“Scegli il bio Fileni”, il tormentone
Un maceratese dietro al successo:
«Ora il jingle rinnovato in chiave moderna»

CINGOLI - Giacomo Marinelli, laureato a Unimc, è il direttore marketing dell'azienda leader nella produzione di carni avicole. La campagna di successo quest'anno è stata rinnovata: «Un arrangiamento contemporaneo e che parlasse a più generazioni. Non solo quindi a chi già è interessato e mangia il biologico, ma a chi piace il pollo in generale, mirato principalmente al target tra i 30 e i 50 anni. Che non sono più considerati consumatori, ma sostenitori»
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di Leonardo Giorgi

Un jingle che è diventato un tormentone, una nuova identità incentrata sul bio, campagne pubblicitarie incentrate sul legame indissolubile tra l’azienda e le Marche: dietro le campagne marketing di Fileni c’è un maceratese. Si chiama Giacomo Marinelli, è nato a Macerata e sempre all’Università di Macerata si è laureato in Filosofia nel 1999.

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Giacomo Marinelli

Attuale responsabile marketing dell’impresa di Cingoli leader europea nella produzione di carni avicole biologiche (e terzo player italiano nel settore delle carni avicunicole), Marinelli è tra coloro che hanno lavorato in prima linea nella comunicazione Fileni, con l’obiettivo, oltre quello puramente commerciale, di «distinguersi come un’azienda marchigiana e promuovere il nostro territorio in tutta Italia». Ma come si passa da studiare Filosofia a gestire il marketing di un’impresa che viaggia ormai stabilmente sopra i 400 milioni di euro di ricavi all’anno? «Ho studiato sì Filosofia – racconta Marinelli – ma mi è sempre piaciuto il marketing e tutto ciò che concerne la comunicazione. Mi sono laureato con una tesi sull’Estetica di David Hume (filosofo scozzese del Settecento celebre, tra l’altro, per le ricerche su leggi universali che regolassero i rapporti tra la natura umana e il giudizio estetico ndr) e poi mi sono specializzato in altri ambiti. Dopo l’università ho ottenuto un master all’Istituto Adriano Olivetti (Istao) di Ancona, dove ho approfondito temi di economia, marketing, gestione manageriale, organizzazione. Ho seguito poi diversi stage, l’ultimo dei quali proprio in Fileni, dove poi ho iniziato la mia carriera. In seguito ho fatto diversi corsi di formazione e Master alla Bocconi, che mi ha consentito di approfondire diversi temi».

spot-fileni2-1-325x217Campagne marketing culminate nel tormentone “Scegli il bio Fileni” nel 2019, un jingle che è stato addirittura pubblicato su Spotify, ascoltatissimo su Youtube, protagonista di svariate parodie anche in radio, remixato, disponibile in versione karaoke, montato da uno youtuber anche in un video in cui il jingle si ripete per dieci minuti e dove sotto svetta il commento “Per favore fai una versione da 10 ore, non posso riavviarlo ogni 10 minuti”. Insomma, un vero e proprio meme, che in questo momento storico è l’indicatore di successo principale per la popolarità di un contenuto. «La campagna “Scegli il bio Fileni” – spiega il manager – è nata in un lavoro tra me e l’agenzia di comunicazione che collaborava con noi. Loro ci avevano proposto un jingle, che poi abbiamo modificato e adattato per farlo diventare quello definitivo dello spot». Campagna che si è rinnovata quest’anno con “Buono e bio Fileni”, dove le Marche hanno un ruolo da protagonista. 

spot-fileni1-1-325x216«L’idea di quest’anno era mantenere il jingle, ma con una distinzione più moderna, un arrangiamento contemporaneo e che parlasse a più generazioni. Non solo quindi a chi già è interessato e mangia il biologico, ma a chi piace il pollo in generale, mirato principalmente al target tra i 30 e i 50 anni. Che non sono più considerati consumatori, ma sostenitori». Lo spot è stato girato in diverse location della zona. «Abbiamo girato le scene in piazza Colocci a Jesi, a Castelbellino, poi in un casolare tra il monte Conero e Camerano – aggiunge – Distinti come azienda marchigiana, vogliamo promuovere la regione in tutta Italia. Nonostante la bellezza e la qualità del territorio, le Marche sono ancora una regione poco conosciuta rispetto ad altre zone. Questa, tuttavia, può essere una fortuna. Possiamo sviluppare nei prossimi anni un importante turismo enogastronomico, con un’identità precisa, votata al biologico. E, come sempre, per migliorare la nostra strategia di comunicazione marketing ci rivolgiamo sempre ai clienti. Abbiamo fatto un panel test con i consumatori con lo spot precedente, dandoci indicazioni per migliorarlo, alcune delle quali dirette all’arrangiamento del jingle, che è stato cambiato in uno stile più contemporaneo. D’altronde – conclude Marinelli – al centro della strategia comunicazione marketing ci deve essere sempre il confronto con il cliente, o si rischia di rimanere chiusi in una bolla».

 

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