Sicurezza, formazione e aumento indennità:
contratto integrativo per gli edili
«Coinvolti 5mila lavoratori nel Maceratese»
ECONOMIA - Accordo provinciale raggiunto tra Ance, Cgil, Cisl e Uil. Jacopo Lasca: «E' arrivato grazie alla sensibilità di sindacati e datori di lavoro, va a colmare quelle istanze che non sono state recepite invece dalle istituzioni». Carlo Resparambia: «L’obiettivo zero infortuni è auspicabile ma non facile da conseguire per il tipo di attività edilizia ma abbassare e limitarne il numero si può»

I rappresentanti di Ance e sindacati
di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)
Un contratto integrativo modello che incide sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla formazione, sull’incremento delle indennità per mensa e trasporti. Il contratto collettivo integrativo provinciale siglato da Ance Macerata e dalle organizzazioni sindacali del comparto edile avrà validità dal 1 agosto 2023 al 31 luglio 2026 e riguarderà 580 aziende del settore del comparto edile- industriale con oltre 5000 lavoratori che avranno, mediamente, un incremento dello stipendio mensile in busta paga di 80 euro. Se si considera che nella nostra provincia sono circa 7000 i lavoratori in edilizia si comprende come l’accordo siglato tra organizzazioni datoriali e sindacati riguardi i due terzi della forza lavoro del comparto.
Ad illustrare un contratto che rappresenta una forma avanzata di relazioni tra lavoratori e imprese sono intervenuti nella sede di Confindustria Macerata Matteo Ferretti segretario generale Fillea Cgil, Jacopo Lasca responsabile territoriale Filca Cisl, Filomena Palumbo responsabile territoriale Feneal Uil e Carlo Resparambia presidente Ance Macerata. «L’ultimo contratto integrativo del settore risale a oltre 4 anni fa –ha detto Carlo Resparambia– ed in questo lasso di tempo sono avvenuti numerosissimi incontri tra le organizzazioni datoriali ed i sindacati volti a migliorare le condizioni dei lavoratori, promuoverne il benessere e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è un caso l’introduzione del Durc di congruità nel cratere sismico ma in generale ci siamo mossi in un contesto molto variato rispetto al passato con l’edilizia impegnata nella ricostruzione post sisma ma alle prese anche con incentivi fiscali come il 110, l’aumento dei prezzi, i problemi legati alla scarsità di manodopera ed a scadenze ravvicinate come quelle del Pnrr. Proprio per questo è necessario anche monitorare i flussi di manodopera che molto spesso arriva da fuori regione. Questo accordo prevede miglioramenti significativi sulla sicurezza nei cantieri: troppo spesso assistiamo ad incidenti ed infortuni che recentemente hanno registrato un anomalo incremento. L’obiettivo zero infortuni è auspicabile ma non facile da conseguire per il tipo di attività edilizia ma abbassare e limitare il numero degli infortuni si può». Sul fronte dei miglioramenti salariali si è invece soffermato Matteo Ferretti della Fillea Cgil.
«L’edilizia in espansione è segnalata dal più 30% di massa salariale e quindi lavoratori impegnati nei cantieri della provincia -ha ribadito Ferretti- una ricchezza che con questo contratto viene redistribuita ai lavoratori attraverso le indennità di mensa e trasferta. Rispetto al precedente contratto c’è stato un aumento di 0,50 centesimi nell’indennità di mensa arrivando quindi a 7 euro. Sulla trasferta c’è stato un ampliamento delle fasce che arriva a oltre 120 chilometri di percorrenza per raggiungere il luogo di lavoro che è coperta con 17,50 euro. Le altre fasce sono da 0 a 27 km con 8 euro di indennità e da 27 a 120 km con 13 euro. L’indennità giornaliera di trasporto passa da 1 euro a 1,50 euro corrisposta ai lavoratori comandati a raggiungere con i propri mezzi il cantiere di lavoro di volta in volta assegnato. In aggiunta al compenso per reperibilità, al trattamento economico per la prestazione effettuata, per ogni chiamata da parte dell’azienda seguita da intervento effettivo sarà riconosciuto un compenso pari a 5 euro. Abbiamo rilanciato in merito alla sicurezza sulla formazione in cantiere: 16 ore di formazione per chi entra per la prima volta nel cantiere».
Da parte sua Jacopo Lasca della Filca Cisl ha voluto rimarcare quelli che sono i numeri dei lavoratori e delle imprese coinvolte nel nuovo contratto integrativo provinciale. «Necessità e bisogni che interesseranno 5mila lavoratori edili del maceratese e che impatta su 580 aziende del settore industria-edilizia -ha affermato- mentre restano fuori gli addetti dell’artigianato-edilizia. L’altro tema da porre all’attenzione è che di questi addetti in edilizia il 66% arriva da fuori provincia: quindi il tema della trasferta è fondamentale per dare risposte ai lavoratori anche sul tema sicurezza. Ci sono operai che fanno da 1 a 3 ore al giorno di viaggio con tutto quello che ne consegue a livello di stress, fatica e costo economico. Questo contratto provinciale arrivato grazie alla sensibilità di sindacati e datori di lavoro va a colmare quelle istanze che non sono state recepite invece dalle istituzioni. L’ultimo incontro al tavolo della Prefettura risale al dicembre 2022: da allora il nulla. Anche il tema dell’obbligo della denuncia da parte delle aziende in trasferta del domicilio dei propri dipendenti è finora stato disatteso, nonostante la norma esista. Come pure sul budge di cantiere è calato un silenzio assordante. Ebbene in questo quadro di immobilismo delle istituzioni attraverso questa contrattazione e grazie all’elemento variabile della retribuzione i lavoratori potranno avere da questo mese, tra le varie indennità, complessivamente un aumento di circa 80 euro in busta paga».
I sindacalisti, sempre in tema di mutualità, hanno poi ricordato come grazie all’opera dell’Ente bilaterale sino ad oggi siano stati erogati 111 mila euro in buoni libro a 330 lavoratori dell’edilizia per il sostegno dei propri figli impegnati a scuola, dalle materne sino all’Università. «Questo contratto è storico e dal locale ha un grande impatto a livello nazionale –ha concluso Filomena Palumbo della Feneal Uil-. Diventa l’integrativo nazionale sol che si pensi che il cratere sismico della ricostruzione è il più grande d’Europa e così credo che anche altri territori dovranno interfacciarsi con questa contrattazione integrativa. Uno strumento che sposa le diverse realtà di tutti i territori, se pensiamo al numero dei lavoratori iscritti in Cassa Edile e quanti di loro provengono da altre province o da fuori regione. Uno dei temi importanti che c’è dentro questa contrattazione è la denuncia dei luoghi degli alloggi dei lavoratori: questo per noi è un elemento cardine, da non sottovalutare per comprendere come si sta ricostruendo e chi lo sta facendo. Per noi è determinante che il protocollo firmato in prefettura diventi attuativo ed è per questo che nel contratto integrativo abbiamo rimarcato l’impegno delle parti sociali ad incontrarsi per verificare le comunicazioni che giungono al Centro paritetico territoriale per la sicurezza. Attendiamo dunque di essere convocati dalle istituzioni e poter così dare vita a questo protocollo che deve essere messo a terra. C’è una media di due infortuni sul lavoro al giorno, ed ogni infortunio è sempre troppo».

