Piantagione di canapa indiana,
in sette finiscono sotto accusa
MATELICA - Avrebbero ottenuto 28 chili di marijuana grazie a 21 moduli idroponici. Oggi l'udienza davanti al gup è stata rinviata per consentire alle difese di valutare riti alternativi

Il tribunale di Macerata
di Gianluca Ginella
Una piantagione di canapa indiana realizzata, con moduli idroponici, a Matelica: in sette finiscono sotto accusa davanti al gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Oggi l’udienza è stata rinviata al 28 giugno per valutare eventuali riti alternativi che potrebbero essere chiesti da alcuni degli imputati. Sotto accusa il 38enne David Bastioli, residente a Potenza Picena, il 34enne Andrea Tasso, residente a Civitanova, Olaf Beqiraj, 37 anni, residente a Civitanova, Emanuele Bitocchi, 57, residente a Porto Recanati, Massimiliano Migliorelli, 53, residente a Castelraimondo, Raffaele Costanzo, 43, residente a Potenza Picena, Pasquale Costanzo, 41, residente a Monte San Giusto.

L’avvocato Emanuele Senesi
Sono tutti accusati di aver avuto ruolo nel realizzare una piantagione di canapa indiana che avrebbe prodotto, 28 chili di marijuana che avrebbe potuto consentire di ottenere 158mila dosi. La coltivazione, prosegue l’accusa era stata realizzata all’interno di un capannone industriale in disuso in località Cavalieri, a Matelica. Le piantine crescevano grazie a 21 moduli idroponici capaci di accogliere dai 10 ai 13 vasi ciascuno per un totale di 240 piante.
Bastioli e Tasso, secondo l’accusa, avevano progettato la serra per la coltivazione, acquistato il materiale necessario e realizzato la serra. Migliorelli avrebbe individuato il luogo dove realizzarla e avrebbe fornito supporto logistico. Beqiraj, Bitozzi e i due Costanzo si sarebbero occupati direttamente della coltivazione e del trasporto dello stupefacente. I fatti sarebbero avvenuti tra il giugno del 2020 e il 19 febbraio 2021. Beqiraj e Bitocchi sono inoltre accusati di aver ceduto, in almeno 25 occasioni, con cadenza mensile, un grammo di cocaina a un cliente, per un totale di 25 grammi. Fatti che sarebbero avvenuti a Serrapetrona e Castelraimondo. Andrea Tasso è inoltre accusato di aver coltivato 14 piantine di marijuana, tra i 5 centimetri e i 17 centimetri di altezza, e di aver detenuto 2,3 chili di marijuana al magazzino del negozio “Guerilla Garden” a Civitanova, fatto che sarebbe avvenuto il 25 maggio del 2022. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Emanuele Senesi, Paolo Cognigni, Simona Rampioni, Stefano Tizi.