Albo pretorio fuori uso 5 giorni,
Giulio Silenzi segnala al Prefetto

CIVITANOVA - Impossibile scaricare le ultime delibere pubblicate (26 atti). Solo questa mattina il servizio è tornato normale. «Funzionamento a singhiozzo che non garantisce trasparenza»

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Albo pretorio non funzionante, il consigliere Giulio Silenzi lamenta il disservizio e segnala al Prefetto la mancanza di trasparenza. Per 5 giorni l’albo pretorio comunale, con la pubblicazione delle ultime delibere di giunta dava un messaggio di errore a chi provava a scaricare la documentazione.consiglio-comunale-silenzi-civitanova-FDM-6-325x217 «E’ tornato a funzionare solo oggi dopo 5 giorni di black out – dice Silenzi – chi provava ad aprire i documenti inseriti dalla numero 11.905 alla 11.930, ben 26 delibere, trovava la risposta download error. Con una sistematicità preoccupante e che nessuno spiega nonostante lettere al Segretario ed esposti inoltrati anche ad organi superiori come la Prefettura, lo strumento con cui l’ente pubblico si interfaccia direttamente con i cittadini è stato ancora una volta fuori servizio. Non è stato possibile visionare come e per quali scopi gli amministratori e i tecnici utilizzano i soldi dei cittadini, sebbene si parli di delibere e determine che smuovono parecchi euro, ma il contenuto era off line. A Palazzo Sforza sono perfettamente a conoscenza di questo funzionamento a singhiozzo dell’Albo Pretorio che, è bene ricordarlo, è uno strumento assoggettato a precise norme di legge perché specchio dell’attività di governo. Invece nel Comune di Civitanova funziona male. Spesso non vengono nemmeno pubblicati gli atti in maniera cronologica, come legge invece impone di fare. Dalla mattina del 29 ottobre e fino a questa mattina è stato in tilt con tanti saluti al principio di trasparenza che chi governa promette e non garantisce e con tanti saluti anche al sindaco Fabrizio Ciarapica che tra le sue deleghe ha quelle dell’innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa e trasparenza comunicazione. Anche questo disservizio verrà segnalato al segretario generale e alla Prefettura, come è stato fatto anche il 24 settembre scorso quando, per la durata di una settimana, non è stato possibile consultare cinquanta atti».


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