Simone Riccioni e Marianna Fazzino,
storia di un matrimonio
«Una insegnante di recitazione come Cupido»
AMORE - L'attore di Corridonia racconta come ha conosciuto la moglie durante il lockdown. Le nozze all'Abbadia di Fiastra, poi il ricevimento al Casolare dei Segreti

Simone Riccioni e Marianna Fazzino
di Alessandra Pierini
Una storia d’amore che potrebbe essere raccontata in un film. E’ quella dell’attore di Corridonia Simone Riccioni e dell’insegnante grossetana Marianna Fazzino che sabato hanno pronunciato il loro “sì” all’abbadia di Fiastra per poi festeggiare con centinaio di familiari e amici al casolare dei Segreti a Treia. Tra i presenti l’attore Samuele Sbrighi, da anni molto vicino professionalmente a Riccioni, Fabrizio Tantucci di Lando e Dino, Alex pacifico, l’agente romano di Riccioni, la dottoressa Elisabetta Garbati e il dottor Mariano Avio. E non poteva assolutamente mancare Paula Boschi, il “Cupido” della coppia.

«Paula insegna nella mia scuola di recitazione “Cinema che passione” – racconta il neo sposo – ma è anche docente all’Accademia di Roma. Marianna lavorava a Roma come insegnante alla scuola dell’infanzia e alla primaria ma, per passione, si è iscritta all’accademia e aveva Paula tra i suoi insegnanti. Un bel giorno è venuta da me e mi ha detto “Simone, ho conosciuto al donna della tua vita, siete fatti per stare insieme” e io le ho risposto “Paula, io non credo a queste cose, succedono solo nei film”».
Ma l’insegnante non si è lasciata scoraggiare ed è passata all’azione. «Paula ha preso il mio telefonino che le lasciavo spesso per fare delle foto e dal mio profilo Instagram ha scritto a Marianna spacciandosi per me e invitandola a venirmi a trovare. Quando ho recuperato il telefono ho trovato la risposta di Marianna e per un giorno ci siamo scritti. Poi più niente per 7-8 mesi».
Arriviamo così al lockdown, un periodo per niente semplice per tutti, e per gli attori era davvero impossibile lavorare. «Pubblicai una storia su Instagram – ricorda Riccioni – e Marianna rispose dicendo che non era d’accordo con me. E’ così che abbiamo iniziato a confrontarci e ci siamo sentiti telefonicamente. Dopo qualche settimana il nostro primo incontro e da quel momento non ci siamo più lasciati. Insomma è un film nel film».
Marianna si è trasferita nel Maceratese e lavora in una scuola della provincia e sabato è arrivato il grande giorno. «Da attore so gestire le emozioni – dice Simone – ma non quando il matrimonio è il mio. Ho pianto, mi sono emozionato tantissimo, mi sono divertito come un bambino perché lei è veramente meravigliosa».

Per anni mi sono chiesto quale sarebbe stata la fine sentimentale di questo nostro illustre Concittadino, giovane attore di belle speranze. E ideatore di film di contenuto molto umano ed etico.
Il mondo di Simone è pieno di “luci” e di “ombre”. Molte “ombre”… Come ebbe a dirmi un giorno, quando gli chiesi come se in quel mondo si poteva arrivare al successo “indenni”…
Conforme agli insegnamenti avuti dalla sua famiglia (dedicata pure agli “altri”), Simone è rimasto ancorato alla visione etica della sua vita. Non è entrato in scena sul cavallo bianco, dicendo alla sua principessa: “Eccomi!”. Ha semplicemente iniziato con una comunicazione a due sensi, complice una amica comune, come un comune umano, con una giovane, per quei casi inspiegabili, ma che sono decisi ancora prima del comcepimento in ambienti di cui abbiamo perduto il ricordo…
Caro Simone, vi siete finalmente ritrovati… Chissà quanto vi siete cercati in tutte le anse dei mondi superfisici.
Mi facesti conoscere questa tua moglie mesi fa. Vedendovi insieme mi sono detto: “Che strano ragazzo… Uno che saprebbe recitare ogni tipo di parte per la sua bravura nel suo mondo di luci, nella parte più intima del cuore è rimasto uno di noi…”
Simone, mi piacerebbe vivere (ho 83 anni) per poterti vedere un giorno, insieme a tua moglie, con un bimbo in braccio. A Dio piacendo.
Si si all’ “abbadia”, che non è più tale nella sostanza, si “celebrano” solo “matrimoni” di magistrati e attori, personaggi che danno lustro secondo il mondo, non può sposarvisi chi ha un cammino spirituale sano, magari nato proprio lì, senza fronzoli e che non fa pubblicità…infatti l’ordine non c’è più…è un teatro per pantomime
Ai novelli sposi vadano i miei più sentiti auguri