Bocciatura del Tar alla sala slot,
Mei: «Dov’è finito il regolamento?»
Silenzi: «Ora il ritiro della delibera»

CIVITANOVA - I consiglieri del M5S e del Pd commentano la sentenza del tribunale amministrativo, che ha dichiarato illegittimo l'atto della giunta
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Stefano Mei

 

«La vicenda relativa alla sala slot è una genialata degna di questa amministrazione che si inventa di sana pianta due nuove regole per l’accesso e per la tolleranza sulla distanza dai luoghi sensibili». Stefano Mei, consigliere del Movimento 5 stelle a Civitanova commenta la sentenza del Tar che ha bocciato la delibera comunale con la quale si concedeva ad un privato l’apertura di un locale per il gioco d’azzardo e sala slot. Un procedimento fermato dalla Questura e per il quale il privato aveva fatto ricorso al tribunale amministrativo che ha confermato quanto già assunto in Consiglio di Stato per lo stesso caso (la società era diversa) ma qualche anno prima. E di fatto nelle motivazioni il giudice ha avuto parole severe nei confronti della procedura comunale. Mei ricorda anche come in 5 anni non si sia riusciti ad arrivare al regolamento a contrasto delle ludopatie. «La consigliera Rossi – aggiunge Mei – presidente della commissione commercio ha come prima azione una volta che si è insediata messo sul tavolo il regolamento, 2 anni a discutere per poi far passare ad una proposta della maggioranza senza che potessimo dire nulla. E questo regolamento alla fine in Consiglio non ci arriverà mai. E per fortuna era stato fatto da loro, per cui torno a chiedere chi lo ha fermato? Che interessi ci sono dietro? Come al solito domande che rimarranno senza risposte».

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Giulio Silenzi

Commenta la sentenza anche Giulio Silenzi del Pd: «Ancora una volta un tribunale censura l’operato di Ciarapica sulla vicenda della sala slot di via Silvio Pellico e stavolta il Tar si spinge a definire “illegittima” la delibera. Ora non resta che revocare un atto finora difeso a dispetto delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Per ben due volte la maggioranza di destra in consiglio ha respinto la mia richiesta di ritirare quella delibera e lo ha fatto per facilitare l’apertura della sala. Ripresenteremo le interrogazioni e le mozioni per chiedere il ritiro della delibera che riscrive i criteri introdotti dalla legge regionale del 2017, di contrasto alla ludopatia, e che è stata avallata da tutta la struttura tecnica comunale, segretario generale compreso».

«Dall’enunciato del Tar – continua Silenzi – si scopre pure che l’amministrazione Ciarapica ha chiesto alla Regione un parere per avallare i criteri di misurazione della propria delibera, nella convinzione che l’allineamento politico con la giunta Acquaroli potesse piegare la legge, in una escalation di comportamenti compiacenti nei confronti del privato che culminano nel giugno del 2021 quando Ciarapica accompagnò l’europarlamentare e coordinatore unico nazionale di Forza Italia Antonio Tajani e il presidente della Regione Acquaroli all’inaugurazione della “champagneria” del Planet Rich, dove sarebbe dovuta sorgere la sala slot mettendo così un rappresentante delle istituzioni, nella condizione di benedire un locale la cui proprietà era in causa contro la Questura e il Ministero dell’Interno, in sintesi contro lo Stato».

 

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