«Un grande lavoro di spending review,
così abbiamo recuperato risorse
senza impatto sulle tasche dei cittadini»

TOLENTINO - Il Consiglio ha approvato con i voti della maggioranza il Bilancio di previsione. Soddisfatto l'assessore Diego Aloisi. Critica la consigliera di FdI Silvia Luconi: «Nemmeno sforzandomi intravedo una visione strategico-amministrativa di questa maggioranza»

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L’assessore Diego Aloisi

di Francesca Marsili

«E’ innegabile che si tratta di un bilancio in cui si trova l’importante lavoro di spending review fatto quest’anno col quale abbiamo cercato di recuperare risorse da mettere in campo per il 2024 e che ha portato a risparmi per minori fitti passivi per 120mila euro. Resteranno invariate le tariffe per i servizi a domanda individuale: mense, asili nido, e colonie estive, quindi senza alcun impatto per le tasche dei cittadini».

Con queste parole l’assessore al Bilancio Diego Aloisi ha illustrato il bilancio di previsione 2024-2026 del Comune di Tolentino  approvato con i voti della maggioranza. Contrari tutti i consiglieri di opposizione. Il documento principale del Comune, che ne delinea la programmazione e dove l’Ente voglia andare nel prossimo triennio, è stato però smontato pezzo pezzo dall’ex assessore al bilancio Silvia Luconi, oggi consigliera di opposizione di Fdi: «Nemmeno sforzandomi intravedo una visione strategico-amministrativa di questa maggioranza. Mi sarei aspettata oggi, che è tutto un cantiere, un disegno del centro storico. Non una parola sul complesso Terme che non può più’ vivere di sole insufflazioni, né sulla casa di riposo».

Ciò che è emerso dal dibattito precedente alla votazione del documento è sostanzialmente la diversa impostazione delle nuova e della vecchia amministrazione. «In un periodo storico dove tutto aumenta: costo dell’energia, derrate alimentari e inflazione- ha spigato Aloisi -, riusciamo a non aumentare le tariffe a domanda individuale. Siamo in attesa della proroga del Governo per il blocco dei rimborsi dei mutui a seguito del sisma. Nonostante ciò siamo riusciti a raggiungere gli equilibri di bilancio, e quando verrà approvata la Legge finanziaria (fine anno) potremmo liberare un altro milione e 900mila euro di risorse da spendere nel 2024 soprattutto nelle manutenzioni della città e nel verde, per far sì che i cittadini possano vederlo in maniera concreta e tangibile». L’assessore al Bilancio ha ribadito il pesante indebitamento dell’Ente: 31milioni di euro. «Questo incide in maniera pesante sulla programmazione e le scelte fatte durante l’emergenza sisma portano ancora strascichi importanti. L’area container pesava per circa 20mila euro al mese, prima che la nostra amministrazione mettesse in atto la chiusura della maggior parte dei moduli – ha evidenziato -. La diminuzione dei fitti passivi come quelli per i locali della mostra in via Parisani ha fatto risparmiare circa 120mila euro l’anno, senza abbassare l’offerta culturale. Facendo ripartire gli accertamenti tributari, bloccati nella fase emergenziale, otteniamo maggiori entrate dal recupero dell’evasione fiscale per 340mila euro. Inoltre – ha aggiunto -, grazie ai “pagamenti veloci” dell’Ente di quest’anno, potremo liberare altri 400mila euro di fondi vincolati, da poter investire in città».

Aloisi ha tenuto ad evidenziare  l’impronta data dall’amministrazione Sclavi sulle opere pubbliche. «Il 2024 vedrà l’inizio dei lavori di opere fondamentali come la basilica di San Nicola, di una parte del Castello della Rancia, delle Terme di Santa Lucia e Palazzo Fidi e Palazzo Sangallo. Proprio su queste ultime due opere si è concentrata l’azione della nostra amministrazione – ha concluso -, con i fondi di Rigenerazione urbana abbiamo voluto privilegiare la cultura e ridare vigore al centro storico». Di tutt’altro avviso l’ex candidato sindaco e ex assessore al bilancio per dieci anni durante i mandati Pezzanesi Silvia Luconi, che in quei numeri programmatrici por il prossimo triennio, non ha intravisto nulla di più di una gestione «timida e standard». Fogli e documenti alla mano ha premesso: «In questo importante documento programmatorio non trovo niente che sia realmente politico, né la sua idea di amministrazione». La consigliera di Fdi ha ricordato i dibattiti forti che si aprivano durante la presentazione dei bilanci di previsione nei suoi precediti mandati da assessore. «Con quegli atti proponevamo alla città una visione precisa basata certamente sui numeri, ma ogni numero era legato ad opere e a progetti ben definiti. Oggi, nel Dup di Sclavi e degli assessori leggiamo ancora il programma elettorale, che nel secondo bilancio approvato da questa amministrazione, non basta più».

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Silvia Luconi

Luconi, punto per punto, ha dato la sua lettura del documento. «Se parliamo di centro storico, nell’inizio del secondo anno di mandato da sindaco di Sclavi, non può bastare “la valorizzazione del centro storico affinché diventi luogo legato all’attività del tempo libero” oppure “che diventi il cuore pulsante della città” – ha precisato citando testualmente -. Mi sarei aspettata, oggi che è tutto un cantiere e parallelamente alla ricostruzione privata inizia quella della basilica di san Nicola, del Palazzo comunale e di Piazzo Sangallo, un disegno del centro storico, come avevamo previsto noi. Chiedo perché non oggi una progettazione chiara sulle piazze che di qui a qualche anno torneranno ad essere perfettamente vivibili e fruibili; non una parola sulla viabilità e sulla vivibilità futura del centro stesso». E ancora, sul fronte ricostruzione: «Che questo sia un territorio sismico è risaputo, ma in un documento così importante leggere che vista la sismicità del territorio si provvederà a rafforzare il Coc dotandolo di personale formato rappresenta l’ovvietà. Quello che avrei fatto insieme alla mia amministrazione sarebbe stato quello di avere edifici pubblici e soprattutto scolastici nuovi». Per Luconi è l’occasione per fare un raffronto con quanto fatto dall’amministrazione di cui lei ha fatto parte ad un anno mezzo dal suo inserimento, il 2014, con quella del sindaco Sclavi, che si avvia verso il secondo anno di governo della città. «Avevamo già avviato o terminato importanti lavori frutto della nostra visione strategica: la caserma dei vigili del fuoco per 1 mln e 100 mila euro, i lavori all’auditorium San Giacomo per 180mila, l’adeguamento dei locali commerciali all’ex mercato coperto per 70, quelli ai locali Erp in viale XXX Giugno per 90mila, oltre al consolidamento della scarpata in via Murat per 480mila euro oltre al teatro Vaccaj».

«Oggi – ha aggiunto la consigliera-, non una parola sulla progettazione relativa alla casa di riposo, quando la lista di attesa per gli ingressi oggi ammonta a circa 150-180 persone; ci sono 3 milioni di eredità del compianto Otello Rascioni Oe non c’è mezza riga che parli della progettazione della struttura, né nel 2024 né nel triennio e seguire. Nessuna parola sulla visione strategica di Assm; sull’inizio dei lavori dell’ex Imbottigliamento, sull’inizio dei lavori della parte più storica delle Terme, né sulla visione del complesso termale. Spiace – ha concluso la neo meloniana -, che non si intravedano vie percorse con coraggio e fiducia. Non un progetto mirato, non una struttura per il sociale, per l’ambiente, o per lo sport. L’amministrazione di cui ho orgogliosamente fatto parte, ha lasciato in termini di opere circa 300 milioni di valore e di finanziamenti, questo sarebbe stato il periodo del rilancio per tornare ad essere orgogliosi di essere tolentinati».


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