Pezzanesi su dg e discarica di Cingoli
«Deciderà l’assemblea del Cosmari»
Le raccomandazioni dei revisori

TOLENTINO - Il presidente interviene sullo stallo relativo al nuovo direttore generale e alla possibilità di continuare ad abbancare rifiuti nella struttura del Balcone delle Marche: «Come cda presenteremo la nostra proposta, io sono solo uno strumento dei soci». Mancano all’appello una serie di investimenti per circa due milioni di euro rispetto a quanto indicato nel bilancio di previsione 2021. La relazione del collegio sindacale, con l'attenzione sui ricavi derivanti dalla gestione delle macerie del sisma
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Giuseppe Pezzanesi, presidente del Cosmari e sindaco di Tolentino

 

di Monia Orazi

Sull’ampliamento di 40mila metri cubi della discarica di Cingoli e sull’annullamento del concorso da direttore generale del Cosmari, per cui i quattro finalisti non sarebbero idonei, deciderà l’assemblea dei soci. A dirlo è Giuseppe Pezzanesi, presidente del cda Cosmari.  «Sulla discarica e sul concorso da direttore generale, deciderà l’assemblea dei sindaci, che per quanto riguarda il Cosmari è sovrana. La situazione rispetto a quindici giorni fa non è cambiata – aggiunge il sindaco di Tolentino – tutte le decisioni in merito saranno assunte in assemblea, con tutti i soci del consorzio, perché noi teniamo conto della democrazia. Bisognerà santificare qualsiasi decisione in quella sede. Si va avanti con il ragionamento, per questi due atti molto importanti. Come consiglio di amministrazione presenteremo la nostra proposta, io come presidente sono solo uno strumento dei soci, per qualsiasi scelta l’assemblea dei soci è sovrana». A Cingoli tutto si gioca sui 40 mila metri cubi di rifiuti in più da abbancare, per poter allungare la vita della discarica di un anno e mezzo ed avere così uno spazio temporale, per cui l’assemblea territoriale d’ambito possa giungere alla scelta del sito definitivo dove realizzare la discarica. Si tratta di una questione non secondaria per i cittadini, visto che abbancare una tonnellata di rifiuti a Cingoli costa 63 euro, contro circa 120 euro per conferirli fuori provincia, l’aumento di costi sarebbe di circa due milioni e mezzo l’anno, per un incremento della tassa rifiuti di circa il 3, 4 per cento per gli utenti finali.

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Giuseppe Giampaoli

Sul futuro direttore i vertici Cosmari non riterrebbero idonei nessuno dei circa quattro finalisti, dunque la proposta sarebbe quella di indire un nuovo bando. La selezione attuale, costata diverse decine di migliaia di euro di soldi pubblici, è stata indetta circa un anno fa, ci sono stati due procedure selettive e non si è arrivati a trovare un candidato idoneo. Dunque se si farà un nuovo bando è ipotizzabile una proroga dell’incarico di direttore generale a Giuseppe Giampaoli, per un tempo minimo di uno o due anni, in attesa che siano espletate le nuove procedure concorsuali. Giampaoli al momento sta esercitando entrambi i ruoli, di direttore generale e vicepresidente, è il segretario verbalizzante della commissione di concorso, che era stata appositamente costituita e votata dall’assemblea dei soci, di cui fanno parte i Comuni. Intanto nonostante siano stati riportati nel bilancio di previsione 2021 di recente pubblicato, ad ottobre inoltrato mancano all’appello una serie di investimenti per circa due milioni di euro. Non c’è traccia delle motopale, del trituratore verde, dei mezzi per la raccolta differenziata per un milione e mezzo di euro, dei green point per sperimentare la tariffa puntuale a Castelraimondo. Nella relazione del collegio sindacale al bilancio preventivo i revisori dei conti, Stefano Belardinelli, Marco Moretti e Tatiana Seghetta, specificano che gli investimenti previsti dovranno essere supportati da idonee fonti di finanziamento: «Con riferimento al programma degli investimenti contenuto nella relazione del Direttore e al primo anno (2021), si dà atto degli ambiziosi contenuti e obiettivi che, tuttavia, dovranno essere supponiti da adeguate fonti di finanziamento e che, comunque, essendo già arrivati a metà anno potrebbero non essere del tutto attuati nel 2021. Pur considerando che l’azienda è in grado di generare un importante cashflow e, quindi, di autofinanziare parte degli investimenti con risorse proprie, si raccomanda sempre di valutare attentamente la sostenibilità di ogni singolo investimento, sia in relazione alle esigenze finanziarie correnti sia a quelle future».

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La lavorazione delle macerie al Cosmari

Occhio anche ai ricavi della gestione delle macerie, il cui incasso è stato destinato nel bilancio ordinario, senza la separazione del contratto di servizio: «Altro aspetto da monitorare con attenzione – recita ancora la relazione – è quello relativo ai ricavi derivanti dalla gestione delle macerie che in questi ultimi anni è stata una componente importante dei ricavi del Cosmari, ma la cui progressiva e ineluttabile diminuzione, imporrà alla governance della società di adottare tutte le azioni necessarie ed opportune a preservare gli equilibri e l’economicità della gestione». Infine la relazione si chiude con una serie di raccomandazioni: «Al riguardo l’Assemblea dei soci di Cosmari ha dato indicazioni di contenere al 2% l’incremento per il 2021; è tuttavia necessario, come la stessa assemblea ha precisato, perseguire l’obiettivo dell’equilibrio economico finanziario del bilancio, non escludendo la possibilità di incrementi anche maggiori, pur nei limiti massimi dei metodi tariffari indicati dall’Arera e in corso di approvazione da parte dell’Assemblea Territoriale d’Ambito 3 di Macerata; i tempi di riscossione dei crediti verso Enti locali causano significativi oneri finanziari».

Altre raccomandazioni riguardano l’inserimento di figure di supporto al dirigente amministrativo, la necessità di informazioni più puntuali ai soci, anche in merito a contenziosi ed eventuali reati, la verifica di crediti vantati dall’ente. Cosmari deve ricevere ben 580mila euro per servizi svolti nel 2005 e nel 2006 e che gli interessi di mora, maturati su tale importo sino al 31 dicembre 2019, ammontano a 492mila euro. Inoltre un altro contenzioso è aperto con il Comune di Tolentino, citato nel bilancio 2020: «Nel bilancio 2013 erano stati iscritti tra le immobilizzazioni in corso ed acconti i costi sostenuti dal Consorzio per la ricomposizione ambientale della discarica di Tolentino per un importo pari ad euro 1.646.073. Sulla questione risultano pendenti presso il tribunale di Macerata due giudizi civili nell’ambito dei quali il Cosmari ha richiesto a titolo di risarcimento, il rimborso delle spese sostenute, il pagamento dei costi degli ulteriori interventi necessari, nonché la restituzione di quanto versato a titolo di corrispettivo a favore delle controparti. Considerato che il legale incaricato dal consorzio di assisterlo nei due giudizi civili ha comunicato che, a suo parere, vi è ragionevole certezza di introitare le spese già effettivamente sostenute ed una parte degli esborsi necessari per la definitiva messa in sicurezza del sito e considerato che tali somme risultano ampiamente superiori rispetto ai costi sostenuti dalla società, si è ritenuto opportuno e prudenziale iscrivere in bilancio un credito pari ai costi che sono stati dalla stessa anticipati».

 

 

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