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Oltre due milioni per “Val di Fiastra”:
15 interventi per contrastare
l’abbandono dei piccoli comuni

PROGETTO - Ideato da Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Colmurano, coinvolge anche Urbisaglia, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio. Oggi è stato presentato in Regione. Il vice presidente della Giunta, Saltamartini: «Mette in rete i comuni nel segno dello sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio e delle comunità». Il 9 marzo presentazione all'Abbadia di Fiastra

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La presentazione del progetto in Regione

“Qui Val di Fiastra”, è un progetto di rigenerazione culturale e sociale, vincitore del bando Pnrr Borghi (che vale un finanziamento da oltre due milioni), che coinvolge i comuni di Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Colmurano, e l’intero territorio della vallata, con i comuni di Urbisaglia, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio. L’iniziativa punta ad incentivare la partecipazione sociale attiva e contrastare l’abbandono dei piccoli comuni attraverso 15 interventi concreti sul territorio. Il 9 marzo all’Abbadia di Fiastra sarà presentato il progetto con una giornata di incontri, talk, workshop e laboratori per bambini che andranno ad approfondire le premesse e gli obiettivi di “Qui Val di Fiastra”.

In Regione intanto è stato presentato oggi. Il vice presidente della Giunta regionale Filippo Saltamartini ha sottolineato lodevolmente l’iniziativa attuata dai sindaci, che mette in rete i comuni della Val di Fiastra nel segno dello «sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio e delle comunità. I sindaci, come dei top manager, hanno saputo intercettare risorse pubbliche per un progetto che ha una visione strategica sul futuro delle loro comunità» ha sottolineato Saltamartini, andando al di là degli «steccati ideologici».

Qui Val di Fiastra nasce con Borgofuturo – festival della Sostenibilità a misura di borgo nato nel 2010 a Ripe San Ginesio – e in particolare all’interno di Borgofuturo+, iniziativa realizzata nel biennio 2020-2022 attraverso un’azione coordinata tra l’omonima associazione, le amministrazioni della Val di Fiastra e i ricercatori e progettisti di Inabita, laboratorio di rigenerazione territoriale.

val-di-fiastra2-650x488Attraverso Borgofuturo+ si è infatti avviato un processo di partecipazione condivisa tra le comunità del territorio, che hanno discusso e affrontato i temi della sostenibilità e della qualità della vita in maniera partecipata. Il processo culturale attivato e i risultati della partecipazione attiva di Borgofuturo+ sono stati il presupposto per concorrere al bando.

L’obiettivo del progetto Qui Val di Fiastra è invertire la tendenza all’abbandono dei piccoli borghi attraverso la partecipazione attiva di chi li abita, le attivazioni culturali, la generazione di una consapevolezza ambientale e di opportunità occupazionali.

Paolo Teodori, sindaco del comune di Ripe San Ginesio: «Questo progetto rappresenta un punto di riferimento non solo per la sua portata culturale, ma anche per l’attenzione dedicata al sostegno alle imprese attraverso opportunità finanziarie concrete. Le risorse che stiamo introducendo sono fondamentali per rivitalizzare il territorio, le imprese e le associazioni no profit». «L’unione dei nostri comuni è stata una mossa vincente, che ha permesso di selezionare il partner perfetto per sviluppare un progetto che abbraccia la cultura, il sociale e il turismo nella nostra area – continua Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno – Il coinvolgimento di tutti gli altri comuni della vallata è stato fondamentale perché ha garantito una rappresentanza completa e una collaborazione sinergica, massimizzando così l’impatto del nostro progetto».

«Il nostro impegno sul territorio si concentra sulla formazione e sul coinvolgimento dei giovani – dice Mirko Mari, sindaco di Colmurano -, con l’obiettivo di creare una comunità partecipativa e solidale. Vogliamo riportare al centro della vallata il senso di appartenenza e la coesione che, nel corso del tempo, sono stati trascurati».

I 15 INTERVENTI – Le richieste del bando sono state declinate in 15 interventi di rigenerazione e innovazione che hanno lo scopo di contrastare le principali criticità e vulnerabilità della vallata.

Un’azione congiunta sul territorio che prevede, in primo luogo, l’attivazione di quattro spazi fisici destinati alla conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio locale immateriale, delle tradizioni produttive e artigianali e dei saperi del territorio. Strutture inclusive votate a un’azione perlopiù educativa-assistenziale e di apprendimento, promotrici di un costante dialogo intergenerazionale.

A ciò si aggiungono delle infrastrutture territoriali, in particolare la creazione dell’unità mobile Errante che supporterà le attività socioculturali della vallata e della regione Marche, che verrà messa a disposizione di tutte le associazioni e realtà culturali che vorranno utilizzarla, e l’implementazione dell’Anello del Fiastra, un percorso di trekking culturale, di mobilità lenta e conoscenza territoriale che tocca i sei centri storici della Val di Fiastra.

Alle infrastrutture territoriali si affiancano quelle immateriali, con la messa a punto di sistemi digitali e gestionali capaci di mettere in relazione luoghi e utenti della vallata. In particolare, la sperimentazione di un ecosistema di vallata che mira all’integrazione di servizi diversi in un’unica piattaforma per abitanti e visitatori e una rete museale per coordinare la gestione dei piccoli spazi museali locali.

Infine, gli interventi di progetto verranno promossi attraverso l’attivazione di residenze artistiche ed eventi culturali nei diversi borghi, a cui si aggiungono attività formative che puntino alla riconnessione dei più giovani con il territorio attraverso l’apprendimento di valori, pratiche e conoscenze che ne garantiscano la valorizzazione e la preservazione nel tempo.

Infine, un film documentario racconterà la storia di Borgofuturo, associazione e movimento che ha dato origine al progetto Qui Val di Fiastra.


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