Disturbi del comportamento alimentare,
focus in un convegno del Rotary
CAMERINO - Il presidente Nazzareno Micucci ha organizzato un incontro nella sala del rettorato di Unicam. Gli interventi dei relatori

Un momento del convegno
Focus sui disturbi del comportamento alimentare a Camerino grazie al Rotary Club del presidente Nazzareno Micucci, che ha organizzato un convegno con nella sala del rettorato di Unicam. Riflettori puntati su un tema che rappresenta una delle problematiche più diffuse e comuni nelle fasce d’età giovanili, che si manifesta prevalentemente in età adolescenziale, tra i 15 e i 19 anni, mentre ora l’età di esordio tende ad abbassarsi sempre più. In Italia sono oltre 3 milioni le persone che soffrono di disturbi alimentari: anoressia nervosa, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder).
A fare gli onori di casa il rettore di Unicam Claudio Pettinari, che ha ricordato come «il cibo e l’alimentazione siano temi affrontati in più corsi di laurea Unicam, a partire da Scienze enogastronomiche, Medicina veterinaria, Biologia, Chimica degli alimenti, Scuola del farmaco e da ultimo nel nuovo corso di Nutrizione e sport».
In rappresentanza del governatore era presente il dottor Stefano Gobbi, presidente della commissione socio-sanitaria del Distretto Rotary 2090, il quale «ha annunciato che da poco è stata istituita una sotto commissione a livello distrettuale dedicata ai Dca, il cui responsabile è il presidente camerte Nazzareno Micucci».
Il vice presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, citando i dati dell’Oms ha ricordato come «le morti degli adolescenti per disturbi da comportamento alimentare si trovano, purtroppo, al secondo posto dopo gli incidenti stradali» e ha promesso «l’impegno da parte della politica nel sostenere iniziative di questo genere, anche favore delle famiglie colpite da questa malattia per non lasciarle sole ad affrontare il problema».
«E’ importante che dalle parole poi si passi ai fatti – ha sottolineato il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli – dopo questo convegno il Rotary, infatti, a partire dal 19 novembre andrà nelle scuole della città a portare avanti una campagna di informazione e sensibilizzazione su queste tematiche nei confronti dei nostri giovani, che sono stati i più colpiti dalle conseguenze del terremoto e a seguire della pandemia, perchè hanno visto accentuati i loro disagi e le loro malattie».
Moderatore del convegno è stato il dottor Stefano Nassini, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Area Vasta 3, che «ha plaudito all’iniziativa ideata dal presidente Rotary Micucci perché si è trattato di un investimento in consapevolezza sui Dca, portando alla luce un’epidemia moderna, forse passata un po’ nel dimenticatoio, che colpisce i giovani tanto che un adolescente su sette soffre di disturbo mentale. Mi auguro che questo progetto – ha chiarito il dottor Nassini – vada avanti nel tempo e possa diventare strutturale in questo territorio».
La dottoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra, direttore Dca dell’Asl Umbria 1 e componente dello staff del Ministero della Salute che si occupa di queste problematiche, ha offerto un’ampia panoramica sui disturbi del comportamento alimentare: «Con la pandemia si è avuto un incremento del 40 per cento dei casi e si è abbassata l’età dei ragazzi che soffrono di disturbi alimentari gravi, anche sotto i 14 anni: questi sono il 30 per cento. Sono, soprattutto, ragazzi tra i 12 e i 17 anni e aumentano casi nel sesso maschile. Secondo me i Dcs sono nuove forme di depressione, perché i ragazzi che ne sono colpiti spesso sono molto intelligenti, bravi a scuola, che improvvisamente si spengono, hanno paura di vivere, soffrono, ma nello stesso tempo non chiedono aiuto. Le quattro aree in cui si concentra l’intervento della prevenzione di queste malattie sono rappresentate dalla scuola, dal mondo dello spot (in particolare la ginnastica artistica e la danza), dalla realtà dei prodotti dimagranti (che dopo l’aspirina sono i prodotti da banco più venduti in farmacia) e dal mondo dei mass media, tra cui i social come Instagram, Facebook e Tik Tok. Se consideriamo i dati del 2020 ci sono stati 3.158 decessi correlati ai disturbi del comportamento alimentare, tra cui molti suicidi. I Dca hanno un’eziologia multifattoriale, dipendono da fattori genetici, culturali, sociali, ma sono malattie curabili se si interviene tempestivamente e attraverso cure appropriate. Il nucleo fondante del disturbo è il fatto che il cervello diventa cieco, chi ne soffre si vede grasso anche quando non lo è, perché è in atto una dispercezione della realtà e le cure devo durare almeno due anni. Esistono diversi livelli di trattamento della malattia, a cominciare dal ruolo che svolgono i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta nel capire in tempo il manifestarsi del disturbo, poi ci sono gli ambulatori specialistici, quelli intensivi/diurni, per continuare con la riabilitazione residenziale e, infine, con il ricovero ospedaliero visto come terapia salva vita».
La dottoressa Francesca Rossetti, coordinatrice infermieristica dell’ambulatorio di Umbertide, ha affrontato il tema della famiglia coinvolta nella malattia dei figli e del ruolo che svolge per aiutarli a superare il problema alimentare. «Il nucleo familiare da imputato, quale era considerato negli anni ’70, oggi viene considerato come l’alleato più prezioso nel processo di guarigione del paziente».
Gli interventi successivi sono stati a cura della dietista Miriam Santinelli del centro Dca dell’Asl Umbria 1, che ha parlato di cibo ed emozioni e, infine, della dottoressa Maria Beatrice Morelli, ricercatrice Unicam che si occupa degli studi pre-clinici utilizzati nelle terapie, per capire attraverso i modelli di studi realizzati con i topi i meccanismi alla base dei disturbi del comportamento alimentare. «In Italia, giova ricordarlo, nel 2022 sono presenti 112 strutture dedicate ai Dca, solo 18 si trovano in Centro Italia, mentre nelle Marche abbiamo un percorso clinico assistenziale per il ricovero presso le U.O. di Medicina Generale degli ospedali di Fermo e Jesi ed è presente a San Marcello, in provincia di Ancona, la residenza “Villa Oasi”, una struttura residenziale per minori e adulti con disturbi del comportamento alimentare, accreditata con il Servizio sanitario regionale».