Spaccio tra Civitanova e l’entroterra:
in dieci vanno a processo
Un 41enne patteggia 2 anni e 9 mesi
DAL GUP - I carabinieri hanno condotto un'indagine, chiamata Rosa dei Venti, che ha portato 13 persone sotto accusa davanti al giudice per l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. Uno ha patteggiato, un altro è stato prosciolto. Per uno, Carlo Raimondi, è stata dichiarata l'estinzione del reato perché nel frattempo è deceduto. Si parla, a vario titolo, di plurime cessioni di cocaina, marijuana e hashish
«Carlo Raimondi è deceduto nell’aprile 2020, e il giudice ha dichiarato l’estinzione del reato per morte del reo», lo precisa l’avvocato Mauro Riccioni in merito all’udienza che si è svolta lo scorso mercoledì al tribunale di Macerata. Riccioni era il legale di Raimondi, prematuramente scomparso a causa di un male.
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di Gianluca Ginella
Un giro di spaccio di droga dall’entroterra alla costa, tra cocaina, marijuana e hashish, una indagine svolta dai carabinieri che ha portato tredici persone sotto accusa, a vario titolo, davanti al gup del tribunale di Macerata. Dieci di queste sono state rinviate a giudizio oggi, una ha patteggiato e una è stata prosciolta (il giudice ha disposto il non luogo a procedere). Per gli altri undi il processo partirà il 10 marzo del prossimo anno.
Sotto accusa davanti al gup Claudio Bonifazi sono finiti: Dranoel Ndoja, 36 anni, albanese, residente a Civitanova, Marco Lazzari, 41, settempedano, residente a Castelraimondo, Michal Radejovsky, 39, slovacco, residente a Camerino, Riccardo Silvestri, 28, di Tolentino, Zdenco Kabina, 43, residente a Camerino, Edoardo Politelli, 39, napoletano, Mati Marsel, 31, albanese, Ermal Shahini, 39, albanese, residente a Matelica, Carlo Raimondi, di Roma, residente a Castelraimondo (nel frattempo deceduto), Roberto Tittini, 58, di Camerino, Dina Maria Giorgi, 44, settempedana, Paolo Strada, 49 anni, di Camerino, Roberto Bordolini, 56 anni, di Tolentino.
Oggi Lazzari, difeso dall’avvocato Renato Coltorti, ha patteggiato 2 anni, 9 mesi e 10 giorni. Per Mati Marsel il giudice ha disposto il non doversi procedere.
L’operazione dei carabinieri si chiamava Rosa dei venti e nel settembre del 2018 erano state eseguite tre misure cautelari: emesse per Ndoja (in carcere), per Radejovsky e Silvestri (per entrambi era stato disposto l’obbligo di dimora e di firma).
Le indagini si sono allargate e alla fine hanno coinvolto tredici persone.
Ndoja nel corposo capo di imputazione stilato dalla procura (oggi l’accusa è stata sostenuta dal procuratore facente funzioni Claudio Rastrelli), ricoprirebbe un ruolo di spicco. Proprio da lui e da Radejovsky parte il capo di imputazione. Secondo l’accusa nel luglio del 2017 avrebbero acquistato o ricevuto 1,1 chili di marijuana e 6,1 grammi di cocaina. Ndoja avrebbe organizzato le condotte di spaccio avvalendosi, non avendo la patente, della collaborazione di Radejovsky che doveva guidare l’auto usata per il trasporto della sostanza stupefacente. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Civitanova e Gagliole (e in altri luoghi del Maceratese) dal 21 al 29 luglio del 2017.
Una seconda accusa per Ndoja è di essersi accordato, insieme a Silvestri, per ricevere da un altro degli imputati, Politelli, cocaina, commissionata a Ndoja da due persone. Condotte promosse da Ndoja che si era messo in contatto con Politelli, tra il 21 e il 22 settembre 2017, per chiedere una fornitura di stupefacente. Fatti avvenuti a Civitanova e Porto Sant’Elpidio.
In un altro passaggio delle contestazioni si dice che Ndoja, Silvestri e Radejovsy il 23 settembre 2017 avrebbero detenuto una dose di marijuana da cedere a persone che l’avevano commissionata nel corso di quella stessa giornata a Ndoja. Il 36enne ricevuta la richiesta avrebbe poi ordinato agli altri due di recuperare lo stupefacente dal luogo di custodia e trasportarlo a Castelraimondo dove doveva essere consegnato. Dunque Silvestri e Radejosvsky, secondo l’accusa, si erano occupati solo del trasporto.
Ancora Ndoja, questa volta insieme a Shahini, il 23 settembre 2017 avrebbe procurato cocaina, almeno ad una dose, ad un cliente. Ndoja aveva interceduto con Shahini, dice l’accusa, per conto del cliente per ottenere la dose richiesta e Shahini aveva procurato o ceduto la sostanza stupefacente, dice l’accusa. Fatti avvenuti a Camerino e Castelraimondo. Draonel Ndoja è inoltre accusato di avere ceduto a Shahini una dose di cocaina il 7 ottobre 2017.
Altra contestazione, in questo caso fatta a Marco Lazzari, di avere, in concorso con Ndoja, ricevuto da ignoti fornitori e detenuto a fini di spaccio 95,6 grammi di hashish, ulteriori 5 dosi di hashish per un peso complessivo di 6,5 grammi, e 2 dosi di marijuana di complessivi 1,8 grammi, e 23 grammi di cocaina. Fatti che sarebbero avvenuti a Gagliole nel luglio del 2017.
Lazzari è poi accusato, in concorso con Ndoja, di aver ceduto hashish, marijuana e cocaina a diversi clienti. A uno di questi 0,9 grammi di marijuana al costo di 10 euro, nell’aprile del 2017 a Castelraimondo. Ad un secondo avrebbe in più occasioni ceduto cocaina (circa un grammo ogni dose) con cadenza settimanale accertata da ottobre 2016 a luglio 2017 al costo di 70 euro per singola dose, per un totale di circa 50 cessioni per un valore complessivo presunto di 3.500 euro. Episodi che sarebbero avvenuti a Castelraimondo e altri luoghi della provincia. Ad un terzo cliente avrebbe ceduto cocaina, più volte (ma non quantificate dall’accusa), tra aprile e luglio 2017. Sempre a Castelraimondo, Camerino e altri luoghi della provincia.
Si parla poi, sempre per Lazzari, di cessioni di cocaina ad un quarto cliente (circa 1 grammo ciascuna) con cadenza settimanale accertata dai carabinieri dal mese di agosto 2016 a quello di luglio 2017 al costo di 75 euro per singola dose, per un totale di circa 80 cessioni per un valore complessivo presunto di circa 6mila euro. Ad un quinto cliente avrebbe ceduto settimanalmente 8 grammi di hashish e 15 grammi di marijuana da giugno 2016 a luglio 2017, al costo di 10 euro al grammo per l’hashish e 10 euro al grammo per la marijuana, per un totale di circa 500 grammi di hashish al costo complessivo di 5mila euro e 1 chilo circa di marijuana al costo complessivo di 10mila euro e 3 grammi di cocaina nel maggio 2017, per un costo complessivo di 270 euro.
Ad un sesto cliente avrebbe ceduto plurime dosi di cocaina (circa un grammo ciascuna) con cadenza settimanale che è stata accertata dai carabinieri da gennaio a luglio 2017 al costo di 75 euro per singola dose, per un totale di circa 30 cessioni al costo complessivo di circa 2.500 euro. Ad un settimo cliente avrebbe ceduto marijuana e hashish per un importo di almeno 20 euro. L’accusa parla di condotte organizzate da Ndoja che si sarebbe avvalso per la distribuzione del narcotico di Lazzari che autonomamente procedeva alla consegna dello stupefacente, cedendo al 36enne parte degli incassi.
A Radejovsky e Silvestri viene contestato di aver ceduto hashish, marijuana e cocaina a diversi clienti, utilizzando applicazioni di messaggistica istantanea come Messenger, Telegram, Whatsapp. Ad un cliente avrebbero ceduto cocaina il 27 giugno 2017 e 3 luglio 2017 per un quantitativo di almeno due grammi per un importo di 150 euro. Silvestri avrebbe messo in contatto il cliente con Radejovsky fornendogli i contatti telefonici e l’indicazione sulla disponibilità di cocaina da parte di quest’ultimo. I fatti sono avvenuti a Castelraimondo nel giugno e luglio 2017, ad un altro cliente avrebbero venduto cocaina, in 4 occasioni, tra luglio e agosto 2017. Ad un altro ancora avrebbero ceduto cocaina in 16 occasioni tra luglio e agosto 2017 a Castelraimondo e Camerino.
Altra contestazione riguarda Edoardo Politelli che avrebbe ceduto un quantitativo imprecisato di cocaina a Ndoja e Silvestri nel settembre del 2017 e al solo Ndoja in altre due occasioni nel settembre e ottobre 2017.
A Bordolini e Silvestri viene contestato di aver ceduto un grammo di cocaina a un cliente che nei giorni successivi aveva pagato. Poi Silvestri, continua l’accusa, avrebbe ceduto due dosi a Bordolini che poi le aveva cedute al cliente. Altra contestazione ancora riguarda Maria Dina Giorgi, Paolo Strada e Ndoja. Secondo l’accusa Ndoja avrebbe contattato dei fornitori e raccolto da Giorgi e Strada le somme necessarie per procedere all’acquisto di droga poi distribuita sul mercato locale. Giorgi il 27 settembre 2017 avrebbe finanziato con 300 euro Ndoja per un acquisto di sostanza stupefacente per il quale avrebbe dovuto ricevere sia la somma impegnata sia una imprecisata quantità di narcotico a compensazione dell’investimento.
Inoltre Giorgi e Strada avrebbero finanziato in più occasioni Ndoja per plurimi acquisti di imprecisate quantità di sostanze stupefacenti, prosegue l’accusa, per i quali avrebbero ricevuto a compensazione dell’investimento, a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato.
I fatti sarebbero avvenuti a Castelraimondo e in altri punti della provincia dal luglio 2016. Ancora, Giorgi e Ndoja sono accusati di aver ceduto hashish e marijuana. Giorgi avrebbe ceduto a Strada la sostanza stupefacente che veniva procacciata da Ndoja (circa 15 grammi di hashish, al costo di 80 euro, circa 30 grammi di marijuana a titolo gratuito, e almeno continua l’accusa – altre 10 cessioni di panetti di hashish da 10 a 20 grammi, al costo dai 50 ai 100 euro, e qualche cessione di marijuana a titolo gratuito). Fatti che sarebbero avvenuti a Serravalle, accertati nel settembre 2018. Strada è accusato di aver detenuto in casa circa 14 grammi hashish e circa 30 grammi di marijuana, divise in più parti, al fine di cederla a terzi. Fatti accertati a Serravalle 27 settembre 2018.
Infine a Roberto Tittini viene contestato di aver ceduto a Ndoja almeno una dose di marijuana il 6 ottobre 2017, a Castelraimondo, e di aver detenuto in casa, a Castelraimondo, 227 grammi di marijuana, 1,2 grammi di hashish, e di aver coltivato sul balcone una pianta di canapa indica con infiorescenze alta 125 centimetri. Queste le accuse che vengono contestate agli imputati. Per undici di loro, rinviati a giudizio, il processo si aprirà il 10 marzo del prossimo anno. Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Alessandro Marcolini, Mauro Riccioni, Marielvia Valeri, Fernando Salvetti, Vanni Vecchioli, Cristiano Carnevali.






