E’ davvero Mancini il problema?
Le Marche tra testimonial, influencer
e un prodotto turistico da definire
SCELTE - Il dibattito sul personaggio simbolo del brand regionale e il risultato che potrebbe portare a livello di flussi fa riflettere sulla qualità e il livello delle strutture, non pronte ad ospitare clienti extra lusso. Il giornalista e docente di marketing turistico Carlo Cambi: «Puntare su Mancio e Tamberi avrebbe senso se la Regione volesse valorizzare l'offerta sportiva». Intanto l'incontro tra Whoopi Goldberg e Robert Plant a Montecassiano fa il giro d'Italia. Mentre Giorgia Meloni sceglie la Puglia per il G7

Roberto Mancini in Arabia (foto Ansa)
di Alessandra Pierini
Sul testimonial turistico delle Marche è battaglia, a dire la verità solo politica. Gli operatori, nel dibattito “Mancini sì, Mancini no” non sono entrati, se non marginalmente. Come sempre accade sono due le fazioni: la prima, non frequentatissima a dire il vero, legata al sindaco di Pesaro Matteo Ricci che sostiene che con la brutta figura fatta in patria da Roberto Mancini, ex ct della nazionale azzurra, che ha accettato di guidare quella araba, è il caso di correre ai ripari e recedere velocemente il contratto che lo lega alle Marche. Un contratto di spiccioli se paragonato a quello milionario che lo lega all’Arabia saudita per i prossimi quattro anni. Dall’altra parte c’è naturalmente Francesco Acquaroli, presidente della Regione a capo della Giunta che Mancini lo ha scelto e lo conferma con determinazione anche perché «rientra nelle strategie mirate ai mercati esteri». Posizione sostenuta persino dall’ex governatore Luca Ceriscioli, nonché dal fu presidente Gian Mario Spacca che sui mercati esteri puntò notevolmente.
A cogliere nel segno della questione è l’ironia tranchant di Degrado Post Mezzadrile: «De sicuro Mancini su sta cosa del testimonial non ce dorme, li sordi de la Regione non sarà na barcata come quelli sauditi, ma come spicci pe paga’ lu parcheggiu in Arabia je farà comodo. Se poi ce manna pure qualche beduini a butta’ un po’ de petrodollari dalle parti nostre meglio pure, tanto co li prezzi semo cominciato già a fa le tariffe pe li sceicchi». Le tariffe in effetti sono salite, come in tutta Italia: dalla bottiglietta d’acqua alla cena vista mare, dall’esperienza in barca al trekking in montagna, tutto costa di più rispetto al passato. Ma i servizi sono migliorati? Se domani arrivasse nelle Marche una flotta di arabi e sceicchi, sapremmo dove farli dormire? Avremmo le strutture di lusso e superlusso che cercano? Ne avremmo abbastanza? Prendiamo ad esempio Macerata e poniamo che questi attesi ospiti volessero godersi un concerto allo Sferisterio e dormire in città, lo troverebbero un posto?

Carlo Cambi
Il punto è: ma davvero un testimonial in ambito turistico è capace di attrarre quel flusso sfuggente? «Il testimonial – spiega il giornalista Carlo Cambi, docente tra l’altro di marketing turistico – ha in pubblicità la funzione di legare la propria personalità a un prodotto, ma per funzionare ci deve essere il prodotto, certo e definito. Affidarsi al fatto che il testimonial sia noto non basta. Ci vuole sintonia tra testimonial e offerta. Ad esempio scegliere Roberto Mancini e Gianmarco Tamberi avrebbe un senso se le Marche avessero scelto di puntare tutto sull’offerta sportiva. Se invece decidessero di puntare sull’enogastronomia, converrebbe scegliere come testimonial Moreno Cedroni o Mauro Uliassi. E’ una questione di penetrazione rispetto al target». La proposta di Carlo Cambi è molto concreta. «Il turismo è una esperienza di contatto con una civiltà e i testimonial migliori sono i residenti. Io punterei sugli anziani, questa è la terra con la migliore aspettativa di vita e gli over 60 sono attualmente coloro che hanno la maggiore capacità di spesa nel mercato turistico. Ottimi testimonial potrebbero essere due anziani che si baciano contenti su una panchina sul Conero. Dustin Hoffman ad esempio era una scelta migliore rispetto a Mancini perchè rappresentava il possibile cliente, soddisfatto di una scelta. L’errore sta nel ritenere che la notorietà sia direttamente proporzionale al risultato».

Whoopi Golberg e Robert Palnt con Emilia Torresi
Poi accade che una sera a Villa Quiete, storico hotel 4 stelle a Montecassiano, si incontrano due star planetarie come Whoopi Goldberg e Robert Plant e la notizia fa il giro d’Italia. «Merito di Giacomo Leopardi e dello Sferisterio» ha chiarito Emilia Torresi, titolare dell’hotel. In effetti sono i nostri “prodotti” ma non sono forse anche i nostri testimonial? Lo sa bene ad esempio Recanati che da anni investe sul “suo” poeta con ritorno notevole aggiungendo di recente anche il quid in più della cultura fonte di benessere.
Altro dubbio che sorge è se non sarebbe invece più utile avere degli influencer, ma qui si rischia di fare confusione. «Il testimonial – chiarisce Carlo Cambi – entra in gioco in una fase di affermazione del brand, mentre l’influencer riguarda la frase di sollecitazione del brand, di promozione. E’ chiaro che se devo promuovere i Vincisgrassi, è molto più utile avere una foodblogger affermata, testimonial dello Sferisterio è il pubblico, non è il grande cantante che invece può con una sua frase o con la sua presenza fare da cassa di risonanza». Come è accaduto ad esempio proprio con Robert Plant, ancora lui, la storica voce dei Led Zeppelin che dopo il concerto ha postato sui social una foto del colonnato dell’arena con la frase «Italian heartland Macerata…remarkable evening .. warm welcome to say the least» (Il cuore dell’Italia Macerata…serata notevole…accoglienza a dir poco calorosa).

Giorgia Meloni in vacanza in Puglia (foto Ansa)
E a proposito di influencer, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non potrebbe esssere per le Marche, dove Fratelli d’Italia gode in questo momento di grande favore, una ottima influencer? Cosa sarebbe accaduto se, anziché la Puglia, avesse scelto le Marche per trascorrere le vacanze e ospitare un qualche capo di Stato? E perché non il G7 nelle Marche? E qui purtroppo torniamo al problema iniziale. Perché se ci capitasse cotanta occasione, nonostante il mare quest’anno particolarmente sporco un po’ ovunque (ad eccezione della zona a ridosso del Conero) e nonostante le difficoltà viarie, non potremmo offrire strutture e servizi tali da accontentare quel tipo di pubblico. E’ vero che non si può attendere, che il mercato turistico è comunque in crescita ed è assolutamente vietato fermarsi ma se davvero ci attendiamo turisti a fiumi, sarebbe intanto il caso di cominciare a tracciare la strada.

«Testimonial Marche, Mancio non si tocca. Strategie mirate ai mercati esteri»
(clicca per ascoltare la notizia in podcast)
Per i turisti influenzati dalla Meloni che verrebbero a Macerata non vedo problemi di ospitalità. Si potrebbe usare lo Sferisterio come venne usato l’Estadio Nacional de Chile che il generale Pinochet mise a disposizione dei suoi ospiti nel golpe del 1973.
Il problema non è Mancini,ma chi lo sostiene,naturalmente si parla per i risultati sportivi e no come uomo,non fraintendiamo…
Per Micucci. Può spiegare quella affermazione strana sullo stadio cileno?
Il mondo del calcio non porta valori sani. Troppa corruzione e giri di soldi del tutto folli. Questo allenatore con le sue scelte è un esempio ulteriormente negativo.
Sì, cosa dice Paolo Passeretti è vero: ormai il Calcio è giocato da mercenari, ai quali non devi affezionarti. Ho amato Lukaku quando era con l’Inter e adesso lo odio perchè mi ha abbandonato…
Noi abbiamo tanto da offrire ai turisti, i quali già sono ottimi sponsor. 50 mila turisti all’anno a visitare l’Abbazia di San Claudio sono già molti. Se fosse pure la Cappella Palatina di Carlo Magno nella sua capitale Aquisgrana, che era qui da noi e non ad Aachen in Germania, come lo pensava pure Gillo Dorfles ed oggi pure l’Economist, dove però ad Aachen ci vanno 2 milioni di turisti all’anno, forse una parte di questi potrebbero venire qui nel Maceratese e nelle Marche. Purtroppo sembra che non lo capiscano nè l’Amministrazione comunale di Corridonia, nè la Regione Marche.
No, noi non siamo votati per il turismo, dato che abbiamo troppo di valore da offrire. Mentre chi, come gli Scozzesi hanno poco da offrire, si inventano il mostro di Loch Ness, e incamerano i soldi di un milione di turisti all’anno.
Quindi, il prof. Cambi non si illuda che con la sua scienza e coscienza potrà fare capire di quale sponsor abbiamo bisogno per fare diventare il turismo quale maggiore cespite d’entrata finanziaria della nostra Regione. Dai crani duri come i sassi del Chienti dilavati dalle acque inquinate non potrai mai avere il miracolo dell’acqua pulita da bere.
Salvator Allende, Augusto Pinochet e il Cile:
https://www.youtube.com/watch?v=jSKxesrRtVw
Mi è stata inviata una opinione alla mia lettera pubblicata, che mi piace riportare:
“Ho letto sia l’articolo con il Suo commento. Ha ragione su San Claudio, l’amministrazione è miope e prima o poi pagherà amaramente questa sua grave mancanza politica.
Ma l’articolo di Cronache Maceratesi è di una tristezza infinita. Anzi, il mondo è di una tristezza infinita, Cronache Maceratesi ne è una piccolissima porzione. È sempre più chiaro e sfacciato, l’atteggiamento di chi fa questi studi sui cosiddetti “brand” e “testimonial”, e di chi ne parla: sta diventando stucchevole. Tutti questi soldi, fatti o sperati e fine a sé stessi, presto torneranno indietro come un boomerang. Chi non cambia vita vomiterà tutto, e lo farà con dolore.”
Aggiungo: per la legge del karma tutto verrà pagato e riscosso. Cosa pagherà questa casta politica per ciò che non ha fatto, o ha omesso di fare per ignoranza, paura, convenienza, connivenza?