Pericolo capriolo a Penna San Giovanni
«Ha già ferito due persone»

IL SINDACO Stefano Burocchi sta studiando la situazione anche con l'Urca: «Si trova in contrada Magli, per uno dei due feriti sono stati necessari 39 punti di sutura: è un fatto strano perché di solito non è un animale aggressivo. Non me la sento però di fare un'ordinanza generalizzata altrimenti tutti possono essere legittimati ad uccidere un esemplare maschio»
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capriolo

Un capriolo (foto d’archivio)

 

di Giulia Sancricca

Nell’immaginario collettivo ispira tenerezza, a Penna San Giovanni, però, negli ultimi tempi sta facendo paura un esemplare di capriolo che aggredisce gli umani. Una voce che si è fatta sempre più persistente nel piccolo paese dell’entroterra, tanto da costringere il sindaco Stefano Burocchi a prendere provvedimenti.

«Sappiamo che il capriolo ha ferito un cittadino pennese e un turista – racconta il sindaco – . Per il primo sono stati necessari 39 punti di sutura. In particolare l’animale si trova in contrada Magli e mi è stato riferito che dovrebbe avere tre anni. È un fatto strano perché di solito il capriolo non è aggressivo, è un animale mite e se attacca lo fa con i suoi simili. Sto verificando la situazione – precisa – , sto dialogando con l’Urca (Unione Regionale Cacciatori Appennino) che monitorizza la selvaggina nelle Marche, ma prima di emettere una ordinanza di abbattimento per pericolo pubblico devo avere chiare tutte le situazioni. Non me la sento – ammette il sindaco – di fare una ordinanza generalizzata, altrimenti tutti possono essere legittimati ad uccidere un esemplare maschio di capriolo».

Proprio nel periodo in cui i Sibillini si trovano ad accogliere centinaia di turisti, Penna San Giovanni deve fare i conti con un animale che potrebbe scoraggiare le visite. «Devo trovare un equilibrio tra la sicurezza pubblica e la salvaguardia della fauna – dice Burocchi – . È una fase decisionale: debbo motivare bene la scelta perché la selvaggina va tutelata, non gestita in maniera approssimativa. Mi dispiace però che ci sia questa paura: sapere che i turisti potrebbero essere restii a passeggiare nelle nostre meravigliose campagne mi spinge a trovare una soluzione il prima possibile».



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