Imbustava da solo la merce,
negoziante nei guai:
sequestrati 55mila articoli
RECANATI - Controllo della Guardia di finanza in un esercizio di materiale tessile e abbigliamento. Prodotti messi in vendita in bustine anonime e chiuse con una spillatrice, considerati insicuri per la salute del consumatore

Il materiale sequestrato
Operazione della Guardia di finanza di Porto Recanati: sequestrati più di 55mila articoli insicuri per la salute dei consumatori.
Nel mirino dei militari un negoziante di Recanati, che vende tessuti, articoli tessili per la casa e articoli di abbigliamento. Durante il controllo le Fiamme gialle hanno notato numerose bustine anonime, trasparenti e contenenti cerniere, bottoni e spille decorative, prive di indicazione sulla provenienza e sigillate con un semplice punto metallico, per un totale di 55.802 articoli.
Da un più approfondito esame, è stato appurato che il commerciante, a seguito di un ingente acquisto di merce sfusa, aveva provveduto autonomamente al confezionamento delle bustine.
Il materiale, non conforme agli standard di qualità e carente delle minime indicazioni previste dal “Codice di consumo”, è stato sequestrato e il responsabile è stato segnalato alla Camera di Commercio. Ulteriori accertamenti saranno inoltre svolti per verificare eventuali profili di irregolarità dal punto di vista fiscale.
Sgominata la Banda dei Bottoni…ha commesso i crimini più efferati mai visti..speriamo in una pena esemplare, tipo l’ergastolo!
La quantità di rilievo pari ad oltre 55.000 pezzi considerati insicuri per la salute umana dalla Guardia di Finanza che li ha sequestrati a cui va ancora un meritato plauso per i ripetuti, frequenti fatti analoghi in zona, fa pensare, che l’ambulante sia un extracomunitario (H.H. ??) e che la merce ciofeca sia di produzione cinese che inonda il mondo da quando la CINA è stata fatta entrare nel WTO pensando di fare cosa positiva in realtà nulla di più sbagliato ed autolesionistico per le economie occidentali in quanto la CINA troppo spesso non rispetta le regole nei rapporti internazionali facendo solo i propri interessi.
Rinnovo l’appello ai consumatori: evitare di comprare prodotti che non abbiano chiare etichette di provenienza e marchio di sicurezza CE non l’altro farlocco CE = CHINA EXPORT.