Summit prefetture sui profughi ucraini:
«Ipotesi Covid hotel per le quarantene,
pronti i centri d’accoglienza»

GUERRA - E' quanto emerso nel corso della riunione a cui hanno partecipato anche Regione e Anci. E' stata data la disponibilità per l'utilizzo di strutture Cas destinate ai richiedenti protezione internazionale. Si ricercheranno anche soluzioni abitative per l'ospitalità
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Il prefetto di Ancona, Darco Pellos

 

Guerra in Ucraina, la Regione si muove per garantire ospitalità e sicurezza ai profughi in fuga dai territori martoriati dall’invasione russa. Idea Covid hotel per la quarantena dei cittadini ucraini e l’attivazione delle strutture d’accoglienza (Cas) per provvedere ai bisogni dei richiedenti protezione internazionale.  I prossimi passi per gestire la crisi sono stati al centro della riunione che si è tenuta questa mattina in videoconferenza tra la Regione Marche rappresentata dall’assessore Stefano Aguzzi, dai vertici della Protezione Civile, dalle Prefetture delle Marche e dall’Anci Marche, rappresentata dall’assessore anconetano Emma Capogrossi.

«Preso atto della circostanza che, fino ad ora, gli arrivi sono graduali e sporadici e organizzati da familiari e conoscenti, le esigenze logistiche da affrontare sono legate soprattutto agli aspetti sanitari, alla regolarizzazione della presenza dei profughi per i permessi di soggiorno, alle esigenze abitative e ai sostegni economici», ha fatto sapere la Prefettura di Ancona.
Stando a quanto emerso nel corso della riunione, gli enti locali potranno segnalare tempestivamente alle autorità di polizia e alle autorità sanitarie (Servizio Igiene e Sanità Pubblica delle Aree Vaste della regione) la presenza nei propri territori di cittadini ucraini pervenuti a seguito del conflitto.
In ottemperanza a quanto stabilito dalle autorità statali, ai profughi sarà rilasciato un permesso di soggiorno con validità per alcuni mesi.
Il sistema sanitario della Regione Marche diramerà specifiche istruzioni per l’assistenza sanitaria del caso.

«La Regione stessa valuterà l’utilizzo dell’Hotel Covid (quello di Porto Sant’Elpidio, ndr), per il quale era stata prevista la chiusura il 31 marzo, per la quarantena dei cittadini ucraini in questione. Inoltre ricercherà soluzioni abitative disponibili alla ospitalità di profughi. È stata altresì ribadita la possibilità di utilizzo di strutture Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) gestite dalle Prefetture e Sai (Sistema di Accoglienza ed Integrazione) gestite dagli enti locali, destinate ai richiedenti protezione internazionale».
Il coordinamento regionale resta in stretto contatto con il Sistema Nazionale di Protezione Civile, con il Ministero dell’Interno e il Ministero della Salute per l’adeguamento degli aspetti organizzativo-logistici legati all’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra.

(Redazione CA)

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