Botte e anche una badilata alla convivente:
condannato a 3 anni e sei mesi

IN AULA - I fatti sono avvenuti in un piccolo centro dell'Alto Maceratese. La giovane avrebbe riportato la lesione del timpano, un trauma cranico e anche lesioni per un morso alla testa. Oggi si è svolto il processo davanti al gup Claudio Bonifazi
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Foto d’archivio

 

Partita dal nord Italia una ragazza di 27 anni aveva incontrato un giovane di 24 anni in un piccolo centro dell’Alto Maceratese, la coppia aveva iniziato una convivenza ma a quel punto sarebbero iniziati presunti episodi di violenza. Oggi il giovane è stato condannato a 3 anni e sei mesi dal gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Carusi (che aveva chiesto la condanna a 6 anni e 4 mesi) il giovane, frequentemente durante i litigi, avrebbe usato violenza verso la convivente afferrandola per le braccia e iniziando a stringere fino a lasciarle ecchimosi o facendola cadere a terra e colpendola con schiaffi o calci. Diversi sono gli episodi che vengono contestati dall’accusa. Il primo risale al 7 dicembre del 2018. Mentre il 24enne si trovava in auto con la ragazza, dopo una discussione che aveva portato la giovane a scendere dalla vettura, l’avrebbe afferrata per il giubbotto tirandola verso l’abitacolo e facendole sbattere la testa sul montante della portiera del veicolo (secondo il referto dell’ospedale la ragazza aveva riportato 7 giorni di prognosi per un trauma cranico). L’8 luglio del 2019 dopo un litigio il 24enne l’avrebbe colpita con uno schiaffo all’orecchio sinistro (causandole la perforazione del timpano e 30 giorni di prognosi). Il 28 novembre 2019 sempre a seguito di una discussione avvenuta in una stalla nella disponibilità del giovane, lui l’avrebbe colpita con un badile al piede (la ragazza aveva riportato una prognosi di 33 giorni). Nel maggio del 2020, dopo un litigio, avrebbe dato una spinta alla ragazza facendole battere il mento contro il muro (la giovane aveva riportato lesioni con prognosi di 20 giorni). Il 29 agosto del 2020 le avrebbe dato un morso alla testa (la prognosi in questo caso era stata di cinque giorni). La difesa ha sempre respinto con forza le contestazioni. Oggi la sentenza al processo che si è svolto con rito abbreviato. Al giovane venivano constestai i maltrattamenti in famiglia e le lesioni personali.

(Gian. Gin.)

*Il nome dell’imputato e il luogo dei fatti vengono omessi per non rendere riconoscibile la vittima



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