Servizio pre scuola a pagamento,
la protesta delle mamme
«Non pagheremo»
MACERATA - Un gruppo di genitori ha scritto al sindaco Sandro Parcaroli: «Le chiediamo di utilizzare quella che il diritto privato chiama “la diligenza del buon padre di famiglia” ossia un impegno concreto da parte sua nel soddisfacimento dell’interesse comune»

La scuola Salvo D’Acquisto
«Non pagheremo il pre scuola, la richiesta è inopportuna e priva di qualsiasi fondamento». Sul piede di guerra le mamme di una classe del plesso Salvo D’Acquisto di Macerata che non hanno preso affatto bene la decisione dell’amministrazione di far pagare il servizio di pre scuola.
Così le mamme di alunni e alunne che usufruiscono del servizio hanno scritto una lettera al sindaco Sandro Parcaroli in cui spiegano che non pagheranno.
«Penso che concorderà con noi nel dire sia estremamente iniquo stabilire una somma di denaro, valutando come extrema ratio, un utilizzo del pre-scuola di 5 o 6 giorni per tutti gli alunni – quando molti lo usano solo qualche giorno a settimana. Supponiamo che sia dello stesso parere in relazione alla richiesta di tale quietanza anche da parte di quei genitori che già si accollano le spese del trasporto mattutino, non avendo essi alcuna capacità decisionale in merito all’orario di arrivo dei mezzi pubblici».
Le famiglie sottolineano anche le difficoltà oggettive nel pagamento: «Siamo a scriverle per palesarle la difficile situazione che ogni famiglia sta affrontando. Ognuno di noi sopporta ogni giorno il peso di spese improcrastinabili per garantire quanto necessario ai propri figli. Ognuno di noi gestisce orari lavorativi e familiari, che evidentemente mal si conciliano con il non utilizzo del servizio pre-scuola.
Ognuno di noi però è ben cosciente di aver iscritto i propri figli ad una scuola pubblica, dove i diritti essenziali debbono essere garantiti. Le chiediamo pertanto di utilizzare quella che il diritto privato chiama “la diligenza del buon padre di famiglia” ossia un impegno concreto da parte sua nel soddisfacimento dell’interesse comune».
(redazione Cm)
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Money money money così è la vita no money no party.
I comuni non hanno più soldi e con l’aumento delle bollette e dei costi in generale non riescono più a garantire i servizi, tanto se entra 10 non puoi spendere 11, la colpa non è certo del sindaco ma tanto i conti devono quadrare
L’assessore al bilancio vada a cercare i soldi nelle pieghe del bilancio: li troverà… Smettendo così di dare ossigeno ai Dem in apnea.
E se non li troverà?
Significa che l’amministrazione Parcaroli è alla frutta e arriverà alle prossime elezioni a pezzi.