«Troppi problemi all’Inrca:
il dg Gianni Genga si dimetta»

ANCONA - A chiederlo sono i coordinatori di Forza Italia, Teresa Dai Pra e Clemente Rossi, che si rivolgono anche all’assessore regionale Filippo Saltartini dopo la pubblicazione del dossier di Anaao Assomed: «Il tempo è scaduto, siamo stati faziosamente accusati di attaccare l'ospedale di Osimo ma il nostro fine è sempre stato rivolto alla tutela dei pazienti e della classe medica messa in condizioni di lavoro difficili»
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Presenza di aree esterne, incluse nel perimetro dell’ospedale ma non collegate tra loro e senza via d’uscita, all’ Inrca di Osimo segnalata da Anaao Assomed

 

«Il tempo del dialogo per trovare soluzioni comuni ai tanti problemi che affliggono l’Inrca è scaduto» e dopo la segnalazioni di Anaao Assomed sulle carenze dell’ospedale di Osimo, i forzisti Dai Pra’ Teresa Stefania del Coordinamento comunale di Ancona e Clemente Rossi del Coordinamento provinciale, chiedono senza tanti giri di parole le dimissioni al dg Gianni Genga.

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Teresa Stefania Dai Prà

L’invito a rassegnarle è rivolto al vertice dell’Inrca ma la richiesta di vederci chiaro sarà formalizzata anche all’assessore regionale Filippo Saltamartini. «Come Forza Italia Ancona, rivendichiamo con orgoglio di essere stato l’unico movimento politico che ha acceso i riflettori su una serie di problematiche che danneggiavano i tanti pazienti anziani, famiglie, medici ed infermieri della struttura ospedaliera – scrivono i due coordinatori azzurri in una nota congiunta – Siamo stati faziosamente accusati di attaccare l’ospedale di Osimo, notizia falsa e più volte smentita, il nostro fine è sempre stato rivolto alla tutela dei pazienti e della classe medica messa in condizioni di lavoro difficili. Le tante scelte della direzione generale le abbiamo ritenute discutibili e auspicato di fermare lo smantellamento di una eccellenza Regionale qual è l’Inrca a favore di un piccolo nosocomio che ha limiti ben precisi. Apprendiamo con sconcerto il contenuto del comunicato stampa di Anaao Assomed perchè dimostra, ancora una volta, la mancanza di una sana gestione ospedaliera che per fini ancora sconosciuti, ha messo a serio rischio e continua a farlo fino ad una risoluzione dei punti critici, staff medico, infermieristico e pazienti».

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Clemente Rossi

Le dichiarazioni di questi mesi, fino ad ultimo quelle odierne, del direttore Genga, «sono state sempre flebili e vanno nella direzione di un rattoppare situazioni ormai ingestibili. – aggiungono Dai Pra e Rossi – Riteniamo sia gravissimo che un direttore generale e la dirigenza tutta, non siano stati in grado in otto mesi di mettere a tacere i focolai di malessere divampati in un vera presa di posizione medica con esposti alla Procura. Abbiamo assistito a licenziamenti, a smantellamenti, a comportamenti aggressivi tra camici bianchi, a richiami scritti verso medici la cui colpa era quella di voler tutelare la salute di pazienti ricoverati in Ancona, rifiutando un trasferimento nelle sale operatorie osimane. In questo triste quadro è giusto sottolineare le posizioni di disagio chiaramente espresse dalle varie associazioni e sindacati infermieristici. Ad oggi, considerando la drammaticità delle condizioni prive di sicurezza dell’ospedale di Osimo, chiediamo ufficialmente all’assessore Saltamartini e alla Giunta regionale di agire per far tornare un clima di sicurezza e tranquillità nell’ospedale più rappresentativo della nostra città capoluogo e in quella osimana».

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Gianni Genga

Alla dirigenza dell’Inrca invece i coordinatori di Fi Teresa Dai Pra e Clemente Rossi chiedono «quale sia la verità del Piede diabetico, come mai un’unità dipartimentale come da delibera regionale del 28 luglio 2020, non abbia piena autonomia e un responsabile ufficiale? La verità a nostro parere è una sola ovvero, che il dott. Genga abbia il coraggio di ammettere le sue responsabilità, chiaramente emerse in questi mesi, e proceda con le dimissioni. in caso il nostro appello cadesse nel vuoto, procederemo con la richiesta ufficiale, alla Regione Marche, della rimozione del direttore generale. L’Inrca di Ancona, i suoi pazienti e tutto lo staff medico ed infermieristico meritano di ritrovare un senso di appartenenza, di sicurezza e soprattutto di serenità».



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