Antenna di via Caracciolo,
il comitato pungola Ciarapica:
«Solo promesse elettorali»

CIVITANOVA - I residenti di Fontespina si dicono preoccupati per lo stallo di sei mesi nella mediazione per lo spostamento del traliccio e si sentono presi in giro: «Il tempo trascorso ci induce a ritenere che l'enfasi con la quale le nostre richieste sono state caldeggiate, siano ormai finite nel dimenticatoio ad elezioni concluse»
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Un’antenna

di Laura Boccanera

«A sei mesi di distanza nessun fatto, solo promesse elettorali». C’è malumore e rassegnazione da parte dei componenti del comitato contro l’antenna di via Caracciolo che lo scorso aprile avevano avviato una raccolta firme per chiedere al comune di intervenire per evitare che nella zona residenziale di Fontespina, in via Caracciolo, Iliad installasse su un terreno un’antenna che ha provocato preoccupazione fra gli abitanti. Ma come sottolinea oggi Mauro Rogani portavoce di quel comitato a sei mesi di distanza delle trattative con la compagnia telefonica non se ne sa nulla ed è scaduto anche il periodo di sospensione che Iliad aveva previsto per valutare le nuove condizioni. Il sindaco infatti lo scorso maggio aveva annunciato una mediazione che aveva portato allo spostamento dell’antenna nell’area adiacente all’Eurospin.

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Azzurra Marcucci e Mauro Rogani, tra i promotori del Comitato

Ma ad oggi di quella trattativa, come spiegano i residenti, non si sa più nulla. «Oltre la delibera di giunta con la quale si assume l’impegno a iniziare una concertazione con Iliad per la delocalizzazione dell’antenna lontano dalle abitazioni non c’è nulla – spiegano i residenti – sebbene per vie brevi veniamo rassicurati il tempo trascorso ci induce a ritenere che l’enfasi con la quale le nostre richieste sono state caldeggiate, siano ormai finite nel dimenticatoio ad elezioni concluse».

I residenti infatti mostrano rassegnati i messaggi e i rimpalli col sindaco che rassicura sul procedimento e sulla riuscita della mediazione che però ad oggi è ferma e, anzi, temono i residenti, stia andando avanti ma non nella direzione auspicata. «La necessità di riportare l’attenzione sull’argomento nasce dalla preoccupazione del quartiere – prosegue Rogani – temiamo che le pacche sulle spalle siano state solo un gioco elettorale e che passata l’euforia della vittoria la politica abbia issato bandiera bianca. Non possiamo credere che sia accaduto l’irreparabile perché ciò significherebbe una sconfitta per tutta la comunità di Fontespina e di tutti quelli che nella delibera si dichiarano solidali, ma ad oggi non hanno mosso una paglia».

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