Addio a Mario Monachesi,
una vita da usciere del Comune
tra dialetto, poesie e tradizioni
MACERATA - E' morto a 69 anni all'hospice di San Severino. Lascia la figlia Chiara. Il funerale venerdì alle 10. Curava da molto tempo una rubrica domenicale su Cronache Maceratesi. La sua ultima poesia

Mario Monachesi
di Alessandra Pierini
Le parole, i versi e le immagini. L’amore per il dialetto e per la sua Madonna del Monte, quartiere di Macerata, dove 69 anni fa era nato e dove ha vissuto. L’ironia e quegli aneddoti tutti maceratesi che per anni ha raccontato con ogni mezzo. E’ quello che resta di Mario Monachesi, poeta e cultore delle tradizioni maceratesi, nonché ex usciere del Comune di Macerata che lo ha avuto come front man per 40 lunghi anni. E’ morto questo pomeriggio all’hospice di San Severino dove era ricoverato dall’inizio dell’anno dopo un repentino peggioramento delle sue condizioni di salute.

Mario Monachesi ha ricevuto il premio dell’Adriatico nel 2019
Tutti a Macerata almeno una volta hanno avuto a che fare con Mario Monachesi, che sia all’ingresso del Comune, o ad una mostra d’arte che frequentava costantemente o a qualche evento di poesia e dialetto.
In Comune era arrivato nel 1976 ed è andato in pensione il 30 novembre 2016. Raccontava in quei giorni: «Sono stato assunto il 5 luglio 1976, avevo 23 anni non compiuti. Ricordo quel giorno come fosse oggi, non dimentico quel vestito bianco della “festa”, che mia madre ha voluto che indossassi, dicendomi: “vai su lu cumune…e recordete de sorride sempre”». E così ha fatto. Ha attraversato ogni epoca e conosceva probabilmente i segreti di tutti in Comune, ma ligio al dovere non ha mai rivelato nulla e questi segreti li porterà con sé. Indimenticabile il pesce d’aprile del 2012 che lui stesso ha organizzato in collaborazione con Cronache Maceratesi annunciando la pubblicazione del diario “Vizi privati e pubbliche virtù degli amministratori maceratesi”. Una pubblicazione che prometteva scottanti rivelazioni ma in realtà era solo uno scherzo che ben rivela lo spirito di Mario.
Una collaborazione quella con Cronache Maceratesi andata avanti per anni, in nome della conservazione delle tradizioni maceratesi e del dialetto. La sua rubrica della domenica era un appuntamento fisso e imperdibile a cui teneva tantissimo. Bastava tardare qualche minuto nella pubblicazione per essere “ammoniti” da Mario che attendeva trepidante. L’ultima puntata proprio il 1 di gennaio quando aveva scelto un titolo bene augurante “Annu nou, vita noa” che assolutamente nulla faceva presagire.

Una delle poesie visive di Mario Monachesi
Un discorso a parte merita la poesia. La sua grande passione, grazie alla quale aveva intrecciato rapporti e collaborazioni con tanti artisti maceratesi, ad agosto gli era valsa un premio alla carriera in Abruzzo al concorso nazionale di poesia “Modesto della Porta”. E quelle poesie visive fatte con ritagli di giornali e parole costruite una ad una che tiravano fuori il suo lato fanciullesco e giocoso.
Non è stata tenera la vita con Mario Monachesi. La prematura morte, nel 2014, della moglie Sonia era stato per lui un dolore enorme. Proprio grazie alla poesia e agli amici artisti era riuscito ad andare avanti e a ritrovarsi. Viveva per la figlia Chiara che adorava.
Il funerale sarà celebrato venerdì alle 10 nella chiesa Santa Maria della Pace. Da domani alle 9 sarà allestita la camera ardente all’obitorio dell’ospedale di Macerata.
A Cronache Maceratesi ha lasciato una poesia da pubblicare in una giornata di pioggia. L’ha intitolata “La pioggia salata” ed è dedicata a questa terra che tanto amava. La pubblichiamo questa sera perché come sempre di questa pubblicazione sarebbe stato contento.
La pioggia salata
Se la pioggia
fosse salata
avrebbe sete
Macerata.
Lo griderebbe
anche a Cremona
pur Palermo
e pur Sulmona.
Porca vacca
direbbe leso
il tremante
iperteso.
Chiuso in casa
non uscirebbe
fine pioggia
aspetterebbe.
Or bisogna
stare attenti
anche al cielo
e suoi intenti?
No tranquilli
seppur lesto
questo scritto
non fa testo.
È uno scherzo
letterario
senza bandiera
senza orario.
Se davver la pioggia
fosse salata
avrebbe sete
Fiuminata.
Lo urlerebbe
fisso fisso
pure Treia
e pure Visso.
Ma la pioggia
meno male
ha le gocce
senza sale.
C’è piuttosto
da intimarle
scendi piano
e senza ciarle.
Niente frane
niente danni
dacci gioia
tutti gli anni.

Mario Monachesi
Splendida persona…
Caro e gentilissimo amico, mi aveva chiesto una nota per un suo libro di aneddoti maceratesi. Avevo accolto onorato l’invito, anche perché erano pagine gradevolissime. Ma se anche non lo fossero state l’avrei accolto lo stesso per la splendida persona che era. Garbato, simpatico, riservato; non l’ho mai sentito lamentarsi. Anche nei momenti duri della sua giovane esistenza mi colpiva la sua serenità, il saper guardare il bicchiere mezzo pieno e l’umiltà (che è propria dei migliori) nel rimboccarsi le maniche e ripartire.
Caro Mario,
sei stato una bellissima lezione di vita. Un esempio che non dimenticherò.
Mi dispiace tanto. Grazie Mario dei tanti sorrisi che ci hai regalato.
Sentirò la mancanza dei suoi simpatici articoli domenicali!
Condoglianze alla famiglia,che la terra ti sia lieve carissimo Mario
Un dispiacere enorme.Dei miei 5 anni di assessorato ricordo la sua gentilezza e disponibilità nei confronti di tutti. Poi la sua depressione per aver scoperto la malattia. Poi ancora il dolore per la sua amata moglie. A fatica ma sempre si era risollevato attraverso la sua ironia e i suoi versi diventati un appuntamento settimanale. Perdiamo una grande persona.
ogni parola , frase dicitura marcata nel bellissimo dialetto mi faceva riaffiorare i bellissimi momenti semplici nostrani con mio Nonno. RIP
Macerata perde uno dei figli piu’ lodevoli
Mario, ce cunuscimo da quanno si bboccatu su lu Cumune.
Eriamo joenotti e me si sempre piaciutu per come eri fattu e pe le qualità che, non i mai strombazzato, ma ci sempre avuto.
Me dispiace tanto che te si jtu via cuscì presto.
Spero che armeno starai contentu de rtroà, in Paradisu, la jente che te vulia vè e a cui i vuluto vè.
E, dato che ce stai, nsegna pò de maceratese a la jente che stroi li, cuscì, quanno rrighimo anche noandri, ci starà chidù che ce capisce.
Quante e quante volte con te in Consiglio comunale. Un abbraccio da Guido.
Ciao Mario,grazie.
Allacciate nastri di crespo al collo dei pistacoppi.
Un caro amico che se ne va.
Speriamo che ci sia qualcun altro a scrivere la rubrica domenicale in dialetto. W il dialetto.
Da inizio anno infatti non c’era più il suo articolo domenicale che aspettavo sempre… riposa in pace.
Mi dispiace tantissimo, l’ho sempre stimato, ma da lontano, attraverso le sue pubblicazioni, purtroppo non l’ho mai conosciuto di persona. Ci mancherai. Grazie per quello che hai rappresentato per la nostra provincia. Un abbraccio ai familiari
Abbiamo perso un artista un poeta e una Gran Bella Persona,condoglianze alla Famiglia .
CIAO MARIO… CI MANCHERAI…! CI MANCHERANNO QUEI CALOROSI VERSETTI POETICI, QUEI ANEDDOTI DIALETTALI, DI UMILE STORIA E TRADIZIONI VISSUTE, LADDOVE VI ERA QUELLA CARICA D’AMORE, RISPETTO E QUELL PIACEVOLE PIZZICO D’ORGOGLIO, CHE SOLO TU SAPEVI IMPRIMERE…! UN’ABBRACCIO AD AMORINA CHIARA E TUTTI QUELLI CHE TI HANNO VOLUTO BENE ED APPEZZATO… R.I.P. ” SUER M A R I O “