Rompe il braccialetto elettronico ed evade,
condannato un 38enne
PORTO RECANATI - L'uomo si trovava agli arresti domiciliari. Oggi si è giustificato dicendo che il padre era morto da poco ed era tornato nel suo Paese. Il processo si è svolto al tribunale di Macerata

L’avvocato Vanni Vecchioli
Rompe il braccialetto elettronico ed evade dagli arresti domiciliari: condannato un 38enne. L’uomo era imputato davanti al giudice Federico Simonelli del tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, il tunisino Sami Khemais, residente a Porto Recanati, il 10 settembre del 2020 sarebbe evaso dai domiciliari dopo aver rotto il braccialetto elettronico. Sul posto erano intervenuti i carabinieri dopo che era scattato l’allarme per la manomissione del braccialetto. I carabinieri sono entrati in casa, visto che la porta era socchiusa e sul tavolo hanno trovato il braccialetto che era stato tagliato e vicino delle grosse forbici per la potatura delle piante e un cacciavite. Il 38enne oggi è stato sentito e ha detto che era da poco morto il papà ed era andato nel suo Paese. Il pm Francesca D’Arienzo ha chiesto la condanna a 1 anno. Il giudice Federico Simonelli lo ha condannato a 5 mesi e 20 giorni per evasione e danneggiamento. Il 38enne è difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli.
(Gian. Gin.)