Sferisterio, ascensore al posto dei palchi.
Il Comune: «Studiamo diverse soluzioni»
Ma da un anno presenta la stessa

MACERATA - L'amministrazione Parcaroli: «L'appoggio di lastre di cartongesso è una simulazione dell'ingombro che avrebbe comportato l'opera. L'Ufficio tecnico ha elaborato soluzioni meno impattanti. Al termine del periodo di studio sarà presentata quella più adatta che permetterà di garantire l’inclusione». Intanto sale la protesta in città, ci si chiede quale sia la posizione della Soprintendenza mentre c'è chi parla apertamente di scempio. La proposta di Piergiorgio Pietroni

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Le lastre di cartongesso apparse in questi giorni sui palchi dello Sferisterio

di Luca Patrassi

Cosa fa l’amministrazione comunale a guida Sandro Parcaroli sul fronte del progettato ascensore per rendere più inclusivo lo Sferisterio? Non comunica nulla, la questione peraltro è in piedi da oltre un anno, ma si permette di definire “fuorviante” l’informazione data ieri sulla proposta di realizzare un ascensore chiudendo di fatto due palchi centrali del monumento cittadino noto nel mondo, non per il cartongesso. Proposta che sta suscitando una sollevazione contraria in città oltre agli interrogativi legati alla posizione della Soprintendenza su una questione che interessa il monumento simbolo del capoluogo.

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Un’immagine del progetto

Ecco la nota del Comune: «L’amministrazione Parcaroli si è aggiudicata un importante bando per l’accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche nello Sferisterio anche in funzione della musealizzazione. Per la programmazione e progettazione degli interventi è stato conferito incarico professionale ad uno studio di architettura specializzato nella predisposizione del Peba (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche); è la prima volta che un’opera pubblica di tale portata sia anticipata da uno studio approfondito per indicare le opere idonee a garantire accessibilità e orientamento a tutti coloro che hanno disabilità sia fisiche che cognitive. Il Piano è stato elaborato nel pieno rispetto della attuale normativa nazionale e sovranazionale e la scelta dell’amministrazione si pone in piena sintonia con le attuali politiche del nostro governo particolarmente attento al tema delle disabilità, tanto da aver istituito uno specifico ministero per le disabilità. Il Piano contiene sia l’analisi delle criticità riscontrate, sia le proposte progettuali di massima per l’eliminazione delle barriere, non soltanto quelle fisiche ma anche, ad esempio, quelle sull’accessibilità del sito internet e propone una pianificazione e coordinamento sugli interventi da eseguire. Nell’ambito di tale lavoro è stato affrontato anche il tema della dotazione di un ascensore che consentirebbe l’accessibilità anche alle gradinate, ai palchi ed alla sala Cesanelli senza barriere architettoniche. Sulla stampa è apparsa una notizia parziale e per certi versi fuorviante sulla progettazione dell’ascensore all’interno di una fila di palchi. In effetti, l’amministrazione, prima di tradurre in opere le indicazioni generali fornite dai professionisti, ha con prudenza e consapevolezza dell’importanza del tema, operato una simulazione dell’ingombro che avrebbe comportato l’opera sia dal punto di vista del volume che estetico; tale simulazione – una delle tante che si stanno vagliando – è stata realizzata con il semplice appoggio di lastre di cartongesso senza effettuare alcun intervento strutturale. Nel frattempo l’Ufficio tecnico ha elaborato altre soluzioni, meno impattanti, sempre nell’ottica di adottare decisioni opportune, consapevoli e tecnicamente adeguate. L’Amministrazione sta lavorando da tempo al progetto prendendo in considerazione le varie opzioni proposte dai tecnici e con l’obiettivo di non perdere un importante finanziamento che andrà a dare un valore aggiunto allo Sferisterio. Al termine del periodo di studio e approfondimento sarà presentata alla città la soluzione più adatta che permetterà di garantire l’inclusione».

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Il progetto che era già stato contestato l’anno scorso dall’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi: a sinistra la situazione attuale, a destra la modifica

Ribadito che non è stata data una informazione fuorviante, semmai entrante visto che i palchi sono interni e perfino centrali, occorre sottolineare che la proposta dell’Ufficio tecnico, sostenuta con immediatezza dagli assessori Andrea Marchiori e Katiuscia Cassetta, è stata presentata qualche giorno fa in giunta scatenando la reazione di diversi altri assessori, costringendo i promotori a ritirarla per non vederla bocciata. Ora il sindaco Sandro Parcaroli può anche accusare alcuni media, ma i fatti sono quelli descritti: si vuole realizzare un ascensore al servizio della Sala Cesanelli – gestita da una coop che percepisce un canone per l’affitto – utilizzando, forse per comodità di progettazione, i palchi centrali e non le altre soluzioni meno impattanti propugnate da un anno dall’assessore Silvano Iommi – giusto per memoria, un tecnico che ha fatto per decenni il presidente dell’Ordine degli architetti – e da diversi altri maceratesi che ben conoscono il monumento per averlo frequentato e vissuto per decenni.

Ultima segnalazione pervenuta a Cronache Maceratesi è quella del maceratese Piergiorgio Pietroni che osserva: «Conoscendo il luogo, io sarei dell’opinione di realizzare l’ascensore sfruttando le scale presenti in biglietteria che danno sull’ alloggio dell’ex custode che si trova sullo stesso piano della sala Cesanelli così si evita di fare lo scempio proposto da chi non conosce il monumento!». Ammesso che sia necessario realizzare un ascensore inclusivo – costi stimato 125mila euro – a servizio della sala Cesanelli (e forse dei palchi), c’è una questione legata alla spesa. Anche perché, dai rumors vari all’interno della giunta, si parla del fatto che la speciale commissione investita dell’accessibilità dello Sferisterio ha anche rilevato come un problema di evacuazione possa nascere dal prato della platea: chi ha i tacchi e si trova costretta a correre, potrebbe affondare o comunque subìre infortuni. Ed anche questo è un problema, magari – per usare una frase che utilizza spesso un assessore, si può intervenire anche là, «a costo zero per il Comune».

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