Macerata piange Pino Brizi,
un signore del calcio
Dolore per «il Beckenbauer viola»

LUTTO - Simbolo della Maceratese e bandiera della Fiorentina. Aveva 80 anni. Il funerale sabato alle 9,30. Il figlio Gianluca: «Dopo tante vittorie ha perso l'ultima partita». I ricordi di Giancarlo Nascimbeni, Maurizio Mosca, Pino Ciappelloni
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Brizi

Pino Brizi nella serata dei 90 anni della Fiorentina

di Mauro Giustozzi

Se ne va un signore del calcio di un tempo che adesso non c’è più. Macerata piange Pino Brizi che si è spento oggi all’ospedale cittadino dove si trovava ricoverato da qualche giorno. Aveva 80 anni più della metà dei quali passati nel calcio prima da giocatore e poi da allenatore. Un fuoriclasse in campo e nella vita.

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Pino Brizi

Cresciuto nella Robur Macerata, si era messo in evidenza nella Maceratese (1957-59) dove fu notato dalla Fiorentina fino a diventare una bandiera della società viola indossandone la maglia dal 1962 al 1976. Nella squadra toscana degli anni Sessanta, colloquialmente definita Fiorentina ye-ye per la presenza di molti giovani, lo stesso Brizi fu lanciato titolare assieme a vari coetanei come Gonfiantini, Rizzo e Merlo. Nella stagione 1968/69 fu tra i protagonisti nella vittoria del secondo scudetto dei viola. Con la maglia gigliata giocò 280 gare in Serie A e 46 in Coppa Italia più 6 in Coppa Campioni, 16 in Coppa Mitropa, 6 nella Coppa Anglo-Italiana e 2 nella Coppa di Lega Italo-Inglese; giocò inoltre le finali di Coppa delle Alpi 1970, Coppa Mitropa 1971-1972, Coppa Anglo-Italiana 1973. Chiuse la carriera da calciatore sempre nella Maceratese (1976-77) per passare poi a ricoprire il ruolo di allenatore quando mossi i primi passi nel Tolentino. Di li il ritorno alla Maceratese in panchina dove sul finire degli anni Settanta ed inizio anni Ottanta vinse prima il campionato di serie D e in C2 conquistò il terzo posto nella Rata targata Pagliari-Morbiducci. In seguito è stato sulle panchine di Sangiustese, Fermana, Lanciano.

Per comprendere meglio cosa ha rappresentato per la Fiorentina il capitano viola basta vedere come, non appena uscita la notizia della sua scomparsa, siano giunte le condoglianze alla famiglia Brizi da parte del Museo Fiorentina che in una nota ricorda come “Giuseppe Brizi sia stato un grande difensore viola, elegante protagonista alla guida del reparto difensivo gigliato per tanti anni, indimenticabile Campione d’Italia con la Fiorentina 1968-69, membro della Hall of Fame Viola, per sempre tra i grandi della nostra storia».

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I tifosi della viola hanno nel cuore Brizi che ricordano tutt’oggi nell’occasione di quando fu spostato dal ruolo di stopper a quello di libero nel quale fu paragonato al grande ‘kaiser’ tedesco Franz Beckenbauer.

Brizi non segnò molte reti nella sua carriera, anche per il ruolo di difensore che ricopriva, ma spesso viene citato per un famoso gol, quello del pareggio 2-2 al 90’ in un Fiorentina-Inter, penultima giornata del campionato 1970-71, rete decisiva che contribuisce a evitare la retrocessione.

Distrutto dal dolore il figlio Gianluca, avvocato, che poche settimane fa, in rappresentanza del genitore, aveva partecipato all’intitolazione del campo sportivo di Collevario a Tonino Seri. «Dopo tante battaglie e tante vittorie babbo Pino ha perso l’ultima partita, quella con la vita. Così si gioca ormai solo in paradiso» ha postato sui social nell’annunciare la scomparsa del genitore. Per chi volesse rendere l’ultimo saluto a Pino Brizi da domani la salma sarà al Centro funerario città di Macerata in via dei Velini.

Tante le reazioni per la scomparsa dell’ex difensore e capitano di Fiorentina e Maceratese. Molto commosso anche il ricordo di Giancarlo Nascimbeni, ex dirigente della Rata proprio nel momento del ritorno da calciatore di Brizi in biancorosso e del suo lancio da allenatore della squadra. «Sono provato, addolorato, dispiaciuto e colgo l’occasione per fare le condoglianze a tutta la famiglia Brizi – afferma Nascimbeni -. Ci eravamo sentiti al telefono poche settimane fa e lo avevo invitato alla cerimonia per l’intitolazione del campo a Seri. Mi disse però che era parecchio tempo che non usciva di casa e difficilmente sarebbe potuto venire. L’ultima volta che ci eravamo incontrati nella sua villa era stato nel luglio del 2020 quando ci ritrovammo con alcuni ex giocatori della sua Maceratese. Quello che posso dire è che Brizi ha lasciato un segno non solo nello sport ma nella vita di Macerata cui ha dato lustro: è stato un uomo corretto, esemplare come nel mondo del calcio non ce ne sono più, una di quelle bandiere che oggi non sventolano più. Legato alla sua famiglia ed alla sua città dove ha vissuto da persona comune senza mai far pesare la sua straordinaria carriera. Ho frequentato spesso Firenze per impegni sportivi ed ogni qual volta andavo c’era qualcuno in Lega che mi diceva avvocato mi saluti Brizi. E’ l’ennesima tessera di un mosaico prestigioso di Macerata che se ne va».

pino-brizi-1-300x227Pure Maurizio Mosca, ex storico presidente della Maceratese, ha tenuto a ricordare la figura del grande capitano postando poche ma significative parole. «Se n’è andato anche Pino Brizi. –ha detto l’ex presidente della Rata- Sarebbe da scrivere per ore: una grande persona ed uno sportivo eccezionale che ha dato lustro alla nostra città. Condoglianze alla famiglia, un grande dolore. Riposa in pace capitano». Non poteva mancare naturalmente anche il saluto del sindaco Sandro Parcaroli a nome di tutta la città. «L’amministrazione comunale e tutta la città si stringono, in modo commosso e sentito, intorno al dolore di familiari, amici e conoscenti di Pino Brizi – ha detto Parcaroli -. Un maceratese che dallo sport locale è arrivato a toccare la sfera del calcio nazionale giocando con la Fiorentina dal ’62 al’ 76 e dimostrando, nel campo come nella vita, i veri, solidi e sani valori dello sport». Anche tra coloro che hanno indossato la maglia della Maceratese c’è incredulità alla notizia della morte di Brizi. «E’ una notizia terribile – afferma Pino Ciappelloni ex giocatore biancorosso degli anni Sessanta- se ne va il più grande calciatore che Macerata ha espresso ad altissimi livelli. Lui veniva sempre alle nostre cene degli ex, era sempre presente. E’ rimasto sempre quel bravo ragazzo che abbiamo conosciuto ed apprezzato sin da quando giovanissimo spiccò il volo verso Firenze. Ha fatto la serie A per tanti anni ed ha vinto lo scudetto con la Fiorentina. Purtroppo negli ultimi anni causa covid non ci siamo più ritrovati per questi conviviali tra ex giocatori ed è un grandissimo dispiacere per me». Il messaggio della Maceratese: «Addio Pino, monumento della storia biancorossa da giocatore e allenatore. Capitano della Fiorentina campione d’Italia e vincitore di due Coppe Italia. Tra i più grandi rappresentanti del nostro calcio cittadino. Pino Brizi è stato allenatore dell’attuale trainer Sauro Trilllini. Le condoglianze a Gianluca e a tutta la famiglia. La Rata giocherà con il lutto al braccio». Fissato il funerale, sarà sabato (11 giugno) alle 9,30 nella chiesa S. Maria delle Vergini, a Macerata.

 



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