Villa Buonaccorsi, 2 aste deserte
«Il Comune deve attivarsi
è un bene da valorizzare»

POTENZA PICENA - Il deputato Pd Morgoni: «l’amministrazione non può rimanere spettatrice di questa vicenda, né possa limitarsi ad annunci privi di consistenza»
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Villa Buonaccorsi a Potenza Picena

 

Deserte le prime due aste per villa Buonaccorsi, a Potenza Picena. Il deputato del Partito Democratico Mario Morgoni sollecita un intervento della sindaca Noemi Tartabini, della Giunta e della maggioranza. «Io ritengo che l’amministrazione comunale non possa rimanere spettatrice di questa vicenda, né possa limitarsi ad annunci privi di consistenza. Occorre attivare da protagonisti una decisa iniziativa per evitare che questo prezioso bene possa essere definitivamente sottratto alla comunità e per garantirne invece una valorizzazione che ne faccia un punto di forza del nostro Comune in termini di capacità di attrazione culturale e turistica».

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Mario Morgoni

Il parlamentare dem annuncia che la prossima asta è in programma il 29 luglio (con un prezzo base di 2 milioni e 970mila euro e con offerte ammissibili a partire da 2 milioni e 230mila euro) e ripercorre il percorso che vede al centro villa Buonaccorsi. «Oltre un anno fa avevo rivolto un appello pubblico all’amministrazione comunale di Potenza Picena perché si occupasse di una vicenda come quella di villa Buonaccorsi, allora recentemente messa all’asta dalla curatrice fallimentare. Ritenevo necessario valutare e concretizzare ogni iniziativa utile a garantire da qui al futuro non solo la fruibilità pubblica di un bene di inestimabile valore per la nostra comunità, ma anche una presenza pubblica in grado di orientarne l’utilizzo in un modo coerente con quelle che sono le peculiarità e le caratteristiche del luogo. Anche i gruppi consiliari chiesero alla Giunta di attivarsi convocando un apposito tavolo di lavoro che poi fu convocato dal Sindaco anche con la presenza di Francesco Acquaroli e del sottoscritto come parlamentari del nostro territorio – spiega Mario Morgoni -.

In quell’incontro emersero alcune indicazioni: l’opportunità di un confronto con la curatrice per seguire le procedure avviate per la vendita della Villa e con la Soprintendenza per verificare le possibilità di utilizzo di quel bene, ma anche la necessita di avviare una verifica di possibili disponibilità da parte di soggetti privati in grado di concorrere, di concerto con il Comune, ad acquisire la proprietà e a garantirne un utilizzo adeguato a valorizzare il bene e, con un progetto imprenditoriale, una equilibrata gestione economica. Da allora, per oltre un anno il tavolo non è stato più convocato, ma gli eventi si sono succeduti fino ad arrivare ormai a ridosso di un terzo esperimento d’asta dopo che i primi due sono andati deserti. Segnalo anche che su questo tema non può mancare una puntuale informazione alla cittadinanza e anzi sarebbe opportuno un pieno coinvolgimento della comunità in un’operazione che avrebbe un carattere straordinario e strategico per la nostra comunità – prosegue il deputato del Pd -.

Pensiamo solo come esempio, per rendere chiare le potenzialità del luogo, alla possibilità che villa Buonaccorsi possa essere inserita in un itinerario che parta da palazzo Leopardi e dal colle dell’infinito e passando appunto per villa Buonaccorsi arrivi poi a palazzo Buonaccorsi a Macerata. Io ritengo anche necessario agire perché in questa operazione venga coinvolta una realtà che vanta una presenza storica e significativa nel nostro Comune fino a segnarne l’identità: il Santo Stefano, oggi parte di un gruppo di rilievo nazionale che opera da leader nel settore della sanità privata nella nostra Regione, un gruppo enormemente cresciuto in questi anni in un rapporto molto stretto con la sanità pubblica – conclude Moroni -. Per queste ragioni, e con spirito apertamente collaborativo dichiarando la mia esplicita disponibilità, mi rivolgo al Sindaco, alla Giunta e alle forze di maggioranza affinché riaprano un confronto operativo su questo tema coinvolgendo anche il nostro concittadino Francesco Acquaroli, allora deputato ed oggi presidente della regione Marche e quindi ancor più in condizione di contribuire al successo di una operazione ambiziosa ma a mio avviso irrinunciabile».



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