Ponte sul Chienti, Micucci:
«Nessuno ricorda che è opera di Ceriscioli
Intanto i costi sono raddoppiati»

CIVITANOVA - Il capogruppo del Pd commenta la firma dell'accordo con il Comune di Porto Sant'Elpidio. «La macchina della propaganda si è messa in moto, spacciando per proprio ciò che veniva dalla precedente legislatura»

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Francesco Micucci

Collegamento fra Civitanova e Porto Sant’Elpidio, «è un risultato della giunta Ceriscioli, nessuno degli amministratori ne ha fatto cenno e i costi sono raddoppiati, la macchina della propaganda si è messa in moto, spacciando per progetto proprio ciò che veniva dalla precedente legislatura». Il capogruppo del Pd Francesco Micucci interviene all’indomani dell’annuncio dell’accordo fra i due comuni per la realizzazione del ponte sul Chienti. Un progetto, che come ricorda Micucci, appartiene alla giunta regionale Ceriscioli che nel 2019 tenne un incontro pubblico per presentare il progetto di massima e l’investimento.
«La gratitudine non è di questo mondo, e questo lo si sapeva – commenta Francesco Micucci – men che meno del mondo della politica. Ma quanto accaduto in questi giorni col ponte ciclopedonale sul fiume Chienti tra Civitanova e Porto Sant’Elpidio ha dell’incredibile: una corsa a vantare i propri meriti e le proprie promesse mantenute tra Acquaroli, Ciarapica e Borroni. E non uno di questi che abbia avuto il buon gusto di ricordare l’artefice di questo progetto e di questo investimento: Luca Ceriscioli e la sua giunta, col piccolo contributo anche del sottoscritto allora consigliere regionale. Era infatti  dicembre 2019 quando in un incontro pubblico veniva presentato il progetto di massima e l’investimento ad esso collegato dato dai fondi europei della ciclovia adriatica, di cui le Marche erano già allora capofila. Da allora in due anni di giunta Acquaroli solamente adesso si è riusciti a firmare un protocollo di intesa tra Regione ed enti locali. Il progetto ancora non è stato presentato ai consigli comunali, poi partirà tutta la trafila dell’assegnazione dei lavori che, forse, partiranno entro il 2023, lavori il cui costo, per la cronaca, raddoppia. Dai 2 milioni di euro previsti inizialmente ad oltre 4. Dicono per l’aumento dei costi per le materie prime, la solita efficienza della destra, per la quale il controllo della spesa pubblica non è mai stata una priorità».

 

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