Panchine rosse, Fontana difende l’iniziativa.
Bianchi invece incalza:
«Una provocazione la presenza di Troiani»

CIVITANOVA - La consigliera di maggioranza spalleggia la bontà della campagna "Respect is an act of love" dopo le critiche di Lidia Iezzi (Pd): «Non trovo corretto che venga archiviata con i soli giudizi negativi». Critica l'esponente dell'opposizione: «Superato ogni limite»

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La foto contestata della cerimonia del 25 novembre

«Nessuna ipocrisia, messaggi che vanno oltre le divisioni». La consigliera comunale di Civitanova Unica Paola Fontana replica così alle accuse mosse dalla segretaria del Pd Lidia Iezzi in riferimento alla foto della cerimonia organizzata in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Iezzi infatti aveva parlato di «uso sfacciato ed ipocrita» delle panchine rosse riferendosi alla presenza inopportuna del presidente del Consiglio comunale Fausto Troiani condannato per diffamazione per gli insulti sessisti nei confronti di Laura Boldrini e sotto inchiesta per lesioni e violenza privata ai danni di una donna.

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Al centro la consigliera comunale Paola Fontana (Civitanova Unica)

La consigliera Fontana ha tenuto a precisare che la cerimonia delle panchine è parte della campagna “Respect is an act of love”, promossa dall’amministrazione in collaborazione con diverse associazioni locali: «Sono orgogliosa di quella che è stata la campagna, trasversale, dove ho voluto coinvolgere ed invitare tutte le parti in campo senza colore politico, così come professionisti e associazioni, per trarre un messaggio unanime e forte di indignazione contro la violenza di genere. Ci siamo rivolti a tutti, assolutamente senza ipocrisie, per trasmettere qualcosa che andasse oltre le divisioni ed è questo il messaggio che tengo ancora una volta a mettere in luce, al di là di ogni circostanza. La campagna è stata promossa con il più nobile degli intenti, per questo non trovo corretto che venga archiviata con i soli giudizi negativi che rischiano di infangarne il messaggio, un rischio che non possiamo correre perché ancora una volta ci troveremmo ad essere irrispettosi del dramma che ogni donna ha subìto, volendo usare anche queste occasioni pubbliche come scontro politico».

 

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Lavinia Bianchi

Ma sull’argomento si registra anche la posizione della consigliera di SiAmo Civitanova Lavinia Bianchi: «Vedere il presidente del consiglio Troiani immortalato tra sindaco, assessori e consigliere dai grandi sorrisi costituisce una autentica provocazione. Questa amministrazione ci sta abituando veramente a tutto, anche al superamento di ogni limite di decenza posto che proprio il 21 novembre, in consiglio comunale, gli stessi personaggi non hanno inteso spendere una parola su di un tema così importante tanto da scuotere le coscienze di un’intera nazione, alcuni troppi impegnati in selfie e battute su delle scarpe rosse. Ma come sorprenderci da quei politici che, donne comprese, bollarono come “goliardata” o peggio come “leggerezza” la condotta di chi oggi siede nello scranno più alto dell’istituzione consiliare. Non vi è limite alla sfrontatezza, alla tracotanza, al senso di impunità: numerosi gli esposti al prefetto di Macerata per la gestione personalistica del consiglio comunale, senza che alcuno finora sia intervenuto per ristabilire quel minimo di legalità e di rispetto tipici di ogni istituzionale assise. Quanto sta accadendo in questa città è imbarazzante e dovrebbe essere portato all’attenzione delle più alte cariche dello Stato».

 

«Panchina rossa? Uso ipocrita e sfacciato. Certi personaggi non possono essere un esempio di lotta ai soprusi»



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