La forza dei genitori di Emanuele:
«Crediamo sia morto per voi giovani,
il suo un messaggio
sulla fragilità della vita»

TOLENTINO - Laura e Giovanni oggi pomeriggio hanno parlato al funerale del figlio morto in un incidente stradale. Silenzio in chiesa dopo le loro parole: «Bisogna dedicare il giusto tempo al lavoro, allo studio, e il giusto tempo agli amici e al divertimento; non si può andare a dormire alle sette del mattino tutti i fine settimana. Hai dimostrato quello che volevamo da te: essere gentile e rispettoso, lo testimoniano le centinaia di persone che hai radunato qui oggi». Striscione del Tolentino calcio all'uscita della chiesa. Messaggio anche per il conducente dell'auto su cui viaggiava il 21enne che è ancora ricoverato. Padre Gabriele Pedicino: «Tu che sei stato un ultras, sarai allenatore per tutti i tuoi cari»
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Il funerale di Emanuele Mosca. Lo striscione davanti alla chiesa

di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)

«Noi vogliamo credere che Emanuele sia morto per tutti voi giovani, per farvi capire quanto sia fragile la vita. Bisogna costruirla, dedicare il giusto tempo al lavoro, allo studio, e il giusto tempo agli amici e il divertimento; non si può andare a dormire alle sette del mattino tutti i fine settimana, e questo Emanuele lo faceva», così Laura e Giovanni Mosca, i genitori del 21enne che ha perso la vita nella notte tra sabato e domenica in un incidente d’auto, nel giorno del funerale del figlio.

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I genitori di Emanuele

Un monito al valore della vita nel loro giorno più doloroso. Nella chiesa dello Spirito Santo di Tolentino, che non è riuscita a contenere le oltre quattrocento persone che hanno voluto rivolgere l’ultimo saluto al 21enne, le parole del papà e della mamma, hanno fatto scendere lunghi minuti di silenzio e riflessione su una comunità ancora sconvolta.

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Emanuele Mosca

«E’ dura dire che ho sbagliato – ha detto papà Giovanni con voce che a stento tratteneva il dolore – a volte ci siamo arrabbiati, pensavo che non mi stessi a sentire, ma mi devo ricredere. Mi hai dimostrato quello che volevo da te: essere gentile e rispettoso, lo dimostravi fuori dalla famiglia, come testimoniano le centinaia di persone che hai radunato qui oggi. Eri un macello in senso buono, amavi divertirti. Ma se oggi, tutta questa gente è qui per te, ci sarà un perché. Avevi una grande famiglia, la nostra, e quella del lavoro dove tutti gli operai ti volevano bene». Ai ragazzi presenti i genitori di Emanuele Mosca hanno detto ancora: «C’è una parte, l’anima, che non dovete sottovalutare. Se noi genitori rischiamo di non ascoltarvi o rispondere alle vostre domande, qui a Tolentino trovate la Comunità Agostiniana pronta ad ascoltarvi, senza pregiudizi, dove potete aprire la vostra anima».

FuneraleEmanuele_FF-5-650x434Al centro della chiesa il feretro del giovane avvolto da due sciarpe cremisi del Tolentino calcio, la squadra che Emanuele sosteneva ogni domenica. Stretta attorno alla famiglia seduta in prima fila, un’intera comunità dove erano presenti anche il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e gli assessori Elena Lucaroni, Flavia Giombetti e Alessia Pupo.

A celebrare la funzione padre Gabriele Pedicino, circondato da numerosi altri sacerdoti di Tolentino e dai frati della comunità Agostiniana di San Nicola dove il fratello di Emanuele, Alessandro, ha iniziato il prenoviziato un anno fa.

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Gli amici più stretti hanno indossato una t-shirt bianca con la foto del giovane davanti e la scritta “Manue’” sul retro. Due di loro: Nicola Marzi e Leonardo Bistocco, hanno letto un ricordo dall’altare rivolgendo parole anche al conducente della Bmw nella quale viaggiava Emanuele, ancora ricoverato in ospedale dopo le gravissime lesioni riportate e da poco uscito dal coma indotto.

«Caro Diego, ti mandiamo un grossissimo abbraccio. Ricordati che Emanuele è li con te e ti sostiene in ogni momento. Ti facciamo un in bocca al lupo, rimettiti presto». E poi a Emanuele, il loro amico scomparso troppo presto. «Eccoci qua fratellino, tutti insieme per darti l’ultimo saluto e ricordati che sarai sempre il nostro piccolo diavoletto. Sei sempre stato il primo a fare festa, a incoraggiare tutti. Ti salutiamo piccola peste».

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I due amici in chiesa

«Emanuele, non so se hai mai pensato al tuo funerale – ha esordito padre Gabriele nell’omelia – sicuramente non lo hai mai immaginato con tutti questi preti; questi sono i misteri che avvolgono la nostra vita. Proprio perchè Dio ha a cuore i suoi figli, dobbiamo credere, e non convincerci, che se ha permesso questo, è per un progetto più grande di noi. Tu che sei stato un ultras, sarai allenatore per tutti i tuoi cari».

Il sacerdote ha inoltre ricordato le tante giovani vite spezzate che Tolentino ha pianto negli ultimi anni: Nicola Scisciani, Nicolò Ceselli e Federico Bordi. Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro, portato a spalla anche dal socio del papà di Emanuele, Samuele Ruggeri. Ad attenderlo, gli amici più stretti che hanno fatto volare in cielo un grosso cuore rosso e palloncini bianchi. A fare da cordone, nell’ultimo viaggio di Emanuele, i tifosi del Tolentino, la prima squadra e la dirigenza con un uno striscione: “Grazie di tutto fratello. Ciao Emanuele”. Un altro striscione era stato appeso all’ingresso della chiesa: “Emanuele vive”.

(Aggiornato con servizio completo)

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