rappresentava il corrispettivo della vendita, ad oggi mai riscosso. Insomma, a distanza di 20 anni, l’amministrazione è priva dell’immobile e l’opera non è neppure iniziata. Con il mio legale valuteremo ogni strada da perseguire per accertare la verità, con piena fiducia nell’operato della magistratura».