Profughi afghani, Civitanova apre le porte
«Pronti ad un’accoglienza a 360 gradi»
IL SINDACO Ciarapica si unisce al coro di colleghi che già si sono detti pronti a fare la propria parte: «Noi ci saremo e lo faremo con grande umanità e senso di generosità che ci contraddistinguono non appena arriveranno indicazioni puntuali»

Il sindaco Fabrizio Ciarapica
«Civitanova offre la propria disponibilità e aprirà le porte alla popolazione afghana che è costretta a scappare da una così grave e terribile tragedia». Così il sindaco Fabrizio Ciarapica in merito alla eventuale distribuzione di nuclei familiari ai Comuni come da indicazioni del Ministero dell’Interno. E così anche la città costiera si aggiunge alla lista dei Comuni che già si sono detti disponibili, tra cui Macerata, Tolentino, Treia e Appignano. Altri arrivi nelle Marche sono previsti già questa settimana. Da giovedì infatti il primo cittadino ha avuto diverse interlocuzioni con il prefetto di Macerata e già l’Assessore alla Sicurezza, Giuseppe Cognini, aveva partecipato al Comitato per l’ordine e la sicurezza organizzato dalla Prefettura dando la massima disponibilità ad accogliere al meglio i richiedenti asilo e i rifugiati politici. «Le distribuzioni territoriali ancora non sono chiare tanto che sembra affacciarsi all’orizzonte un decreto governativo ad hoc per creare tutte le condizioni per una accoglienza che non sia solo temporanea come sta già accadendo nel campo di Avezzano con i tendoni della Croce rossa e in altri punti di prima ospitalità – ha continuato Ciarapica – ma sia strutturata e a più lungo periodo per trovare un sistema di sostegno concreto che consideri ogni forma di inclusione: da quella residenziale a quella sanitaria e a quella scolastica. Siamo in attesa di dati certi da parte della Prefettura sul numero dei nuclei che verranno distribuiti dallo stato centrale prima in Regione e poi alle Province ed infine ai Comuni, per rimboccarci le maniche insieme attivando ogni canale possibile di solidarietà. La nostra maggioranza ed io siamo pronti a fare la nostra parte e anzi auspico il coinvolgimento fattivo di tutte le forze politiche comprese quelle di opposizione per arrivare a posizioni condivise e affrontare insieme questa drammatica emergenza. Noi ci saremo – ha concluso il primo cittadino – e lo faremo con grande umanità e senso di generosità che ci contraddistinguono non appena arriveranno indicazioni puntuali».
In arrivo altri profughi afghani «Tolentino pronta a fare la sua parte»
Curioso, veramente curioso, l’invito fatto alle forze politiche di minoranza dove di sicuro trova posto chi all’accoglienza dei migranti ha dato sempre pieno appoggio. Adesso, nell’impossibilità di conoscere quale sia la maggioranza del sindaco, trovo scorretto questo invito fatto alle rappresentanze di sinistra che non hanno mai condiviso con le cosiddette forze di destra di chiudere porti o il desiderio di piazzare incrociatori per un maestoso e impenetrabile blocco navale e che non perdono scioccamente tempo a suddividere i profughi per categorie. Veri, falsi, grassi, magri, ladri, onesti..questa forse no, in fuga da guerre, dalle belle ed estese spiagge sahariane o falsamente da zone depresse e di miseria come quelle che abbiamo anche in Italia dove chi può se ne va oppure anche se abita a Milano o ad Aosta come a Napoli prende il tanto chiacchierato reddito di cittadinanza. Il RdC sembra che ha fatto emergere come l’Italia a sorpresa si stia rilevando un paese soggetto a quel lavoro nero tanto decantato da Berlusconi che invitava a fare dopo il primo lavoro naturalmente pubblico e di cui ne sembrava solo marginalmente sfiorato. Sembra che la nuova tendenza dei fannulloni sul divano, sia quella di andare a lavorare in nero. Mi immagino il povero Paperino, così alieno al lavoro che una volta ottenuto il Rdc vada felicemente a lavorare in nero da Paperon de Paperoni invece di dividersi tra amaca e poltrona. Comunque tornando a noi, anzi a lui così contraddistinto da grande umanità e spiccato senso di generosità, come si racconta e se lo dice lui come non credergli, gli vorrei ricordare che non gli mancherà occasione di darne prova. Dico questo non perché non ci credo ma solo perché finora, sicuramente sbagliando, mi ha sempre dato l’impressione di pensare soprattutto ai fatti suoi. Anche per il prossimo futuro, mi vergogno un po’ a dirlo ma credo che cercherà di diventare uno stipendiato e riccamente Presidente della Provincia per i suoi meriti politici???? e sembra per una alleanza con il suo omonimo maceratese che non sarebbe e speriamo non lo faccia propenso a cedergli il posto e che costerebbe anche molto meno visto che egli a differenza dell’altro ha ancora qualche anno da primo cittadino .E i numeri non è che tanto li avrebbe così come letto qualche giorno fa anche per via della Lube portata anzi trasferita da Macerata grazie a Corvatta e Silenzi e non da lui che ha vinto per altri meriti..diciamo demeriti dei predecessori. Certo si potrebbe dire, ma io tutta questa fantasia non ce l’ho, che Ciarapica sia diventato sindaco per i seguenti meriti: x, y, z che sono sì algebricamente delle incognite ma in politica e in questo eccellentissimo caso si tramutano in vere e proprie sconosciute consonanti senza nessun significato. Ignazio Silone che Fabrizio conoscerà sicuramente, almeno se si è chiesto chi è che dà il nome alla via dove abita, scrittore di Fonteamara, un comune dove sotto il solito e classico regime fascista I suoi abitanti venivano oppressi e costantemente umiliati, diceva: “I governanti italiani hanno un braccio lungo e uno corto: Quello lungo serve a prendere, e arriva dappertutto; quello corto serve a dare, e non raggiunge che i più vicini.” Perché questa frase? Perché Ciarapica se vogliamo parlare di doti, naturalmente senza fare il catastrofico errore di quantificare, con il suo braccetto corto e certo con personaggi facilmente accontentabili qualche fans se lo deve aver fatto.