Multate (senza saperlo) 7 anni prima,
arrivano ingiunzioni quadruplicate:
fanno ricorso e lo vincono
SERRAVALLE - Due automobiliste si sono viste arrivare richieste di pagamento da una agenzia di riscossione incaricata dal Comune. Ma non sapevano nemmeno di avere avuto contravvenzioni né sono state allegate negli atti. Il giudice di pace ha dato loro ragione

Una contravvenzione
di Gianluca Ginella
Si vedono arrivare a casa richieste di pagamento per multe di cui non avevano idea e che risalgono a 7 anni prima e con importi quadruplicati (le somme erano indicate ma dei verbali nemmeno l’ombra). Due automobiliste hanno fatto ricorso e lo hanno vinto.
La vicenda riguarda delle contravvenzioni che le automobiliste avrebbero preso nel 2015 nel comune di Serravalle. A gennaio era arrivata la richiesta, un atto ingiuntivo, da parte della Fintel Engineering, che aveva ricevuto mandato dal comune di Serravalle di occuparsi della riscossione di quanto dovuto per le multe.

L’avvocato Alessia Pepi
«Due mie assistite si sono viste arrivare a casa una ingiunzione di pagamento per vecchie multe: una di circa 2mila euro, l’altra di 1.200 – dice l’avvocato Alessia Pepi -. Multe di cui era indicato l’importo e che era quadruplicato nelle richieste dell’agenzia di riscossione. In realtà loro non hanno mai ricevuto queste contravvenzioni e alla nostra richiesta di inviarci via Pec queste multe non abbiamo avuto risposta». Il legale ha fatto ricorso al giudice di pace di Camerino, sottolineando sia il fatto che nessuno si è mai degnato di rispondere alle loro richieste, sia, più tecnicamente, sul fatto che il verbale di contravvenzione non sia stato allegato: «Ormai granitica giurisprudenza di legittimità ha stabilito che, in tema di riscossione, va dichiarata la nullità per difetto di motivazione della cartella di pagamento – scrive il legale – che faccia rinvio ad un altro atto costituente il presupposto dell’imposizione senza indicarne i relativi estremi in modo esatto, allorché tale atto non sia stato previamente allegato e comunicato al contribuente».
Nel caso di specie «l’unica cosa certa che si evince del provvedimento impugnato è che la pretesa azionata è relativa ad una contravvenzione rilevata nel comune di Serravalle nel 2015», «passi che per disposto di legge l’ente ha avuto ben quattro anni per girare e studiare le proprie carte, usufruendo della sospensione dei termini “terremoto” fino al 31 dicembre 2019, ma veramente inconcepibile appare che si pretenda che un qualsiasi cittadino tenga non solo la documentazione ma anche la memoria dei verbali ricevuti per ben oltre sei anni dal fatto».
Nell’atto il legale continua: «Altrettanto inconcepibile se non veramente indegno appare l’assurdo, protervio silenzio dell’ente esattore che nemmeno si degna di rispondere alla richiesta di invio di copia degli atti». Il giudice di pace Antonino Di Renzo Mannino ha dato ragione alle automobiliste e condannato la Fintel Engineering a pagare le spese legali. Quelli dell’avvocato Pepi sarebbero solo due di diversi ricorsi arrivati al giudice di pace per via di queste richieste di pagamento.
sono proprio ridicoli…fanno multe ipotetiche…mandano chi riscuote per loro senza mostrare uno straccio di prova e pretendono che le due pagano senza battere ciglio…ma in che film vivono…io lo dico spesso…la gente..avvolte..è proprio curiosa!
Complimento Avvocato, ottimo lavoro, questo sistema per fare cassa deve scomparire, ora chi ha sbagliato paghi le spese.
una condanna per tentata rapina no?