“Tabula rasa” al via:
partito il festival
d’arte urbana e indipendente
CIVITANOVA - La due giorni di workshop e laboratori sulla grafica si svolge al Lido Cluana. In mostra 23 illustrazioni sul tema "condividere lo spazio". In via Buozzi un nuovo intervento sui muri della città. Ma stavolta niente murales. Le opere sono temporanee e verranno cambiate ogni anno

L’inaugurazione dei billboards di via Buozzi
di Laura Boccanera (Foto di Federico De Marco)
Doppio taglio del nastro oggi a Civitanova per la prima edizione di “Tabula rasa” il festival di arte urbana, editoria indipendente e arti visive e grafica che si è aperto sotto la direzione artistica di Giulio Vesprini, già ideatore di Vedo a colori col quale ha colorato il porto chiamando a raccolta artisti da tutta Italia per i suoi murales.

Giulio Vesprini assieme all’assessore Giuseppe Cognigni
Se dieci anni fa l’operazione fu sulle pareti della città il nuovo corso prevede ora una “istituzionalizzazione” in un festival. Sarà una due giorni che vedrà un confronto attivo tra artisti, designer e editorialisti attorno al tema dell’arte urbana, con workshop e laboratori. Oggi al via la mostra che si svolge nella palazzina del lido Cluana. Ma il festival è partito stamattina quando in via Buozzi, nell’ala nord di Palazzo Sforza sono state inaugurate due opere che ogni anno verranno cambiate. Su due storiche cornici per le affissioni inutilizzate Vesprini ha fatto realizzare dalle artiste Marta Pantaleo e Giulia Tassi due illustrazioni su supporto in pellicola adesiva. Sono due finestre sul mondo in un contesto urbano che aprono a immagini della natura: «è la nostra necessità del fuori dopo questi anni al chiuso» – ha sottolineato il direttore artistico. Il festival infatti avrebbe dovuto svolgersi lo scorso anno a marzo, ma la pandemia ha bloccato tutto e finalmente oggi la manifestazione è partita. All’inaugurazione questa mattina anche l’assessore Giuseppe Cognigni: «siamo orgogliosi di avere a Civitanova questo festival unico nel suo genere nella regione Marche e presente solo in alcune nelle grandi città italiane – ha detto Cognigni – questo testimonia come Civitanova sia una città moderna e all’avanguardia anche nel campo artistico, grazie anche a maestri come Giulio Vesprini, che sta facendo formazione anche a tanti giovani che lo seguono. Queste belle installazioni urbane, in una facciata di Palazzo Sforza da riqualificare nel prossimo futuro, sono anche espressione di arte al femminile, con artiste molto qualificate». Cognigni ha poi anticipato tre progetti di abbellimento che l’amministrazione comunale andrà a predisporre per i sottopassi pedonali di Fontespina, via Buozzi e via Indipendenza e per il parco pubblico di zona Fontanelle. Nel pomeriggio si è aperta anche la mostra con le opere di 23 artisti selezionati attraverso una call chiamati a riflettere sul tema della condivisione dello spazio. Un focus che sa di presagio se si pensa che il tema era stato assegnato mesi prima della pandemia.

Giulio Vesprini con l’opera vincitrice dell’artista Chiarà Fucà
«Il festival si chiama Tabula rasa perché ogni anno cambierà tema e grafica, – ha aggiunto Vesprini – è un programma ambizioso e ricco. Non è un festival che prevede una partecipazione massiva di pubblico, ma a Civitanova mancava una proposta di questo tipo. Tabula rasa si inserisce in un contesto culturale che guarda ad esempi come Torino e Bologna Genova e Roma. Dopo 10 anni da Vedo A colori abbiamo pensato di proporre nuovi linguaggi alle nuove generazioni che hanno voglia di mettersi in discussione. Sono state 23 le opere di illustrazione selezionate e una è quella premiata dalla giuria di Tabula rasa, l’opera di Chiara Fucà chiamata a realizzare la grafica di copertina della prossima edizione». L’allestimento è curato dalla start up di Terni “Materie unite” un collettivo di designer che si occupano di progettazione partendo da materiali di riciclo e che hanno lavorato sul tema della foresta urbana. Soddisfatto il sindaco Fabrizio Ciarapica: «quello dell’amico Giulio Vesprini è un progetto che abbiamo subito sostenuto pur rappresentando una nicchia, crediamo che questa proposta possa porre Civitanova al livello di città come Bologna e Torino dal momento che non è facile trovare in giro eventi di questo tipo. Le iniziative di Vedo a colori prima e della pista da skate poi hanno saputo valorizzare ed interpretare la contemporaneità dando a Civitanova una dimensione sempre più all’avanguardia e questo è un risultato di cui andiamo orgogliosi».

Il taglio del nastro della mostra al Lido Cluana







