Se ne va un pezzo di storia,
l’edicola della stazione
chiude dopo 59 anni
CIVITANOVA - L'attività era stata aperta da Angelo Luise nel 1963: oggi un via vai di clienti affezionati per il saluto. La figlia Luciana: «Chiudiamo un po' perché è una scelta di vita, un po' perché tra crisi dell'editoria e aumenti delle bollette diventa sempre più difficile avere un'attività di questo tipo»

L’edicola della stazione
di Laura Boccanera
Quando per la prima volta aprì la porta della sua edicola aveva appena 18 anni Angelo Luise. Oggi nel chiudere quel capitolo della sua vita iniziato nel 1963 gli scende una lacrima. Per 59 anni è stato l’edicolante della stazione.

Angelo Luise, la figlia Luciana e la moglie
Quando i treni da Civitanova partivano anche di notte e le valige erano ancora di cartone in alcuni casi. Chiude la storica attività commerciale della stazione, oggi è l’ ultimo giorno per la titolare Luciana, 59 anni fa il suo papà aveva aperto quell’edicola che era poco più di un chioschetto: «Vede che per terra c’è una pavimentazione diversa? Lì finiva il chiosco», racconta. Era poco più di un quadrato in cui vendeva quotidiani e riviste: «Quando scaricavo c’era la fila la mattina per prendere i giornali, gente che andava e veniva, ma anche persone del posto».
Da 12 anni alla guida la figlia di Angelo Luise, Luciana: «Chiudiamo un po’ perché è una scelta di vita, un po’ perché tra crisi dell’editoria e aumenti delle bollette diventa sempre più difficile avere un’attività di questo tipo». Oggi è un via vai di clienti affezionati che passano per un saluto: «Sono venuti in tantissimi – racconta ancora Luciana – ci hanno portato addirittura dei regali. Dovremmo essere noi a ringraziarli per tutti questi anni di fedeltà. La loro presenza è stato il più bel regalo per noi». Papà Angelo si commuove a ripensare agli inizi, a quei tempi andati e a tutta la vita che fra un Intercity e un regionale è corsa via verso il futuro. Ora un nuovo capitolo nelle loro vite. I locali dell’edicola ora invece tornano di proprietà delle Ferrovie, al momento non c’è ancora un progetto di destinazione.
Una stazione senza edicola è zoppa, dopo anni di lavoro la pensione è un diritto da godere fino a quando chi sta lassù lo concede, a questa tristezza se ne aggiunta un’ altra che scatenerà una moria di attività senza precedenti se non arrivano dei paletti….senza contare le famiglie che se mangiano non si riscaldano….che vergogna, lo stato che ci dovrebbe proteggere ci uccide questo è un parricidio a tutti gli effetti.
Un altro piccolo gioiello di economia civitanovese entra nel cimitero delle aziende locali e nazionali che stanno chiudendo scontando la pessima gestione degli ultimi governi.