Sostanza cancerogena nei profumi,
sequestrate 557 confezioni (Video)
CIVITANOVA - Operazione della Guardia di finanza, i prodotti avevano tra gli ingredienti il Lilian, eccipiente messo al bando. Denunciato il titolare di un negozio
Profumi a base di Lilial, una sostanza vietata, in vendita nel negozio: sequestrate dalla Guardia di finanza 557 confezioni di prodotti di profumeria e cosmesi in un negozio di Civitanova.

I controlli dei finanzieri della città costiera hanno portato al ritiro dal mercato di articoli contenenti butilfenil metilpropionale, una sostanza nota con il nome Lilial, vietata in quanto classificata tra le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche. I militari della compagnia di Civitanova hanno svolto una serie di controlli negli esercizi commerciali della città costiera allo scopo di verificare il corretto assolvimento delle prescrizioni imposte dalla normativa di settore, in ordine alle informazioni minime da indicare sulla merce esposta in vendita, per assicurarne un’oculata e consapevole scelta d’acquisto.
L’attenzione è stata proiettata anche verso quelle aziende potenzialmente esposte al rischio di detenere, per la vendita, cosmetici contenenti un composto chimico utilizzato per la preparazione, oggi vietato, alla luce dell’aggiornamento, a livello comunitario, dell’elenco delle sostanze considerate cancerogene. Una delle attività controllate esponeva in vendita 557 confezioni di articoli di profumeria e per la cura della persona contenenti la sostanza vietata. La merce è stata subito sottoposta a sequestro e il legale rappresentante della società denunciato alla procura.
Io trovo francamente sconcertante che ancora,quanto meno in articoli che possano causare danni alle persone si vada dai cinesi a comprare.. capisco che di soldi ce ne sono sempre meno ma farsi male credo costi ancor di più
Continuano i sequestri di prodotti pericolosi per la salute umana presso esercizi commerciali CINESI e, nonostante la frequenza degli interventi delle FF.OO., consumatori sprovveduti ed autolesionisti danneggiano anche i commercianti che rispettano le normative, continuando a frequentare tali negozi: incredibile!!!
Sarà anche effetto della propaganda politica di certe associazioni fiancheggiatrici che intorpidiscono le menti di sprovveduti come arma di distrazione di massa…
Non conosco le conseguenze della denuncia alla Procura, oltre alle sanzioni se penalmente si configura come attentato alla salute pubblica come dovrebbe e quanto rischia, ma in questi casi ci dovrebbe essere anche una educativa ESPULSIONE IN CINA, una sorta di VIA DELLA SETA AL CONTRARIO, perchè molto spesso delle sanzioni amministrative se ne fregano altamente cambiando spesso ditta e società proprio per non pagare imposte e contributi maturati.
I profumi si comprano in profumeria.
..e come disse il Saggioso…”Chi compla cinese lo fa a ploplie spese”!!! gv