Amici della rivoluzione Algerina,
a Matelica la sede europea
nel nome di Enrico Mattei
INAUGURAZIONE a breve nelle stanze del museo dedicato allo storico presidente Eni. A dare l'annuncio la nipote Rosangela Mattei. Sarà presente l’ambasciatore e presidente dell’associazione Noureddine Djoudi

Il museo Mattei
Matelica avrà un ruolo di primo piano nei rapporti internazionali tra Italia e Algeria, grazie alla sede in città dell’Ufficio europeo dei diritti umani, dell’associazione internazionale “Amici della rivoluzione algerina”, dove l’Italia sarà rappresentata dagli eredi di Enrico Mattei, che tanto si era adoperato per l’indipendenza del paese magrebino.
A dare l’annuncio della prossima inaugurazione della sede, al museo Enrico Mattei a Matelica è Rosangela Mattei, nipote dello storico presidente dell’Eni. Sarà presente l’ambasciatore e presidente dell’associazione Noureddine Djoudi, mujahid ed ex diplomatico, che così illustra le finalità dell’associazione: «Lo scopo dell’associazione internazionale degli Amici della Rivoluzione Algerina è quello di rafforzare i legami di amicizia e solidarietà tra gli uomini e i popoli sulla base dei principi su cui si basava la lotta di liberazione nazionale in Algeria. La rivoluzione algerina non riguardava solo la liberazione del nostro paese dal colonialismo; i suoi principi fondamentali erano il diritto dei popoli e degli uomini alla libertà, alla dignità e alla giustizia. Il principio dell’umanesimo è stato sancito nel rispetto della dignità dei prigionieri catturati dal nostro esercito di liberazione nazionale. Inoltre, la rivoluzione algerina non ha mai preso in considerazione l’etnia, la razza, il colore o la religione. La prova migliore è che consideravamo i cristiani e gli ebrei come “mujaheddin”, l’unica condizione era il loro impegno per l’indipendenza come garante della giustizia e della dignità del cittadino algerino».
Da questi presupposti culturali, che vanno oltre la nazionalità e la religione, è nato l’orizzonte operativo dell’associazione, come spiega il presidente: «Abbiamo conquistato l’amicizia e la solidarietà di molte persone in tutto il mondo. Ed è così che più di 150 persone di diverse nazionalità – algerine, italiane, americane, francesi, ghanesi o vietnamite – hanno deciso di creare questa Associazione per perpetuare, oggi come in passato, il dovere di amicizia e solidarietà per i popoli che continuano a soffrire a causa del razzismo o del neocolonialismo. Per quanto riguarda la definizione della parola “mujahid”: per noi, il mujahid nella sua versione originale deriva dalla parola “jihad” che è una lotta morale interiore per il bene contro le tentazioni del male. Più tardi, è diventato sinonimo di “autodifesa” e di lotta per difendere la fede. Purtroppo, i movimenti estremisti hanno usato una forma perversa dell’Islam per farne un uso politico e per influenzare le menti deboli».
Conclude il presidente dell’associazione: «L’Algeria, un paese a maggioranza musulmana ma la cui eredità è ricca di suo figlio Sant’Agostino, è stato il paese che ha pagato il prezzo più alto ai cosiddetti criminali “islamisti” del Gia che hanno massacrato migliaia di anziani, donne e bambini musulmani durante i 10 anni del “decennio nero” con il pretesto di un islamismo fuorviante che è nemico dell’Islam puro che è il nostro. Sono orgoglioso di essere un ex mujahid per il quale questo aggettivo significa purezza, tolleranza e sacrificio per la patria e quella di altri popoli che soffrono l’oppressione e il razzismo». Il presidente Djoudi, in occasione della visita al museo e della inaugurazione di tale ufficio, illustrerà quali sono le finalità dell’associazione e vuole rendere omaggio ad un personaggio come Enrico Mattei che tanto ha fatto per l’indipendenza del popolo algerino. Rosangela Mattei è responsabile della sede europea e nell’ambito dell’ufficio di presidenza di tale associazione, collabora direttamente con i rappresentanti degli altri quattro continenti e con i rappresentanti delle quattro università di Algeri, ha ricevuto pochi giorni fa l’apprezzamento della presidenza del consiglio dei ministri per l’impegno portato avanti nel valorizzare la figura e la memoria dello zio Enrico Mattei.