Borroni spinge la “pax toponomastica”
«Vie a Berlusconi, Craxi,
Berlinguer e Almirante»
CIVITANOVA - Il consigliere regionale di FdI approva le proposte di Ivo Costamagna e Gianluca Crocetti: «A differenza del centrosinistra noi apriamo a tutti»

Pierpaolo Borroni, consigliere regionale di Fdi
Le recenti richieste di Gianluca Crocetti e Ivo Costamagna di intitolare spazi pubblici rispettivamente a Silvio Berlusconi e a Bettino Craxi hanno ispirato anche Pierpaolo Borroni.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia dà ragione a Costamagna che lo aveva chiamato in causa ieri (leggi l’articolo) e sulla falsariga di Crocetti propone di intitolare vie a diversi esponenti politici del passato, tirando fuori di nuovo il nome di Giorgio Almirante, la cui via fu sostituita nelle mappe cittadine dal nome di Nelson Mandela.
«Si prosegua nel solco dei riconoscimenti pubblici già avvenuti e, ora, da ampliare con Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, solo per citare alcuni esempi, portando avanti una sorta di “pax toponomastica” – dice Bororni – Potrebbe aiutare, contribuendo alla costruzione di un riconoscimento reciproco che, purtroppo, spesso e volentieri, è ancora lontano a livello politico. Dove si preferisce guardare all’avversario politico e non a un interlocutore con il quale confrontarsi nell’esclusivo interesse dei marchigiani, nel nostro caso. Sarebbe un gran bel segnale che farebbe delle Marche, nell’esempio specifico Civitanova, un comune apripista nel calmierare partiti di segno politico opposto e diverso che, contrariamente a quanto sovente accade, riconoscono vicendevolmente la storia passata di ciascuno, nel pieno rispetto dei propri ruoli».

L’assessore di centrosinistra Francesco Peroni gettò nel cestino la targa di via Almirante
Borroni ricorda poi il caso Almirante: «Il tutto per evitare gli spiacevolissimi episodi che si sono già verificati a Civitanova, con un assessore, evidentemente estremista, che ebbe la brillante idea di mettere la targa di via Almirante nell’immondizia (il riferimento è a Francesco Peroni, ex assessore della giunta Corvatta, ndr). Nonostante le giunte di centrodestra che governano da anni la nostra città a noi non è mai venuta l’idea, pur avendo la forza dei numeri, di cancellare le intitolazioni di piazze e vie lontane dalle nostre idee politiche. Dunque, liberi da preconcetti e pregiudizi, invito tutti i componenti dell’attuale consiglio comunale di Civitanova di accogliere la sollecitazione di Costamagna e la mia, al fine di provvedere nei tempi e modi previsti dall’attuale normativa in vigore, a redigere un nuovo piano di intitolazioni toponomastiche della nostra città».
«Intitoliamo una via a Bettino Craxi» Costamagna non molla, Crocetti rilancia
«Intitolare una via a Berlusconi», la proposta del consigliere Crocetti
(Clicca qui per ascoltare la notizia in podcast)
Ma come voi non eravate quelli che volevate chiudere tutto come ad esempio i porti,alzare i muri ecc…adesso invece volete aprire tutto e a tutti,ecco perché gli sbarchi sono aumentati del 150% e non ne parlate più…bravi…così mi piacete continuate visto che il popolo continua ancora a credere alle vostre favole!!!
Non è colpa vostra, è colpa di Togliatti con la sua amnistia.
Leggevo ieri un commento dove si diceva che la Toponomastica viene usata quando non si voglia far politica usandola come arma di distrazione di massa. Comincio a pensare che sia più una “distruzione ” di massa sì ma quella cerebrale e personale. Borroni ieri farneticava su Carancini, Daniela Corsi in un articolo che la dice lunga sul personaggio Borroni che pur non avendo bisogno di presentazione, giudica ancora poco soddisfacente l’idea che ci si possa essere fatta di lui e cerca di arricchirla come dimostra con questa promozione davvero all’avanguardia di qualcosa che dopo aver frullato ha preso forma e scaricato tramite parole scritte per condividerle con chi penserà che qualcuno pensi come la pensa lui. Qualunque sia l’impostazione che ha o che si dà è un suo preciso compito ed un diritto avere un posto nell’immaginario collettivo che mi sembra un po’ troppo, diciamo di chi lo conosce e ne condivide se ci riesce la statura politica che non mancherebbe di affiorare se si abbassasse il mare. Non so se sia una similitudine o una barzelletta raccontata male, ma il soggetto è quello. Grandi panzane sulla rivoluzione fantascientifica della regione Marche dove penso si sia accorto di frequentarla nonostante anche se parliamo di spicci, non se ne vede l’ombra delle sue chicche. Del resto anche quanto era assessore al paesello, parlava, discuteva, proponeva e tutto rimaneva lettera zero. Un po’ per mancanza totale di lucidità politica, chiamiamola così come quando organizzo in Piazza XX Settembre un mercato a km 0 per agricoltori che dovettero buttare via tutto perché poi lo annullò con un danno enorme per i produttori che già avevano pronti i prodotti. Ci sarebbe anche quella promessa dei dieci milioni per l’ospedale ( saranno arrivati?) anche per la terza corsia al suo interno da non confondere con le nostre innovative strade che per Acquaroli prima o poi attraverseranno in lungo e in largo i solchi della sua fantasia. Finisco qui e voglio parlare di politica, quella seria,soprattutto vera dove difficile avere dubbi. Ho scoperto con sommo piacere di riuscire ancora a distinguere Salvini dalla Meloni perché porta la barba. I Regionari non li distinguo più tanto bene, fanno tutti le stesse promesse che poi non mantengono, difficile quindi ricordarli e andando incontro ad un processo chimico dove le loro facce si sciolgono come cera e si ricompattano in strane figure, maschere assolutamente prive di un minimo valore estetico, artistico ecc. non li riconosco più. Anche i loro cognomi che dovrebbero identificarli non servono assolutamente a niente almeno per il “ lavoro “ che stanno o non stanno o faranno o non faranno mai. Se li riconoscono a casa, devono considerarlo un gran successo.