I servizi sociali portano via la sorella
che era fuggita da casa:
arrestato per resistenza, patteggia

RECANATI - In manette un 21enne tunisino che giovedì ha aggredito i carabinieri dopo che la madre aveva cercato di fermare la vettura su cui si trovava la figlia con gli assistenti sociali. I fatti sono avvenuti in un liceo dove la giovane si era rifugiata per sfuggire a due ragazzi

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Il fratello della ragazza fermato dai carabinieri davanti alla scuola (foto RadioErre)

di Gianluca Ginella

Aggressione ai carabinieri, patteggia un anno (pena convertita in 3.600 euro). Imputato un 21enne tunisino che è stato arrestato giovedì a Recanati per resistenza e lesioni dopo che la mamma aveva cercato di impedire agli assistenti sociali di portare la sorella di 16 anni in una struttura. Il giovane, quel giorno, si trovava insieme alla madre al liceo Classico di Recanati. Lì c’era la sorella del 21enne che il giorno precedente si era allontanata da casa (vive in un comune della costa maceratese) dopo una lite con la madre. La minore, 16 anni, ha poi spiegato ai carabinieri che dopo  essersi allontanata aveva trascorso la notte in un parco. La mattina seguente aveva raggiunto Recanati e si era trovata con due sue amiche e stavano in giro per la cittadina quando due ragazzi le avevano avvicinate e aggredite, prendendo anche il cellulare della 16enne. Le ragazze si erano rifugiate nel liceo per cercare aiuto.

Da lì erano stati chiamati i carabinieri e gli assistenti sociali. Nel frattempo alla scuola erano arrivati anche il fratello della minore e la mamma. Quando la ragazzina era stata fatta salire in auto dal personale dei servizi sociali, che la volevano portare in una struttura protetta, la madre si era messa in mezzo alla strada per bloccare la vettura. Poi la donna, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, si era gettata sul cofano. A quel punto era intervenuto uno dei militari presenti per allontanare la donna. E’ stato allora che il 21enne si era avventato sul militare che poi aveva colpito al volto e fatto cadere a terra. Era intervenuto anche un secondo carabiniere e la madre del 21enne aveva cercato di impedire che il figlio venisse arrestato, dimenandosi tra i militari e lasciandosi cadere a peso morto. Alla fine la donna era stata denunciata, il figlio arrestato.

Oggi si è svolta la direttissima davanti al giudice Francesca Preziosi del tribunale di Macerata. Al 21enne il pm Francesca D’Arienzo contestava sia la resistenza a pubblico ufficiale sia le lesioni (il carabiniere che aveva colpito e fatto cadere ha riportato 10 giorni di prognosi). Il giovane, assistito dall’avvocato Caterina Ficiarà, nel corso dell’udienza si è scusato per ciò che ha fatto. Alla fine accusa e difesa hanno deciso di patteggiare: 1 anno, con la pena convertita in 3.600 euro. Il 21enne è tornato libero.

Ragazzina scappa di casa, intervengono gli assistenti sociali: il fratello aggredisce due carabinieri


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