Nuovo percorso per Palazzo Ricci
e ci sono anche le opere di Tullio Crali
«Deve essere il salotto di Macerata»
CULTURA - Domani saranno riaperte le sale. In mostra 180 opere, tra dipinti e sculture con cui il direttore artistico Roberto Cresti ha ripensato il viaggio nell'arte italiana del XX secolo: «L'idea di fondo è veicolare l'accoglienza e dare l'idea di un luogo in cui trovare piacere. Per farlo abbiamo trattato ogni parete come fosse una stanza»

La visita al nuovo percorso espositivo, da sinistra le eredi Crali, il presidente Francesco Sabatucci, l’assessora Katiuscia Cassetta e Roberto Cresti
di Alessandra Pierini (foto di Fabio Falcioni)
«Vogliamo che Palazzo Ricci non sia un museo ma diventi il salotto di Macerata». Il professor Roberto Cresti ha salutato così questa mattina il riallestimento delle sale che saranno riaperte domani (8 dicembre), come da tradizione. Altra sorpresa è l’esposizione di alcuni capolavori del maceratese Tullio Crali che arricchiranno l’esposizione grazie al rapporto di collaborazione con le eredi. Un lavoro di squadra e di sinergia tra enti e persone che ha dato preziosi frutti.

La presentazione di questa mattina
Lo ha sottolineato Gianni Fermanelli, segretario di Fondazione Carima: «Il direttore artistico Roberto Cresti su impulso della Fondazione ha ripensato completamente il viaggio nell’arte italiana del XX secolo attraverso 180 opere tra dipinti e sculture. Abbiamo lavorato con il Comune ma anche con Alvaro Valentini, giornalista e critico d’arte, che ha fatto da tramite con la famiglia Crali. Barbara Bianchi si è messa a disposizione e ha affiancato il professor Cresti. Insomma ognuno ha fatto la sua parte».
«Palazzo Ricci è palazzo Ricci – ha precisato Cresti – non abbiamo fatto una rivoluzione assoluta. Il tema è la continuità di un secolo e abbiamo voluto affrontarlo mettendo vicino opere anche diverse, perché l’arte è fatta anche di diversità. L’idea di fondo è veicolare l’accoglienza e dare l’idea di un luogo in cui trovare piacere. Per farlo abbiamo trattato ogni parete come fosse una stanza».
Operazione riuscita grazie, non solo alla nuova disposizione delle opere che si pone l’obiettivo di far dialogare tra loro artisti, vivi e morti che siano, ma anche grazie alla cartellonistica e alle didascalie di grande immediatezza e che si prestano alle esigenze di ogni tipo di visitatore. Così anche i nomi delle sale che, quasi come un suggerimento, danno con immediatezza un senso a ciò che si vede.

Il professor Roberto Cresti
Presenti anche le eredi Crali che hanno concesso in comodato tre opere dell’artista maceratese di adozione: «Il professor Cresti – ha detto Anna Crali – ha dato coerenza e un tocco di poesia a queste opere. Alvaro Valentini ha reso possibile questa azione, è stato insostituibile».
La forza della curva, Forze dell’infinito e Distruzione e costruzione risalenti agli anni Trenta, sono i tre quadri inseriti nelle sale dedicate al Futurismo e all’Aeropittura di cui Crali è stato un insigne esponente a livello nazionale e internazionale».
«La profonda conoscenza dell’arte e della cultura del ventesimo secolo e il grande rigore scientifico di Crespi – ha spiegato il presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi – hanno consentito la realizzazione di questa operazione straordinaria per la quale lo ringrazio dando una nuova veste a palazzo Ricci che sono certo verrà apprezzata dai visitatori».
Ha sottolineato la forte sinergia di Fondazione e Comune l’assessora Katiuscia Cassetta: «Siamo in dialogo con gli appassionati della città, in uno scambio continuo. Palazzo Ricci, pur non facendo parte del patrimonio del Comune, è a tutti gli effetti parte della nostra offerta culturale e turistica».
In un’ottica di apertura alla provincia e di contaminazione dell’attività classica dell’ente con temi nuovi, come ad esempio la sostenibilità, è stata anche ricordata questa mattinala tavola rotonda “Obiettivi di cambiamento” che si svolgerà venerdì 15 dicembre all’auditorium San Francesco a Morrovalle.

Anna Crali


E’ un piacere sapere che la famiglia Crali ha concesso in comodato tre opere del celebre Tullio Crali non Maceratese di nascita ma certamente maceratese di adozione in questa terra amato ed apprezzato.
Ho assistito fin dall’inizio alla trasformazione di Palazzo Ricci in museo dell’Arte Contemporanea. A dovrò rinfrescarmi i ricordi con l’andarci presto per ammirare le opere di Crali.
Diciamo pure male di Macerata, che non è più quella propulsiva per l’Arte come lo è stata diversi decenni fa. All’epoca avevamo diverse gallerie dove potere esporre le nostre opere artistiche e quelle di altri di livello internazionale. Il nostro Silvio Craia è l’ultimo esponente vivente di quell’epoca.
Pure il Comune di Corridonia vorrebbe realizzare un museo dell’Arte Contemporanea nel suo edificio comunale realizzato nel Ventennio. Sarebbe una ripetizione inferiore di molto di quello di Macerata. Noi abbiamo già una pinacoteca con opere antiche rilevate dalle nostre chiese e di ottocentisti locali di valore. Oltre alla notevole piccola pinacoteca parrocchiale.
Perché non fare, invece, un museo dell’Arte del Ventennio Fascista in quell’edificio del Ventennio? E dopo aver restaurato degnamente il grande dipinto del Mussolini a cavallo dell’ottimo Ciarlantini? Si teme ancora il Fascismo, morto nel 1945, che potrebbe ritornare? Ma che già lo fanno ritornare da decenni, dato che ormai è la foglia di fico della casta politica che non ha più niente da dire all’attuale popolo italiano.