«Soggiorni in hotel
con i permessi della 104»
Assolto dipendente delle Poste
MACERATA - L'uomo era imputato in tribunale per truffa. Oggi è stato prosciolto con formula piena (alcune delle accuse sono prescritte)
Chiedeva permessi dal lavoro per assistere un familiare e invece andava in vacanza: questa l’accusa per un dipendente delle Poste che oggi è stato assolto al tribunale di Macerata con formula piena: «il fatto non sussiste».
Gli episodi contestati risalgono agli anni 2013 e 2015. Per i fatti del 2013 il giudice Federico Simonelli ha dichiarato la prescrizione. Per i fatti del 2015 invece l’imputato, Fabio Coppari, 62 anni, di Colmurano, residente a Macerata, è stato assolto. Ad assisterlo l’avvocato Vando Scheggia.
Scheggia nel corso del processo ha prodotto testimonianze e documenti per dimostrare che il dipendente delle Poste, accusato di truffa, non aveva sfruttato i permessi della legge 104 per fare vacanze ma che li aveva utilizzati per assistere il familiare, come previsto. L’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, che ha chiesto la condanna a 8 mesi per il 62enne, contestava soggiorni in albergo a Venezia, Milano, Comacchio, Chioggia, nei periodi in cui Coppari diceva di assistere il parente. Dieci in tutti i giorni di permesso. «Abbiamo dimostrato, per i capi non prescritti, che aveva sì soggiornato fuori, ma che aveva sempre fatto assistenza, come previsto dai permessi. Abbiamo prodotti sia testimonianze che documentazione su questo» dice l’avvocato Scheggia.
(Gian. Gin.)
Usa i permessi per viaggi di piacere, a giudizio dipendente delle Poste
