Dall’oratorio all’Olimpico,
Dimitri Porreca danza agli Europei

EURO 2020 - Il 25enne ballerino di Porto Recanati è a Roma per le prove in vista dell'esibizione alla cerimonia d'apertura in programma domani prima del match dell'Italia del ct Mancini contro la Turchia: «Saremo sugli schermi di tutto il mondo, è incredibile»
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Dimitri Porreca

 

di Francesca Marchetti

Dimitri Porreca, 25enne ballerino di Porto Recanati, si esibirà alla cerimonia d’apertura del campionato europeo di calcio prevista per le 20,30 di domani allo stadio Olimpico di Roma, dove la Nazionale italiana del ct marchigiano Roberto Mancini si confronterà con la Turchia. Occhi puntati sull’esibizione di Dimitri che, insieme ad altri 23 fra ballerini e ballerine, “rappresenterà” uno stato europeo. L’evento sarà trasmesso in diretta da Rai Uno e Sky, la coreografia per la cerimonia è curata dal direttore artistico Emanuele “Laccio” Cristofoli della Modulo Dance Academy di Milano e Marco Zampetta, coadiuvati da Michele Serra e Francesca Cristofoli. Il 25enne portorecanatese si trova in queste ore a Roma per le prove in vista dell’esibizione di domani, e racconta come è arrivato a questo traguardo.

Quando ha iniziato a ballare?

«Avevo 10 anni ed ero all’oratorio salesiano “Don Bosco” di Porto Recanati nel gruppo dei piccoli per la recita “Spettacoliamo” . A 15 anni facevo il volontariato come insegnante di hip hop, poi ho continuato al “Liz ballet” e nel 2016 sono arrivato al “Centro danza spettacolo 9muse” dove ho insegnato per sette anni, partecipando a molte gare anche a livello internazionale. Ho collaborato più volte con Michele Antonio D’apote per progetti importanti e d’impatto. Tra due anni prenderò il diploma alla Modulo dance Academy di Milano, finora posso dire di essere molto soddisfatto».

WhatsApp-Image-2021-06-10-at-17.47.16-1-325x217Come ha reagito quando le hanno detto che avrebbe ballato alla cerimonia inaugurale degli Europei di calcio?

«Dopo tanto tempo questo sarà il primo vero evento aperto al pubblico, non ho mai ballato di fronte a tanta gente. All’inizio non ho realizzato bene la cosa, ma quando ieri sono arrivato e ho partecipato alle prove generali, mi sono emozionato. Anche se non ci sarà lo stadio pieno sarà un grande evento a cui parteciperanno anche i big della musica, saremo sugli schermi di tutto il mondo, è incredibile».

È vero che la musica, e la danza in questo caso, unisce le persone, come il calcio?

«Nel 2020 ho coinvolto gli studenti e studentesse di hip hop di 9muse e della Little company di Castelfidardo per una coreografia che sarebbe diventata un video contro il razzismo, e a Riccione io e la mia crew abbiamo vinto il premio speciale per miglior tema svolto, l’emigrazione. I giovani devo aprire la mente e capire l’importanza dei veri valori. I calciatori potrebbero dare l’esempio con il loro stile di vita e i messaggi che fanno circolare. Io ci provo con l’hip hop».

È tifoso di calcio?

«Tifo Juve, ma la Nazionale è la Nazionale».

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