Il “Controcanto di Natale”
al teatro La Rondinella
MONTEFANO - Stasera alle 21,15 in scena gli attori della giovane compagnia "TurboLento Teatro", ai quali si aggiungono i cori Oddo Marconi e DoReMi
«Quale sia l’ispirazione e l’incipit degli spettacoli teatrali di Dino Donatiello e del suo “TurboLento Teatro”, sai che ti troverai difronte ad una quinta di fantasia e gioco intelligente delle parti. Questa volta il materiale di ispirazione è stato il famosissimo “Canto di Natale” che Charles Dickens scrisse nel 1843». Con queste parole inizia la nota di presentazione dello spettacolo “Controcanto di Natale”, che andrà in scena questa sera alle 21,15 al teatro La Rondinella di Montefano.
«La trama è troppo nota, riproposta in teatro, al cinema, in cartoon ed anche in musical, per raccontare qui il sogno notturno che redime un vecchio avaro ed usuraio, in un benefattore dell’umanità povera e diseredata per l’avarizia cieca dei ricchi. Il futuro per il protagonista, dal nome quasi impronunciabile, Ebenezer Scrooge, non ha significato e valore, fino a quando non imparerà a sorridere al prossimo.
Al tempo di Dickens durante la seconda rivoluzione industriale nella metà dell’800, la povertà aveva numeri e condizioni umilianti per il genere umano, soprattutto se vissuta nell’indifferenza dei ceti più abbienti. È da questa situazione sociale che prende spunto lo spettacolo.
La produzione che offre Donatiello s’intitola, infatti, “Controcanto di Natale”, con la quale confessa l’ispirazione letteraria, facendo tuttavia molti passi drammaturgici che lo allontanano dalla semplice messa in scena del racconto lungo di Dickens. Se da quel racconto, dal quale ha preso campo tutta una rappresentazione della bontà natalizia comune al mondo cristiano occidentale, i ragazzi del “TurboLento Teatro” se ne appropriano in parte introducendoci degli elementi della cultura pop giovanile.

Il teatro a Montefano
Si potrebbe dire che la forma dello spettacolo che andrà in scena sia un teatro che trovando memoria in una vicenda della metà del XIX secolo, individua l’idea per farne trama attuale con i suoi attori della giovane compagnia “TurboLento Teatro”, ai quali si aggiungono i cori Oddo Marconi e DoReMi di Montefano. A questi ultimi il compito di cantare le melodie natalizie per creare lo scarto fra l’armonia di vita di chi ha scelto l’amore e la sincerità dei sentimenti – attingendo in parte al repertorio originale dell’Inghilterra di quel periodo – e chi, al contrario, la nega – vedi il protagonista – e con tonalità musicali quasi scordate, come fa il personaggio del fantasma riadattato alle esigenze della narrazione dello spettacolo.
Sul palco e nello spazio scenico il “Canto di Natale”, prende forme inaspettate e suggestive per lo spettatore. La scena è percorsa da un fantasma che l’avaro misantropo, protagonista del racconto, vede nel suo delirio notturno, contrapposta ad una serena seppur umile e precaria esistenza dei poveri in armonia di vita. Le melodie saranno decisive quando redento diventerà benefattore, lascerà gli incubi di una vita egoista, per far spazio alla sincerità verso il prossimo e l’amore dei canti di Natale.
Come è oramai un marchio di fabbrica del TurboLento Teatro, Dino Donatiello ha lasciato liberi i suoi giovani attori di muoversi dall’ispirazione letteraria fino a una scena attraversata dalle visioni dell’immaginario adolescenziale degli interpreti sul palco, coautori dello spettacolo. Per meglio seguire la bella storia natalizia di Dickens, lo spettatore deve lasciarsi guidare nelle associazioni non sempre scontate dei personaggi che faranno rivivere il Canto di Natale con il loro Controcanto.
Bello il lavoro d’insieme con i cori che scandiscono il tempo e sono la quinta musicale del palcoscenico diretti e accompagnati dal maestro Lorenzo Chiacchiera, mentre si muovono gli straordinari personaggi che prendono forma dalla fantasia dei ragazzi, sospesi fra ambientazione d’epoca ed incursione di moderni metallari.