Offese ai Massi Gentiloni Silveri,
archiviata l’indagine su Silvia Luconi

TOLENTINO - L'ex candidata sindaco era accusata di aver offeso il consigliere comunale Alessandro, il padre, il nonno e lo zio Emanuele. Per la procura e il gip non c'è stata diffamazione

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Silvia Luconi

Indagine archiviata per l’ex candidata sindaco di Tolentino Silvia Luconi, era accusata di aver diffamato la famiglia Massi Gentiloni Silveri durate l’ultima campagna elettorale per le comunali. Secondo quanto era stato denunciato, Luconi avrebbe fatto delle considerazioni sull’onorevole Francesco Massi Gentiloni Silveri, padre di Alessandro, candidato consigliere comunale per altro schieramento politico, e del defunto Roberto Massi Gentiloni Silveri, padre di Francesco ed Emanuele (che pure lui sporse querela), finalizzate a denigrare gratuitamente un intero nucleo familiare ritenuto inadeguato ad esprimere un amministratore del Comune di Tolentino nella persona del candidato Alessandro Massi Gentiloni Silveri (poi diventato presidente del Consiglio comunale).

In particolare due affermazioni vengono stigmatizzate: la prima rivolta a Francesco, nella quale condanna il comportamento politico, tenuto durante il suo trascorso di amministratore del comune di Tolentino (… “che come da tradizione familiare, continua a raggruppare il tutto e il contrario di tutto pensando che la cittadina abbia dimenticato gli esperimenti passati ideati e praticati dal padre in un’occasione”).

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L’avvocato Luciano Pacioni

La seconda affermazione censurata, è rivolta invece a Roberto, nonno del candidato Alessandro, al quale risale l’iniziativa del cambiamento del cognome, e su questo avrebbe fatto illazioni su un preteso acquisto, reso possibile solo a ragione della qualità di persona non comune e non umile rivestita dal richiedente (… “Tolentino non merita di essere condotta da chi mette al centro se stesso anteponendosi al bene della comunità; per amministrare ci vogliono tanta umiltà, tanta predisposizione all’ascolto, tanta conoscenza della materia, tutte qualità che si devono possedere e che non si possono acquistare – almeno dalle persone comuni e umili – come i doppi cognomi o gli stemmi di famiglia”…). La procura ha ritenuto di chiedere l’archiviazione, c’è stata una opposizione a questa richiesta, il gip Claudio Bonifazi ha fissato un’udienza e al termine ha deciso di archiviare. Ha ritenuto che per Roberto Massi Gentiloni Silveri, il diritto di querela fosse estinto. Mentre le parole critiche su Francesco, «sono riferite alla sua pregressa esperienza politica – scrive il giudice – quale consigliere comunale in occasione della competizione amministrativa in atto riguardante l’autrice del commento e il candidato Alessandro Massi Gentiloni Silveri», e secondo il giudice «non può negarsi la pertinenza all’agone politico in senso lato». Inoltre ritiene generiche le espressioni usate e che non travalicano i limiti del diritto di critica politica. Soddisfazione per la conclusione della vicenda sia per Luconi che per il suo legale, l’avvocato Luciano Pacioni.


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