“Giocare fa bene a tutte le età”,
all’Ircer di Recanati la sfida
per il benessere degli anziani
PROGETTO - Parte la sperimentazione nella Fondazione Ircer Assunta con Unimc e Clementoni Spa. Formazione agli operatori e raccolta dati nei prossimi mesi. Il presidente Giacomo Camilletti: «Dopo il lungo periodo di isolamento dovuto alle note vicende gli ospiti possono finalmente riavere quel contatto anche fisico che è fondamentale per stare bene»
di Gabriele Censi
Il gioco come terapia per il benessere psicologico è il progetto sperimentale che parte in questi giorni alla Fondazione Ircer Assunta di Recanati dove sono ospitati 72 anziani.
Tra questi con un test intellettivo ne saranno selezionati un campione idoneo che sarà seguito direttamente dal personale della struttura con la supervisione del team di ricerca di Unimc. Prima tappa propria la giornata di formazione, per il personale operante nella struttura e aperto anche ad altri interessati, a cura dell’università di Macerata di domenica 22 ottobre nel teatrino Ircer di Recanati. Lo stesso luogo che ha ieri ospitato la presentazione del progetto innovativo inserito all’interno del Pnrr “Giocare fa bene a tutte le età”, con il sindaco di Recanati Antonio Bravi, Paola Nicolini, docente di Psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione Unimc, di Pierpaolo Clementoni, direttore del Dipartimento di Ricerca Avanzata della Clementoni Spa, Giacomo Camilletti e Mara Pierini rispettivamente, presidente e direttore generale della Fondazione. Con la Fondazione Ircer Assunta Recanati sono coinvolti appunto l’università di Macerata e l’azienda Clementoni spa.
La Fondazione Ircer Assunta di Recanati gestisce una struttura socio sanitaria residenziale destinata ad accogliere anziani non autosufficienti inviati dal Distretto Sanitario di Civitanova con una diagnosi di Alzheimer o demenza senile o altre patologie. L’anziano viene preso in carico dalla Fondazione con l’ausilio del team multidisciplinare composto da diverse figure sanitarie tra le quali il coordinatore medico, il coordinatore infermieristico e il fisioterapista, che elabora, per ogni ospite, un piano assistenziale individuale. La Fondazione è attenta a soddisfare sia i bisogni dell’ospite di natura strettamente assistenziale e di salute sia anche quelli legati al suo benessere di tipo sociale al fine di mantenere anche le sue capacità residue legate alla sfera relazionale, di socialità ed emotiva .
«La finalità della ricerca è di comprendere se il gioco possa essere un promotore di benessere mentale anche per gli anziani – ha evidenziato la professoressa Paola Nicolini -: Ci saranno incontri settimanali tra novembre e gennaio, i giochi classici della Clementoni, con cui collaboriamo da anni, saranno adattati alle necessità degli anziani. Giocare anche in età adulta crea benessere, è un momento di svago e relax, aiuta a combattere la depressione e la solitudine: significa creare benessere mentale per salvaguardare quello fisico» Nel team di ricerca oltre alla citata Paola Nicolini ci sono, Veronica Guardabassi, ricercatrice Unimc e referente per la progettazione nella sede Ircer, Elisa Cirilli pedagogista e ricercatrice Unimc, Antonio Di Pietro, pedagogista ludico (Cemea Toscana), Susanna Iraci, designer del giocattolo, Evelyn Manoni, pedagogista, Alessandro Maranesi, animatore teatrale.
Pierpaolo Clementoni, in rappresentanza dell’azienda partner, leader nella produzione di giocattoli educativi, la Clementoni spa, ha espresso soddisfazione per aver potuto tra i tanti impegni nel sociale aderire ad un progetto nel proprio territorio: «Mai smettere di giocare. Il gioco è importante come valore sociale e come strumento adatto a tutte le età del ciclo di vita di una persona, dall’età infantile fino all’età anziana. Il gioco diventa sociale quando viene progettato con la finalità di farlo diventare strumento per le relazioni, l’inclusività, la socialità, facilitatore nell’esternalizzazione di sentimenti».
Il presidente Giacomo Camilletti: «La Fondazione Ircer Assunta di Recanati ha aderito senza esitazione al progetto di ricerca. Dopo il lungo periodo di isolamento dovuto alle note vicende l’Ircer si riapre e gli anziani possono finalmente riavere quel contatto anche fisico che è fondamentale per stare bene. Questo è un progetto che sicuramente porterà un vantaggio ai nostri ospiti ma anche agli operatori». «Il gioco può essere uno stimolo, uno strumento di coinvolgimento e anche di socialità per l’anziano – sottolinea il direttore generale Mara Pierini – abbiamo aderito perché coinvolgere , in sessioni di gioco, gli anziani, specie quelli affetti da demenza senile o Alzheimer, diventa sfidante. Si vuole provare a stimolarli, a coinvolgerli, a interagire con loro attraverso lo strumento del gioco. Ritengo che si debbano mettere in campo tutti gli sforzi per cercare di motivare e trovare modalità di interazione con gli anziani specie con quelli con diagnosi di Alzheimer. Il progetto a mio modo di vedere diventa utile anche per questo».



