Lottizzazione Il Bracciale
«Nuova convenzione con la curatela
Una rassicurazione per 40 famiglie»
MACERATA - L'amministrazione ha dato l'ok ad una rimodulazione: «Che si propone il triplice scopo di agevolare il completamento dell’intera lottizzazione residenziale, di favorire l’ultimazione dei lavori e di rassicurare i privati che hanno già acquistato alcune unità immobiliari». L'assessore Iommi: «Un fallimento l'operazione urbanistica»

L’assessore Silvano Iommi
Nuova convenzione con la curatela fallimentare della lottizzazione Il Bracciale, la giunta dà l’ok. L’Amministrazione, infatti, ha espresso nei giorni scorsi l’indirizzo favorevole alla stipula di una rimodulazione della convenzione esistente per la lottizzazione di Piediripa. «Con questo atto – spiega il Comune – si propone il triplice scopo di agevolare il completamento dell’intera lottizzazione residenziale, di favorire l’ultimazione dei lavori sugli immobili rimasti incompiuti e di rassicurare i privati che hanno già acquistato alcune unità immobiliari (40 famiglie circa) sulla possibilità di ottenere in tempi brevi la certificazione di agibilità utile anche ai fini della compravendita dei singoli alloggi».
«Come si ricorderà, nel 2009 furono accettate 19 proposte progettuali del “Piano Casa” ai sensi di un bando pubblico concepito sin dal 2002/2003 per realizzare circa 300mila metri cubi di edilizia residenziale convenzionata che poi divennero circa 600mila in sede di variante definitiva, con tutta una serie di “extra oneri” che comportavano di fatto il 50% degli utili a favore del Comune – ricorda l’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi -. Di questi 19 piani di lottizzazione solo nove risultano oggi convenzionati mentre gli altri sono rimasti inattivi. Dei nove convenzionati, sei sono stati effettivamente attivati e di questi sei, due non sono mai partiti, due sono faticosamente arrivati a compimento mentre i restanti due sono stati bloccati da problematiche finanziarie. In definitiva è oggi reso palese quello che già 15 anni fa qualcuno aveva osservato in Consiglio comunale: cioè il fallimento complessivo di tale operazione urbanistica che ambiva a portare nelle casse comunali un tesoretto di svariati milioni di euro e centinaia di alloggi popolari. In realtà quella estremizzazione ideologica del principio definito “cessazione della gratuità del beneficio urbanistico” attraverso l’introduzione di extra oneri, avendo incrociato anche una delle più impattanti crisi economiche del Paese, non ha prodotto nulla di sostanzialmente positivo, lasciando sul campo altre opere incompiute e pessime immagini urbane difficili da risolvere e gestire», ha concluso Iommi.